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Il Comando dei Vigili Urbani di Catania ha reso noti i dati relativi agli interventi effettuati nel mese di luglio in esecuzione dell’ordinanza “Contrasto alla e tutela della sicurezza urbana” firmata dal sindaco Enzo Bianco nello scorso mese di maggio.

Gli agenti di Polizia Municipale hanno redatto 38 verbali, 5 dei quali nei confronti di clienti. Quasi tutte le prostitute erano di nazionalità rumena e bulgara mentre i clienti erano tutti italiani provenienti dalla provincia di Catania ma anche da quelle di Messina, Ragusa e Brindisi.

La stesura dell’atto sindacale era stata possibile grazie all’introduzione del Decreto legge sulla Sicurezza urbana che ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza nelle città grazie a nuovi e maggiori poteri assegnati ai sindaci. Con la Legge n. 48/2017 sono infatti stati riconosciuti maggiori poteri ai Sindaci in questo specifico ambito.

Il testo recita che “è fatto divieto a chiunque, nelle aree, nei luoghi pubblici, spazi aperti o visibili al pubblico di porre in essere, comportamenti diretti, in modo non equivoco, ad offrire prestazioni sessuali a pagamento; che è fatto divieto, inoltre a chiunque di consentire o invitare la salita sul proprio autoveicolo al fine diretto e non equivoco di contrattare, concordare prestazioni sessuali; è altresì fatto divieto di intrattenersi con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada  al fine diretto e non equivoco di contrattare e concordare prestazioni sessuali”.

Le vie interessate, comprese le aree adiacenti, sono: piazza Europa, Circonvallazione zona est nei tratti di viale Ulisse e viale Andrea Doria, Lungomare Zona San Giovanni Li Cuti, viale Africa, piazza dei Martiri, via VI Aprile, via Luigi Sturzo, corso Martiri della Libertà e vie limitrofe, via Marchese di Casalotto, via Dusmet, via Cristoforo Colombo, via Domenico Tempio, via Acquicella Porto, rotatoria Faro Biscari.

L’ordinanza è entrata in vigore lo scorso 2 maggio e vi rimarrà sino al 31 dicembre 2017, entro questa data l’Amministrazione comunale di Catania effettuerà attraverso i propri uffici un monitoraggio per la valutazione degli effetti e dell’efficacia della prima ordinanza.