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Il Covid ha fatto esplodere il mercato della Bici, la sfida ora è tornare in Italia: Gianluca Bernardi racconta il successo di BRN

08 aprile 2021 17:20
Fonte: Adnkronos

#economia-e-finanza

(Milano 8 aprile 2021) - Milano, 08/04/2021 - La storia di Bike Parts inizia alla fine degli anni 40 in Romagna, quando Guglielmo Bernardi avviò una piccola bottega di commercio e riparazione di biciclette. Dalle selle alle borse passando per i cestini, ruote e camere d’aria. Con il tempo l’azienda è cresciuta, passando prima al figlio Lino e poi ai nipoti Marco e Gianluca. Nel giro di 50 anni l’azienda è divenuta il principale distributore di componenti per bici d’Italia con oltre 2.500 negozi distribuiti dal Trentino alla Sicilia lungo tutto lo stivale. Marco e Gianluca hanno puntato su ricambi dotati di funzionalità ma anche di gusto e design e la scelta si è rivelata vincente. Poi è arrivato il Covid: la diffusione dell’uso della bici è esploso e il lavoro per BRN è quasi raddoppiato. Vero è che la rinascita della bici nel nostro paese era iniziata da qualche anno, mostrando al mercato timidi segnali già prima che il Corona Virus irrompesse sulla scena mondiale. Secondo i dati del rapporto Confindustria Ancma, il 2019 aveva già visto un incremento in termini di punti percentuali sul 2018 pari al 7 per cento, con 1,7 milioni in più di biciclette vendute. Ma le previsioni per il 2020 parlano di 2 milioni di pezzi venduti, quasi 350mila in più del 2019 con un incremento che sfiora il 20 per cento. Oggi BRN ha un fatturato di oltre 16 milioni di euro, circa 80 dipendenti e nell’immediato futuro la situazione non sembra mostrare segnali di ridimensionamento, anzi. “Durante questi lockdown la bici è stata identificata spesso come l’unico mezzo attraverso cui poter svolgere attività fisica all’aria aperta, tanto che molti si sono avvicinati al ciclismo per la prima volta proprio in concomitanza con la pandemia” – commenta Gianluca Bernardi. “Il nostro compito è quello di soddisfare la richiesta di un mercato certamente in crescita, anche se non privo incognite: il mondo in questi 12 mesi è cambiato, i rapporti con i fornitori esteri, i tempi di consegna. Il nostro ruolo sarà quello di trovare un nuovo equilibrio, anche pensando di riportare in Italia alcune produzioni che fino a questo momento sono state storicamente legate all’estremo oriente”. Che il Covid non abbiam portato con sé anche qualche buona notizia?

 
 
 
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