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Roma, 9 ago. (AdnKronos Salute) - Le persone che giocano abitualmente a videogiochi in cui si spara in prima persona, come 'Call of Duty', hanno meno materia grigia nell'ippocampo, un'area del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine. Un danno che non si evidenzia in altri giochi violenti, indica uno studio condotto da Gregory West, docente di psicologia all'università di Montreal, e da Véronique Bohbot, docente di psichiatria all'università McGill, pubblicato su 'Molecular Psychiatry'. In passato diverse ricerche hanno dimostrato che chi si impegna spesso in giochi di questo tipo ha una maggiore attenzione visiva, una migliore memoria a breve termine e una motricità fine più evidente. Il nuovo studio, però, lancia l'allarme sulle conseguenze per l'ippocampo, poiché il suo indebolimento aumenta i rischi di malattie mentali o neurologiche come depressione, schizofrenia, sindrome da stress post traumatico e Alzheimer. Secondo i ricercatori, inoltre, è sconsigliabile per chi soffre delle malattie citate seguire trattamenti basati sulla pratica di videogiochi d'azione. Ma i produttori di questi 'game' potrebbero fare molto per evitare i danni con alcune modifiche ai giochi. Basterebbe variare i loro prodotti in modo da favorire le strategie di apprendimento spaziale e, così, favorire la conservazione della materia grigia nell'ippocampo.