Home Flash Lo staff del LUDUM decodifica la Lettera del Diavolo

Lo staff del LUDUM decodifica la Lettera del Diavolo

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Una missiva del 1600, scritta da una suora in una lingua sconosciuta e che la leggenda vuole le fosse stata dettata da Satana in persona. È la Lettera del Diavolo, scritta l’ 11 agosto 1676 da Suor Maria Crocifissa della Concezione, al secolo Isabella Tomasi, prozia del celebre scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
A tradurla lo staff del LUDUM – Science Center di Catania: il team di infomatici, fisici e scienziati è riuscito a dissipare il velo di mistero che da secoli ruota intorno alla missiva di Palma di Montechiaro.  “Il metodo che ci ha consentito la decodifica è lo stesso utilizzato dall’intelligence per decifrare i messaggi segreti”, spiega Daniele Abate, responsabile del team e direttore del LUDUM.

Le 14 righe misteriose sono tutto quello che resta della lotta con Belzebù: la donna venne trovata seduta a terra nella sua cella, «mezza faccia sinistra imbrattata di nero inchiostro», il respiro affannoso, il calamaio sulle ginocchia, un foglio incomprensibile tra le mani. “Abbiamo studiato il profilo anche psicologico della religiosa e abbiamo inserito nel sistema di decodifica le lingue che suor Maria Crocifissa probabilmente conosceva, come il greco antico, il latino e l’arabo”.

“Così abbiamo scoperto che la Lettera del Diavolo non è scritta in una lingua nuova e sconosciuta ma con un alfabeto probabilmente inventato dalla religiosa mischiando simboli e lettere di alfabeti esistenti”. Il risultato è sorprendente: “Il messaggio non è del tutto coerente e comprensibile – continua Abate – ma sicuramente legato a Dio e a Satana”- «Forse ormai certo Stige», si legge nella lettera, e Stige è uno dei cinque fiumi degli Inferi secondo la mitologia greca e romana. E poi ancora: «Poiché Dio Cristo Zoroastro seguono le vie antiche e sarte cucite dagli uomini, Ohimé». E infine: «Un Dio che sento liberare i mortali».

La notizia ha già fatto il giro del mondo arrivando tra le pagine del The Times e del The Australian Journal e suscitando l’interesse dei satanisti: “Riteniamo che la suora avesse un’ottima padronanza delle lingue che le ha consentito di inventare il codice. Così come crediamo che la lotta col Diavolo sia stata frutto di una probabile schizofrenia. Ma le nostre deduzioni non hanno fermato le sette sataniche che continuano a contattarci da quando abbiamo reso pubblici i nostri studi” conclude Abate.