Home Cronaca Mafia: La Dia confisca beni per 1,5 milioni di euro

Mafia: La Dia confisca beni per 1,5 milioni di euro

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Gli invetigatori  della Direzione Investigativa Antimafia di Catania hanno eseguito un decreto di confisca, di aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie a vario titolo riconducibili secondo l’accusa, a Vincenzo Salvatore Rapisarda di anni 29. Rapisarda,  è figlio di Salvatore ritenuto capo indiscusso dell’omonimo clan mafioso, presente a Paternò,  collegati al clan “Laudani” intesi “Mussi i Ficurina”.

Rapisarda, era stato tratto in arresto nel 2015 nell’ambito dell’Operazione “En Plein”, poiché indagato, insieme ad altri 16 persone dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, del delitto di tentato omicidio di Giamblanco Antonino. Lo stesso, insieme ad altri 108 persone tra cui il padre Salvatore Rapisarda,  è stato raggiunto raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Vicerè.

Le indagini patrimoniali e societarie avrebbero quindi consentito di far emergere come Vincenzo Salvatore Rapisarda, secondo l’accusa,  abbia, successivamente all’arresto, ceduto le quote di due società che operano nell’attività di autotrasporto di merci per conto terzi a prossimi congiunti, secondo l’accusa, al solo fine di eludere eventuali  misure patrimoniali nei suoi confronti. Tali atti di cessione, ai sensi della normativa antimafia, sono stati considerati privi di efficacia e il Tribunale di Catania ha quindi esteso il provvedimento ablativo anche alle quote sociali fittiziamente cedute.

Il provvedimento di confisca, eseguito oggi dalla D.I.A. di Catania, ha colpito beni intestati alla convivente del Rapisarda ed a lui riconducibili, costituiti da una società operante nell’ambito dell’autotrasporto per conto terzi, una quota di partecipazione nel capitale sociale di altra società intestata ad un prossimo congiunto, operante anch’essa nella medesima attività nonché rapporti bancari e finanziari.

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