Home Cronaca Furti con la “spaccata”, la polizia ne arresta undici.

Furti con la “spaccata”, la polizia ne arresta undici.

Puleio: “servono piu’ mezzi e uomini”

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Su delega della Procura Distrettuale di Catania, gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito un provvedimento nei confronti di undici persone accusate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, furto aggravato e ricettazione.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Catania, dirette dal sostituto procuratore Gabriele Fragalà e coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal procuratore aggiunto Francesco Puleio, sono scattate in seguito alla commissione del furto perpetrato il 5 ottobre scorso ai danni del negozio di abbigliamento “Ultimoda”, di corso Italia a Catania.

Aggiunto Francesco Puleio

L’aggiunto Francesco Puleio che ha coordinato le indagini, ha ringraziato la polizia di Strato per la splendida operazione. Il magistrato ha spiegato che ci troviamo di fronte a diversi episodi delittuosi che avevano assunto una cadenza allarmante e preoccupante, caratterizzati da vere incursioni che avvenivano con metodi violenti. Da notare che i soggetti agivano con il cronometro in mano, perché’ erano consapevoli di essere intercettati e quindi arrestati.

Dalle indagini, si è scoperto che il tempo impegnato per portare a termine il furto, si svolgevano tra i 45 e 55 secondi.  Il magistrato ha anche spiegato, che le indagini sono state mirate, attente e tempestive. “Sarebbe stata piu’ tempestiva la risposta, non soltanto dalle forze dell’ordine ma anche da parte della magistratura, se i mezzi in termini di uomini, e strumenti dedicati, fossero proporzionati a quelle che sono le necessità della città”.

“Su questo rileviamo –  ha detto Puleio – che la carenza di uomini, soprattutto nelle strutture giudiziarie, comporta che delle risposte che potrebbero darsi con piu’ velocità, devono purtroppo attendere con conseguenze pregiudizievoli in termini di sicurezza e allarme sociale che sono sotto gli occhi di tutti”. Il sostituto procuratore Gabriele Fragalà ha sottolineato come il gruppo operava. La difficoltà nelle indagini è stata legata anche al fatto che non è stato possibile prevedere, anticipare, le mosse degli indagati. Perché il gruppo si costituiva in maniera estemporanea e improvvisata, scegliendo l’obiettivo in maniera estemporanea dopo una perlustrazione. Un gruppo, comunque organizzato.

Le indagini hanno permesso di disarticolare un gruppo ritenuto responsabile di una serie di furti aggravati ai danni di negozi di abbigliamento ed accessori con il metodo della  “spaccata”, con  l’effrazione delle vetrate esterne con l’utilizzo di “auto ariete” o tramite pesanti mazze da lavoro.

Secondo la ricostruzione, alle persone raggiunte dal provvedimento, si è arrivati dopo la visione di alcune immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza cittadino e da altri impianti privati, incrociate con l’analisi delle celle di aggancio delle utenze cellulari presenti sul luogo ed al momento dei furti. Le successive attività di intercettazione telefonica e di analisi dei tabulati telefonici hanno consentito di accertare l’identità dei soggetti che, episodicamente o in modo stabile e permanente, avevano preso parte ai furti commessi con le medesime modalità nei giorni successivi, e di acquisire pertanto elementi di riscontro all’ipotesi investigativa circa l’esistenza di un sodalizio criminale specializzato nei furti con “spaccata”.

Tra i furti contestati c’e’ quello ai danni del negozio Luflà, commesso a Zafferana Etna nel 2016, dell’ottica Angiolucci, commesso di Catania, del calzaturificio Mickey, commesso a San Giovanni La Punta, del negozio “La Bottega Di Ennio”, commesso a Catania, del negozio di abbigliamento “Blu”, commesso a San Giovanni La Punta. Le indagini, avrebbero permesso altresì di individuare, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, gli autori di alcuni furti commessi con analoghe modalità in epoca immediatamente precedente all’episodio del 5 ottobre; in particolare, i furti commessi ai danni del negozio Calabrò, del negozio Ultimoda Emporio, e, del negozio Blu.

Gli indagati raggiunti dal provvedimento sono Domenico Alessandro Messina, di 24 anni, Antonino Castelli, di 27, Luciano Tudisco, di 24, Salvatore Concetto Vaccalluzzo, di 24, Mirko Termini, di 19, Santo Antonio Lorenzo Guzzardi, di 25, che sono stati rinchiusi in carcere, e Santo Alessandro Trentuno, di 25, Antony Michael Platania, di 20, Giovanni Arena, di 27, Salvatore Manganaro, di 23, Agatino Francesco Grasso, di 21, che sono stati posti ai domiciliari. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, indagano per accertare se alle persone raggiunte dal provvedimento, siano imputabili anche i furti commessi negli ultimi giorni, portati a termine con lo stesso metodo.

VACCALLUZZO Salvatore
TUDISCO Luciano
TRENTUNO Santo Alessandro
TERMINI Mirko
PLATANIA Anthony Michael
MESSINA Domenico
MANGANARO Salvatore
GUZZARDI Santo
GRASSO Agatino
CASTELLI Antonino
ARENA Giovanni