
Contributi Zes Unica (Fonte: Canva) - Cataniaoggi.it
La transizione ecologica e digitale impone alle imprese siciliane un salto di qualità: oltre 20 miliardi tra fondi di Coesione e PNRR, bandi regionali per più di 160 milioni e strumenti di finanza agevolata disegnano un’occasione irripetibile, a patto che si trasformino in progetti concreti, innovazione e competitività duratura.
La sfida della transizione ecologica e della trasformazione digitale rappresenta un passaggio epocale per il sistema produttivo italiano, e in particolare per le imprese siciliane, chiamate a rimanere competitive nei mercati nazionali e internazionali. Si tratta di un percorso complesso che richiede impegno programmato, competenze, strategie e un sostegno costante da parte dello Stato e delle Regioni attraverso politiche industriali e strumenti di finanza agevolata.
Aprendo i lavori dell’evento “Finanza e digitalizzazione integrate: strategie di sostegno e percorsi digitali per la crescita delle imprese”, organizzato da Confindustria Catania, Tim Enterprise e Logos Advisory, la presidente degli industriali catanesi Maria Cristina Busi Ferruzzi ha ricordato come la Sicilia disponga oggi di una chance straordinaria: oltre 20 miliardi di euro tra fondi di Coesione e PNRR destinati a innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle imprese. Risorse ingenti che, però, richiedono capacità progettuale, collaborazione tra aziende, istituzioni e territorio per tradursi in risultati concreti.
Un quadro confermato dal direttore generale della Regione Siciliana Dario Cartabellotta, secondo cui le attività della Regione si concentrano su incentivi mirati per sostenere l’innovazione: dal credito d’imposta agli aiuti per ricerca e sviluppo, fino alle misure per le startup. Per il prossimo triennio – ha ricordato – i bandi regionali destineranno oltre 160 milioni di euro a investimenti tecnologici, efficienza energetica, produzione sostenibile e digitalizzazione, con coperture fino all’80%.
A fare il punto sulle misure già attive è stato il dirigente generale Calogero Guagliano, che ha evidenziato come il programma “Ripresa Sicilia”, da solo, abbia mobilitato 144 milioni di euro per innovazione, sostenibilità e sviluppo competitivo delle imprese. Complessivamente, le politiche regionali avrebbero già interessato 27 mila imprese e 45 mila famiglie, con oltre un miliardo di euro gestito fino al marzo scorso e ulteriori 350 milioni ancora disponibili.
Accanto all’impegno delle istituzioni, anche Tim Enterprise ha illustrato le soluzioni tecnologiche offerte alle imprese per affrontare la competitività globale. «La sfida – ha spiegato Romolo Spinazzola, responsabile Sales Strategic & Large Center Sud – è integrare finanza agevolata, tecnologia e innovazione per aiutare le aziende a crescere con modelli operativi più efficienti». Un concetto ribadito dal partner di Logos Advisory Stefano Lanzi, che ha definito “strategica” l’unione tra accesso alle risorse pubbliche, digitalizzazione e visione manageriale.
Durante l’incontro sono stati presentati diversi progetti già avviati dalle imprese siciliane più innovative, con soluzioni legate al biotech, al digitale e al cleantech. Sono intervenuti rappresentanti delle principali sezioni di Confindustria – dall’agroalimentare al farmaceutico, dalla sanità al turismo, fino alle nuove tecnologie – e manager come Marco Causarano, Sergio Cambio, Luciano De Franco, Ornella Laneri, Antonio La Magna, Daniela La Porta e Giovanni Lo Faro, che hanno illustrato esperienze aziendali e casi di successo locali.
In chiusura, il vicepresidente di Confindustria Catania Massimo Pulvirenti ha richiamato l’urgenza di valorizzare le sinergie tra imprese e istituzioni per trasformare le risorse disponibili in crescita effettiva. «La sfida – ha spiegato – è fare in modo che innovazione, sostenibilità e digitalizzazione non restino slogan, ma diventino processi concreti per sostenere la competitività della Sicilia».
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