Home Cronaca L’ombra della mafia su grande distribuzione e Vigilanza. Lidl Italia, “completamente estranea”

L’ombra della mafia su grande distribuzione e Vigilanza. Lidl Italia, “completamente estranea”

CONDIVIDI

Porta la firma del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari, l’ emessa dalla Procura di Milano nei confronti di 15 persone accusate di associazione a delinquere, favoreggiamento e corruzione, nell’ ambito di un inchiesta antimafia che colpirebbe il clan catanese dei , meglio conosciuto come i “Muss i ficurinia”.

I provvedimenti sono stati eseguiti dai militari del Nucleo della Polizia Tributara della di Varese e dalla  della Questura di Milano. In , è stato eseguito un decreto di , nei confronti di 2 indagati accusati di far parte dell’ riconducibile sempre alla famiglia dei ”Laudani”.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, nel mirino del clan, ci sarebbero alcune commesse nel settore della logistica della catena dei supermercati . (La non risulta indagata, la casa madre della catena era all’oscuro di questi movimenti). Nel mirino della Procura, anche una commessa a quanto pare, di una società di vigilantes che opera al tribunale a Milano.

Gli altri provvedimenti emessi dalla sezione del Tribunale di Milano, su richiesta della Dda milanese, riguarda l’ giudiziaria di quattro direzioni generali della società di grande distribuzione Lidl. Una di queste si trova in Lombardia, due in Piemonte e una a Misterbianco.  Un provvedimento necessario, secondo i magistrati, che punta a ripulire la Lidl da infiltrazioni mafiose.

La presunta associazione nel mirino della Dda di Milano, avrebbe ottenuto tramite alcuni dirigenti delle società coinvolte “commesse e appalti di servizi in Sicilia” attraverso “dazioni di denaro a esponenti della famiglia Laudani”, clan mafioso “in grado di garantire il monopolio di tali commesse e la cogestione dei lavori in Sicilia”. Come si legge nell’ordinanza cautelare.

I rapporti di alcuni indagati e la famiglia Laudani, si legge negli atti, “risalgono a tempo addietro” e tra le finalità dei versamenti c’era anche quella “di provvedere al sostegno dei detenuti della famiglia mafiosa dei Laudani”.

Lidl Italia precisa: “Lidl Italia si dichiara completamente estranea a quanto diffuso in data odierna dai principali media in relazione all’operazione gestita dalla DDA. L’Azienda, che è venuta a conoscenza della vicenda in data odierna da parte degli organi inquirenti, si è resa da subito a completa disposizione delle autorità competenti, al fine di agevolare le indagini e fare chiarezza quanto prima sull’accaduto. Lidl Italia precisa, inoltre, che l’Azienda non risulta indagata e non vi sono sequestri in atto.”