Home Cronaca Operazione antimafia a Catania, colpito il clan Santapaola – Ercolano

Operazione antimafia a Catania, colpito il clan Santapaola – Ercolano

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Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania guidata da Carmelo Zuccaro, i carabinieri del R.O.S. con i colleghi dell’arma territoriale di Catania e Siracusa hanno eseguito 31 ordinanze di custodia cautelare. Tra le persone raggiunte dal provvedimento, c’è il 51enne Antonio Tomaselli ritenuto dagli investigatori, l’attuale reggente della famiglia Santapaola – Ercolano. Le scrupolose indagini dei militari del guidati dal maggiore Antonio Parillo, hanno permesso di documentare le condotte estorsive a danno di imprenditori.

Il capo della Procura di Catania Carmelo Zuccaro, nel ringraziare i militari del Ros, ha sottolineato come le indagini portate avanti sono state di altissima qualità. In pochissimo tempo, gli investigatori sono riusciti ad improntare una notizia di reato di qualità elevata. Che ha consentito ai magistrati di approntare una richiesta di custodia cautelare in un solo mese. “In pochissimi giorni – ha detto il capo della Procura – le persone raggiunte dal provvedimento, sono stati localizzati, quindi arrestati”.

Il procuratore Francesco Puleio che ha coordinato le indagini insieme ai sostituti procuratori Raffaella Vinciguerra e Marco Bisogni, ha detto che  “la risposta è stata immediata perché abbiamo scelto di giocare in attacco e non in difesa”. La risposta giudiziaria, “è l’espressione di una mentalità di contrasto al crimine organizzato, dove non si aspettano delitti più gravi, ma vengono analizzati quasi nell’immediatezza”. “Stiamo cercando, – ha detto il procuratore –  di evitare reati più gravi.”

Le indagini, ha spiegato il vice comandante operativo del Ros, il col. Giancarlo Scafuri, “sono state efficienti ed efficaci” grazie “alla grande sinergia tra le due squadre in campo, i carabinieri e la Procura”. Per il comandante provinciale dei carabinieri Raffaele Covetti, è “l’ennesima dimostrazione che le Istituzioni ci sono e funzionano a difesa del cittadino”.

Il maggiore Antonio Parillo, comandante del Ros di Catania, ha spiegato che l’operazione è stata chiamata “”, non a caso. E’ stato certificato il momento di difficolta’ dei vari clan, messi all’angolo grazie alle operazioni antimafia Iblis e kronos. Le indagini, hanno permesso di documentare, come ricostruito, l’ascesa al vertice del reggente operativo del clan Santapaola- Ercolano di Antonio Tomaselli, e la struttura di cosa nostra catanese, divisa con gruppi e sottogruppi.

I militari del Ros, hanno documentato anche le fibrillazioni tra i Santapaola con i Mazzei.  I militari ricostruiscono anche un incontro tra i vertici delle famiglie. Dove i santapaoliani chiedono “di sedersi e discutere civilmente”, ricordando anche l’omicidio di ‘pulizia interna’ di Angelo Santapaola per “dare un esempio a chi sbaglia”.

Le cicimi del Ros registrano una conversazione agghiacciante: “Questa situazione si deve fermare… noialtri non ci siamo permessi mai a fare queste cose fra noialtri… ci sediamo e la discutiamo civilmente… fino a quando non ci sono morti e cose… e questo dobbiamo evitare… ora noi abbiamo un problema con questo… dobbiamo risolvere questo problema che è anche in casa vostra…”.

“La nostra storia ci porta che noi abbiamo avuto dei problemi dentro casa nostra e noi stessi li abbiamo risolti… ora questo problema è un problema che pende più da voi… Se uno di noialtri ogni mattina si alza e fa discussioni e non dice niente, mi sembra che è anche giusto che si prenda le sue responsabilità se succede qualcosa. Al mio paese – registrano le cimici del Ros – si è detto che quando io ho un problema … me ne vado dal responsabile della mia Famiglia, dal mio principale.. Lineri, Nesima.. eccetera eccetera.. “vedi che ho un problema con ddu carusu ca ti rissi”.. i Cristiani vanno avvisati!…”

“Quando –  registrano le cimici del Ros – noialtri abbiamo avuto Angelo e ‘mbare, Angelo ha pagato per tutti gli sbagli che ha fatto! Lui infatti prendeva le decisioni lui solo, non si considerava nessuno completamente… e là è stata la stessa cosa.. tutti quanti si sono seduti… E si chiamava Santapaola… si chiamava Santapaola, non si chiamava con un altro cognome… questo, per farti capire… perché quando muore un Santapaola… viri ca fa sgrusciu … e questi sono gli esempi che abbiamo dato per gli sbagli che ha fatto”.

Tra le persone raggiunte dal provvedimento ci sono Antonio Tomaselli 51 anni. Secondo l’accusa, ritenuto vicino al Gruppo di San Giovanni Galermo è stato raggiunto dal provvedimento Salvatore Fiore 49 anni, attualmente detenuto, Giovanni La Mattina 57 anni, Antonio Mangano , 40 anni (in atto detenuto), Luca Marino, 35 anni, Roberto Marino, 58 anni, Arturo Mirenda, 56 anni (in atto detenuto), Francesco Lucio Motta, 31 anni (in atto detenuto), Christian Paterno’ 36 anni.

Secondo l’accusa, del Gruppo della Stazione Angelo Arena, 41 anni, Alfio Davide Coco, 42 anni. Del gruppo Lineri, Carmelo Distefano, 33 anni, Carmelo Rannesi, 52 anni, Corrado Monaco, 39 anni. Del gruppo di Giarre: Orazio Di Grazia, 35 anni, Salvatore Leonardi, 49 anni. Del gruppo di Paternò, Carmelo Cristian Fallica, 32 anni.  Del gruppo di Palagonia Gaetano Fiammetta, 25 anni, Sebastiano Vespa 38 anni.

Benché non affiliati, ma ritenuti responsabili sono stati raggiunti dal provvedimento Alfio Romeo, 34 anni, per detenzione di stupefacente, Giuseppe Modica, 29 anni (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari), perché coinvolto in una vicenda estorsiva. Secondo l’accusa, ritenuto vicino alla famiglia dei Mazzei, Alfio Maugeri, 58 anni e Mario Maugeri, 53 anni, che secondo la ricostruzione degli investigatori, rivestirebbe ruoli apicali. Orazio Coppola, 53 anni, Santo Di Benedetto, 60 anni, Carmelo Pantalena, 44 anni (in atto detenuto) e Mario Pappalardo 45 anni. Tra le persone ritenute vicie al clan Nardo Francesco Caltabiano, 61 anni e Salvatore Catania 44 anni, che secondo l’accusa rivestirebbero ruoli apicali, Fabrizio Iachininoto 47 anni (in atto detenuto) e Cirino Rizzo, 48 anni.

Le complesse attività investigative si sono avvalse principalmente di servizi tecnici di intercettazione e si sono protratte dal settembre del 2016  al settembre 2017. Tra i reati contestati a vari titolo: Ipotesi estorsive in pregiudizio di esercenti attività imprenditoriali; Intimidazioni e danneggiamenti eseguiti con finalità estorsive; ipotesi di sequestro di persona; reati in materia di armi; reati in materia di stupefacenti.

Addiopizzo Catania: “L’operazione Chaos condotta dal Ros dei Carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Catania, ai quali va il nostro plauso e la nostra riconoscenza, –  scrive Addiopizzo Catania – è l’ennesima dimostrazione del lavoro quotidiano svolto dalle Istituzioni che rischia però di essere vanificato da un sistema processual-penalistico inadeguato. Non possiamo non rilevare, infatti, che molti degli arrestati sono criminali di lungo corso, nei confronti dei quali, evidentemente, il processo di rieducazione ha fallito. Si tratta di personaggi che hanno usufruito, e continueranno a farlo anche in futuro, di benefici e sconti di pena. Per questo è necessario che anche i cittadini facciano sentire la loro voce chiedendo a chi ha la responsabilità politica di governare che non ci siano sconti e benefici per i mafiosi. Noi ci stiamo provando e continueremo a farlo chiedendovi di firmare la petizione a sostegno della proposta depositata alla Camera ed al Senato” :https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-dei-ministri-certezza-della-pena-no-ai-privilegi-per-mafiosi-e-colpevoli-di-reati-gravi-certochefirmo