Home Cronaca Adrano: Pax mafiosa tra i clan, 29 arresti della Polizia

Adrano: Pax mafiosa tra i clan, 29 arresti della Polizia

Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania guidata da Carmelo Zuccaro, gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 29 persone accusate a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, rapina, furto, ed altri reati contro il patrimonio, reati in materia di armi, con l’aggravante di aver commesso il fatto in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso del clan Santangelo “Taccuni” e al fine di agevolarne le attività illecite.

L’operazione della polizia di Stato arriva dopo due anni di indagini, dove è stato possibile delineare l’organigramma, decapitare i vertici e disarticolare i ranghi della cosca Santangelo presente nel territorio di Adrano, alleata della famiglia catanese di Cosa nostra Santapaola – Ercolano. Il capo della Procura di Catania Carmelo Zuccaro, sottolinea come due clan avversi come i Santangelo che  fanno riferimento ai Santapaola e l’avversa cosca dei Scalisi che fanno riferimento ai Laudani, “si mettono d’accordo per ripartirsi il controllo del mercato ortofrutticolo e il commercio all’ingrosso della carne” nel territorio adranita, facendo riferimento sempre,  alla spartizione dei proventi delle estorsioni.

Il capo della Procura ha sottolineato come l’operazione di oggi è molto importante, ma dovrà essere seguita dalle altre, per cercare di porre fine a questo fenomeno. Un’ altro aspetto affrontato, è stato quello dello spaccio della droga, che viene gestito dal gruppo dei Santangelo. Gli investigatori sono riusciti ad intervenire in tempi celeri, dove si è riusciti ad arrestare alcuni soggetti in flagranza di reato. Questo un risultato che arriva grazie all’ascolto in tempo reale le intercettazioni.

Alcuni soggetti raggiunti dal provvedimento, dovranno rispondere del reato di rapina, il capo della Procura, ha ricordato la rapina all’interno di un abitazione di Santa Maria di Licodia, dove i rapinatori, hanno piu’ volte colpito una delle vittime con il calcio di una pistola, al fine di farsi aprire la cassaforte. “Questa è la prova, che le organizzazioni – ha detto il capo della Procura –  operano in tutti i settori tradizionali, dove traggono profitti”.

Dalle indagini, viene evidenziata anche la capacità di controllo del territorio da parte dei clan. Gli investigatori, sono riusciti a documentare anche un estorsione ai danni di una famiglia che aveva ricevuto una somma a titolo di risarcimento danni per un incidente stradale.

Tra gli arrestati  c’e’ anche un poliziotto, gia’ stato fermato il 26 aprile 2016 per trasporto e detenzione di droga al Casello di San Gregorio, l’uomo era stato trovato con 9,2 grammi di cocaina.

L’aggiunto Francesco Puleio titolare del fascicolo, ha spiegato come le organizzano i criminali, utilizzano sempre una rete dedicata. Che consiste nell’acquisto di telefoni cellulari utilizzati sono per l’attività criminale. Un aspetto che il magistrato sottolinea, la pax mafiosa che evita sicuramente fatti di sangue, ma comporta l’innalzamento delle soglie di rischio per la collettività presente nel territorio. Il magistrato lancia anche un invito alla popolazione: “noi possiamo ricostruire, delineare lo svolgimento delle organizzazioni criminali, pero’ per individuare, e compiutamente delineare dei reati specifici, abbiamo bisogno della collaborazione delle persone offese”. Il sostituto procuratore ricorda, come la nuova normativa, dal punto amministrativo, impongono ai soggetti che ricevono richieste estorsive, di denunciare i fatti, pena, l’esclusione dalle liste degli imprenditori che possono lavorare con la pubblica amministrazione, ma anche la perdita delle commesse acquisite. Il sostituto Procuratore Andrea Bonomo, ha spiegato come il contributo di numerosi di collaboratori di giustizia, sono arrivati a chiusura delle indagini. A piu’ di venti persone è stato contestato il reato di tipo mafioso, dove all’interno, secondo l’accusa, ci sarebbero i capi, i reggenti, i livelli intermedi, i soldati.

Tra le persone raggiunte dal provvedimento ci sono Gianni Santangelo, di 35 anni, Antonino Bulla, di 35, Antonino La Mela ,di 43, Vincenzo Bulla, di 34, Rosario Galati Massaro, di 34, Nicolò Trovato, di 27, Giuseppe la Mela, di 45, Nicolò Rosano, di 38, Salvatore Quareci, di 26, Marco Ricca, di 28, Vincenzo Rosano, sorvegliato speciale di 50, Andrea Palmiotti, di 38, Ignazio Vinciguerra, di 53, Antonino Foti, di 25, Vincenzo Nicolosi, di 28, Maurizio Pignataro, di 41, Salvatore Sangrigoli, di 21, Luigi Leocata, di 48, arrestato a Piacenza, posto quest’ultimi ai domiciliari. Il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere ad Alfio Santangelo, di 65 anni, ritenuto capo storico dell’organizzazione Santangelo – Taccuni, Antonino Quaceci, di 48, Nino Crimi, di 38, Salvatore Crimi, di 32, Francesco Rosano, di 28, detenuto all’estero, Alfredo Pinzone, di 34, Nicola Mancuso, di 36, Biagio Trovato, di 28, Angelo Pignataro, di 30.