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Lavoratori Myrmex in attesa di nuova convocazione e di notizie sul confronto Lo Bello- Giusti

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“I lavoratori della Myrmex sono in attesa della convocazione entro questa settimana di un nuovo incontro tra gli attori della vertenza così come promesso dalla Prefettura. Vorrebbero inoltre conoscere da parte della Regione l’esito dell’incontro tra l’assessore Lo Bello e l’imprenditore interessato all’acquisto del laboratorio, Roberto Giusti”.

I sindacati non abbassano la guardia sulla vertenza Myrmex, neppure in tempo di ferie. In una nota Cgil e Filctem Cgil Catania, ricordano “che la possibilità di rilanciare il laboratorio e di recuperare i ricercatori che lo hanno reso negli anni un soggetto di eccellenza, è più che mai concreta. Ma come è stato detto e ridetto in contesti ufficiali e non, è necessario che ciascuno faccia la propria parte”. I ricercatori licenziati l’anno scorso, sono pronti a riprendere la protesta di fronte l’ex palazzo dell’Esa, sede catanese della Regione Sicilia, se non otterranno la convocazione nei tempi che sono stati preannunciati.

Lo scorso 20 luglio nel corso di un importante confronto in Prefettura che era stato richiesto dai sindacati, è stata ufficializzata la richiesta dell’ imprenditore Giusti dell’azienda Prestafarma, interessato ad acquistare il laboratorio; Prestafarma opera in Tunisia  con commesse a livello internazionale. All’incontro non si era presentato l’ amministratore Myrmex, Gianluca Calvi ( autogiustificatosi con una lettera dove giudica chiuso il caso Myrmex con il licenziamento dei dipendenti avvenuto lo scorso febbraio) una proposta congrua da prezzo di mercato, consegnando una lettera d’interesse per rilevare il laboratorio.

 

Cgil e Filctem Cgil, inoltre, continuano a “respingere l’ipotesi che il laboratorio venga ceduto al CNR che vorrebbe utilizzarlo come sede ( e non per attività di ricerca) con le modalità che purtroppo appaiono già chiare e che di certo non includono la professionalità e la storia dei ricercatori Myrmex. Poiché chiediamo alla Regione di impugnare la delibera che prevede l’acquisto della struttura per un euro. In questo caso, il ruolo del CNR potrebbe rappresentare un ostacolo reale al proposito di salvataggio di azienda e lavoratori”.