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Operazione del Ros, arresti in Italia e Germania

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I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno disarticolato la cosca ‘ndranghetista Farao-Marincola, sequestrando inoltre i consistenti patrimoni che la stessa aveva accumulato nel corso degli anni. Il sodalizio – si legge in una nota – aveva ramificazioni in diverse regioni italiane e la sua operativita’, come accertato in collaborazione con la polizia tedesca, si estendeva anche nei lander dell’Assia e del Baden-Wurttemberg.

Le indagini hanno ricostruito uno scenario di pervasiva infiltrazione mafiosa in diversi settori economico-imprenditoriali, dal commercio di prodotti vinicoli e alimentari, alla raccolta dei rifiuti, ai servizi funebri, agli appalti pubblici, nonche’ una fitta rete di connivenze da parte di pubblici amministratori. I numerosi arresti ed i sequestri per un valore complessivo di 50 milioni di euro sono stati eseguiti dai carabinieri in Italia e contestualmente dalla polizia tedesca in Germania.

“L’imponente operazione dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che ha permesso di disarticolare una potente cosca della ‘ndrangheta egemone su diversi comuni della provincia di Crotone, rappresenta un importante successo nella lotta alla piu’ forte e feroce mafia italiana”. Ad affermarlo e’ Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia.

“L’inchiesta – sottolinea Bindi – ha portato alla luce le complesse ramificazioni imprenditoriali e i molteplici interessi della cosca Faro Marincola, che dal cotronese si estendevano in altre regioni d’Italia e in Germania, e conferma la vocazione della ‘ndrangheta a espandere e delocalizzare le proprie attivita’ criminali ben oltre la Calabria mantenendo nella regione il centro del suo potere. Potere esercitato anche grazie ai rapporti con la pubblica amministrazione e la politica locale, asservita agli interessi della cosca. Gli arresti di diversi sindaci e amministratori restituiscono il quadro allarmante delle infiltrazioni e dell’inquinamento della vita democratica in Calabria che la Commissione antimafia ha denunciato in occasione dei monitoraggi sulle consultazioni comunali”.
“Alla repressione delle forze dell’ordine e della magistratura, a cui va il nostro ringraziamento per l’abnegazione e la grande professionalita’ dimostrate anche in questa occasione – conclude la presidente della Commissione – occorre affiancare un’opera di prevenzione e risanamento della politica e delle istituzioni locali per recidere i legami e le complicita’ con le cosche mafiose”.

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