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venerdì 17 novembre 2017

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Farmaci: Shire, ok Chmp Ema a nuovo fattore ricombinante per emofilia A

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Disco verde del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) al rilascio dell'autorizzazione all'immissione nel mercato per rurioctocog alfa pegol, un fattore VIII ricombinante a emivita prolungata, per la profilassi e il trattamento on-demand negli adulti e adolescenti con emofilia A. Lo comunica oggi Shire. "Questo parere positivo - afferma Howard B. Mayer, Senior Vice President e ad-interim Capo della divisione mondiale Ricerca e Sviluppo di Shire - segna un importante passaggio nella strada per fornire ai pazienti europei con emofilia A, adulti e adolescenti, una nuova opzione di trattamento con un dosaggio di profilassi due volte a settimana, affinché i pazienti e i loro medici curanti possano gestire l'emofilia A nel modo che trovano maggiormente adatto". La sottomissione al Chmp è stata realizzata sulla base di tre studi clinici di fase III in pazienti con emofilia A: uno studio prospettico, globale, multicentrico, in aperto, non randomizzato, in pazienti dai 12 ai 65 anni; uno studio prospettico, non controllato, in aperto, multicentrico, in pazienti di età pari o inferiore a 12 anni; uno studio di controllo peri-operativo dell'omeostasi con risultati provvisori su 15 pazienti con emofilia A grave sottoposti a procedure chirurgiche. L'emofilia A è una rara disfunzione del sanguinamento che causa sanguinamenti più lunghi del normale a causa della mancanza del fattore di coagulazione VIII (FVIII) nel sangue, e colpisce oggi oltre 150.000 persone nel mondo. Il parere positivo del Chmp sarà riesaminato dalla Commissione europea, che ha l'autorità di concedere l'autorizzazione all'immissione in commercio nell'Ue.

Stop alle infezioni ospedaliere, ricercatori ed esperti a confronto a Pisa

Pisa, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Si è conclusa a Pisa la campagna '3 a 0', promossa da 3M per combattere le infezioni del sangue catetere-correlate. Presenti all'evento i rappresentanti di 16 ospedali provenienti da tutto il Centro-Nord, che si sono incontrati per firmare la Carta 'Targeting Zero': una dichiarazione di intenti in cui si impegnano formalmente ad attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana. La campagna, che ha visto il coinvolgimento di 60 strutture sul territorio nazionale, è iniziata lo scorso anno con il coinvolgimento di 14 strutture sanitarie che, nel 2016, hanno concretizzato il loro impegno attraverso l'adozione di protocolli, attività di formazione e strumenti di misurazione che hanno consentito di formare un numero sempre maggiore di operatori, aumentando la sensibilizzazione all'argomento. "In 3M crediamo che un mondo senza infezioni sia possibile e siamo convinti che questo sia anche una nostra responsabilità - afferma Patrizio Galletta, 3M Italia Country Business Leader Health Care - Per questo rinnoviamo il nostro impegno attraverso la firma congiunta della carta 'Targeting Zero', per favorire l'attuazione delle buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana. In quanto membri della comunità scientifica e rappresentanti dell'industria, crediamo che i pazienti abbiano diritto alla migliore prevenzione possibile delle infezioni catetere-correlate e all'equità di trattamento in qualsiasi struttura sanitaria decidano di recarsi. Con la firma della carta vogliamo contribuire in modo efficace alla sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale che beneficerebbe così di una minore spesa pubblica derivante dalle infezioni".

Fondazione Maugeri pensa al futuro, sostegno a ricerca e associazioni

Milano, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Sostegno alla ricerca medica, confermando un impegno che dura da oltre 50 anni, ma anche al mondo delle associazioni attive sul territorio pavese. La Fondazione Salvatore Maugeri (Fsm) ripensa così il suo futuro in occasione del 112esimo anniversario dalla nascita del 'papà' dell'ente, Salvatore Maugeri, pioniere della medicina del lavoro. "Obiettivi ridefiniti" ma nel solco della tradizione, fedeli alla missione indicata dal fondatore, annuncia il presidente di Fsm Gualtiero Brugger, durante la giornata in cui nella cappella dell'Irccs Pavia è stata celebrata una messa in ricordo della prematura scomparsa di Aldo Maugeri, figlio di Salvatore, nel luglio 2014. La Fondazione torna a parlare del proprio ruolo nella ricerca dopo il passaggio - il 1 ottobre 2016 - delle attività sanitarie alla controllata Ics Maugeri Spa Società Benefit, di cui Fsm detiene circa il 70% del capitale, mentre il restante 30% è in mano al fondo britannico Trilantic Capital Partners. "La Fondazione - spiega Brugger che la guida dall'ottobre 2014, al timone durante tutta la fase della ristrutturazione e della sistemazione concordataria dell'indebitamento - oggi ha come scopo il finanziamento della ricerca, innanzitutto a beneficio della controllata Ics Maugeri, ma non solo. Fsm sta focalizzando la propria attenzione su progetti di promozione in ambito strettamente medico-scientifico, ma anche in ambito sanitario più in generale. Progetti che arrivino dal mondo sociale e dell'associazionismo, specialmente delle famiglie dei pazienti. Un'attività che abbiamo iniziato - sottolinea - con un'opera di osservazione, sollecitazione, discussione di progetti, anche attraverso le informazioni che giungono tramite Ics Maugeri, capillarmente e operativamente presente sul territorio". Secondo Chiara Maugeri, vicepresidente di Fsm e nipote di Salvatore, "anche in questa sua 'seconda vita' la Fondazione mantiene chiari i valori fondanti, di attenzione alla persona, che nel 1965 spinsero Salvatore Maugeri a essere iniziatore di un'istituzione in grado portare i risultati della ricerca medica laddove servivano, ossia nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, per migliorarne le condizioni ambientali. Gli stessi valori - evidenzia - che poi lo spinsero ad ampliare lo spettro delle cure, ponendo le basi per una moderna medicina riabilitativa che affrontasse disabilità e cronicità con lo scopo di offrire una migliore qualità di vita". "Una missione che continua ancora oggi - conclude Brugger - con il contributo dei suoi discendenti che, anche nel momento più acuto della crisi, hanno sempre voluto garantire soluzioni che conservassero intatto il perimetro della attività cliniche e dell'occupazione, a Pavia e non solo".

Sanità: soli e pieni di paura, nasce gruppo Medici della notte

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Soli e spesso pieni di paura. Così lavorano i medici della notte, meglio conosciuti come 'guardie mediche', ma che non sembrano aver accesso al diritto dell'autotutela. Medici di guardia, senza nessuno che faccia la guardia per loro. "Siamo soli, e abbiamo paura, moltissima", dice Caterina Rotunno, dottoressa dell'Asl di Bari, che ha dato vita al neonato gruppo Medici della notte, raccontando la sua esperienza e quella di molte colleghe, che vivono ormai il turno come una sfida con se stesse. Spesso, prosegue Rotunno, "le loro parole sono interpretate, come se ci fosse un'idea di pericolo sovradeterminata. Come se fosse interpretabile un medico che dice: 'Sono in pericolo ho bisogno di aiuto, di sicurezza. Ho bisogno di poter lavorare in serenità, per me e per i miei pazienti'. Come se una donna che subisce violenza, anche solo verbale, o situazioni più gravi come è il caso dello stalking, fosse un fatto da interpretare. La violenza invece è un fatto e basta. Inaccettabile e indeclinabile", sottolinea. Il gruppo 'Medici della notte' su Facebook raccoglie testimonianze, riflessioni, immagini in presa diretta e richieste di aiuto. E' un network di medici, che hanno deciso di fare rete tra loro e cercano, da soli, di mettere in atto azioni di tutela. "Le istituzioni ci hanno abbandonato e spesso sembra quasi che la nostra sia una richiesta eccessiva. C'è un esercito di familiari che si è mobilitato per aiutarci. I nostri padri, mariti, fratelli e amici. Oltre non c'è nulla", denuncia Rotunno.

Tumori: Ferrara, operato al cervello mentre suona il clarinetto

Ferrara, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Eccezionale intervento chirurgico a Ferrara: un paziente è stato operato al cervello per la rimozione di un tumore, mentre era sveglio e suonava il clarinetto. L'operazione - prima del genere in Italia - è stata eseguita all'ospedale Sant'Anna lo scorso settembre. Il paziente è stato operato in condizione vigile e collaborativa nel Reparto di Neurochirurgia, dall'équipe diretta da Michele Alessandro Cavallo, punto di riferimento nazionale per interventi in awake surgery. Oggi l'uomo, un musicita, sta bene ed è tornato a suonare. In caso di tumori cerebrali, ricordano i sanitari di Ferrara, l'obiettivo neurochirurgico è duplice: asportare quanta più massa possibile e ridurre al minimo i potenziali danni alle funzioni cerebrali provocati dalla chirurgia stessa. Esistono strumenti per monitorare le funzioni motorie, ma non quelle sensitive, e l'intervento avrebbe potuto essere eseguito in awake surgery con monitoraggio intraoperatorio della funzione motoria, grazie alla registrazione dei cosiddetti 'segnali elettrici' da parte dei neurofisiologi. "Il fatto che il paziente sia un musicista professionista - spiegano medici - ha costituito la base per tentare di presidiare, con esiti che si sono rivelati positivi, anche la funzione sensitiva". Il paziente, proveniente da un'altra regione, la scorsa estate ha avuto un'improvvisa crisi epilettica. Le indagini hanno confermato che la causa risiedeva in un tumore localizzato nell'area cerebrale sensitiva di destra, la stessa che da cui deriva la percezione della sensibilità a mano e braccio di sinistra. Il paziente suonava il clarinetto, strumento che richiede movimenti veloci, precisi e pressoché automatici delle dita, hanno riferito il direttore sanitario del Sant'Anna Eugenio Di Ruscio, il capo Dipartimento Neuroscienze Nino Basaglia, insieme a Cavallo e alla direttrice della Neurologia Valeria Tugnoli, in un incontro cui hanno partecipato anche Pasquale De Bonis (neurochirurgo) e Salvatore Alongi (anestesista). Così, per la prima volta in Italia, su proposta di De Bonis e Cavallo, si è deciso di intervenire asportando la neoplasia mentre il paziente suonava il clarinetto. Stimolando nella fase operatoria specifiche zone cerebrali, sono stati evocati disturbi sensitivi complessi. L'uomo ha potuto riferire di non riuscire a gestire bene le dita della mano sinistra per un'alterazione transitoria della sensibilità. Fatto riscontrabile con errori nell'esecuzione dei brani. Questo ha consentito ai professionisti di procedere evitando anche il minimo rischio di danni invalidanti. L'intervento è durato 4 ore, metà delle quali con paziente sveglio. La risonanza magnetica post-operatoria ha mostrato l'ottimale asportazione della neoplasia. Il paziente, dimesso dopo pochi giorni, ha di recente inviato ai medici del reparto un video da cui si evince che "esegue alla perfezione alcuni brani di musica classica".

Sanità: stop infezioni ospedaliere, ricercatori ed esperti a confronto a Pisa

Pisa, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Si è conclusa a Pisa la campagna '3 a 0', promossa da 3M per combattere le infezioni del sangue catetere-correlate. Presenti all'evento i rappresentanti di 16 ospedali provenienti da tutto il Centro-Nord, che si sono incontrati per firmare la Carta 'Targeting Zero': una dichiarazione di intenti in cui si impegnano formalmente ad attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana. La campagna, che ha visto il coinvolgimento di 60 strutture sul territorio nazionale, è iniziata lo scorso anno con il coinvolgimento di 14 strutture sanitarie che, nel 2016, hanno concretizzato il loro impegno attraverso l'adozione di protocolli, attività di formazione e strumenti di misurazione che hanno consentito di formare un numero sempre maggiore di operatori, aumentando la sensibilizzazione all'argomento. "In 3M crediamo che un mondo senza infezioni sia possibile e siamo convinti che questo sia anche una nostra responsabilità - afferma Patrizio Galletta, 3M Italia Country Business Leader Health Care - Per questo rinnoviamo il nostro impegno attraverso la firma congiunta della carta 'Targeting Zero', per favorire l'attuazione delle buone pratiche per azzerare le infezioni nell'attività quotidiana. In quanto membri della comunità scientifica e rappresentanti dell'industria, crediamo che i pazienti abbiano diritto alla migliore prevenzione possibile delle infezioni catetere-correlate e all'equità di trattamento in qualsiasi struttura sanitaria decidano di recarsi. Con la firma della carta vogliamo contribuire in modo efficace alla sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale che beneficerebbe così di una minore spesa pubblica derivante dalle infezioni".

Sanità: esperto, contro infezioni fondamentale scelta dispositivi medici

Pisa, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Per prevenire le infezioni ospedaliere, è fondamentale la scelta dei dispositivi medici utilizzati. Parola di Francesco Venneri, direttore Sos Rischio clinico e sicurezza del paziente Azienda Usl Toscana Centro, che ha condotto uno studio di farmaco economia presentato a Pisa al convegno 'Campagna 3 a 0 contro le infezioni'. Secondo i risultati, si potrebbero ridurre del 60% le infezioni del sangue legate alla presenza del catetere nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Lo studio - realizzato dal Gruppo interdisciplinare di Venneri e Carlotta Galeone (Università degli Studi di Milano) - ha preso in esame i pazienti critici nelle Unità di terapia intensiva e l'incidenza delle infezioni correlate ai siti degli accessi vascolari. Considerando lo specifico contesto clinico italiano, è stato analizzato come una adeguata strategia di comportamenti e di strumenti possa favorire il contenimento della spesa sanitaria. Secondo le statistiche, sono da 450 mila a 700 mila le infezioni ospedaliere l'anno, un fenomeno che potrebbe essere evitato e che grava sui costi della sanità pubblica, evidenziano gli esperti, spiegando che il risparmio emerso potrebbe essere ancora più rilevante visto che lo studio ha preso in esame un singolo aspetto della strategia di prevenzione, ovvero l'impiego di un 'cerotto' a protezione dell'accesso del catetere: si tratta di una medicazione antimicrobica trasparente, che è in grado di ridurre l'incidenza delle infezioni primarie del sangue. Se il cerotto venisse utilizzato su tutti i pazienti in terapia intensiva trattati negli ospedali italiani - è la conclusione - sarebbe possibile prevenire circa il 60% delle infezioni ed evitare circa 1.700 giorni di ricovero l'anno, con un potenziale risparmio per il Ssn pari a circa 15 mln di euro. "Le infezioni connesse all'assistenza occupano una posizione delicata nell'ambito dell'incidenza degli eventi avversi in sanità - spiega Venneri - che spesso sono correlati a comportamenti clinico-assistenziali non idonei da parte degli operatori sanitari e a criticità sistemiche legate a deficit organizzativi". " "Come emerge da questo studio, la scelta nell'utilizzo dei dispositivi medici, in particolare delle medicazioni che sono ben delineate nel bundle di adesione alla best practice - sottolinea - è fondamentale per la prevenzione delle infezioni degli accessi vascolari. Lo studio ha evidenziato nettamente il beneficio in termini di costi, relativo all'utilizzo dei dispositivi, nei confronti delle infezioni catetere-correlate e anche di tutte le altre infezioni correlate all'assistenza. Un risparmio non solo in termini di costi economici, ma anche di vite umane e di possibili costi di risarcimento del danno in seguito all'infezione ospedaliera. Fondamentale anche il sostegno delle industrie che producono i dispositivi sanitari: non devono essere valutate solo sotto l'aspetto economico del sistema, ma considerate come un supporto, anche dal punto di vista della ricerca. Senza di loro non si può lavorare sugli aspetti preventivi".

Sanità: Paolicchi, Toscana all’avanguardia per prevenire infezioni in ospedale

Pisa, 17 nov. (AdnKronos Salute) - La regione Toscana registra un tasso di infezioni ospedaliere inferiore alla media nazionale, grazie alla diffusione della medicazione antimicrobica nelle Unità di terapia intensiva, pari all'80% rispetto al 10% registrato a livello nazionale. Particolare attenzione al tema, quindi al 'Targeting Zero', è dimostrata dalla costituzione, all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, di un team dedicato agli accessi vascolari, composto da medici e infermieri specializzati, che prende in carico il paziente nel medio e lungo termine. "Un team aziendale dedicato agli accessi vascolari - spiega Adriana Paolicchi, direttore Anestesia e terapia del dolore azienda ospedaliera universitaria Pisana, nel corso del convegno 'Campagna 3 a 0 contro le infezioni' a Pisa - permette di centralizzare le attività di posizionamento e gestione degli accessi vascolari a media e lunga permanenza, garantendo un'offerta coordinata, razionale e ottimale sotto gli aspetti tecnologici, economici ed educazionali. Avere un team aziendale dedicato, come il Vascular Team di Pisa, permette di personalizzare la scelta del device vascolare in base alle esigenze diagnostico-terapeutiche del paziente, migliorando in tal modo il rapporto costo-efficacia e la sicurezza del paziente nelle fasi pre e post impianto". Ma essere in possesso del device giusto non basta: la formazione, svolta sia all'interno del team sia nei reparti dell'ospedale e sul territorio, "è fondamentale. Crediamo molto nella formazione - conclude Paolicchi - In particolare per garantire l'appropriatezza nella scelta e nella gestione del catetere, per ridurre le complicanze infettive e trombotiche".

Scienza: Mattarella, in Rete garantire libertà e credibilità

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) - "La Rete è diventata strumento essenziale per condividere nozioni e linee di pensiero, per favorire il dibattito e la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale del Paese, in uno spazio al quale va garantita libertà e credibilità". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi, in occasione della nona edizione della Conferenza internazionale 'Science for Peace' in corso oggi a Milano. La manifestazione, dedicata al tema scienza, democrazia e informazione nell'era digitale, "coglie la sfida del nostro tempo" e "cade - ricorda il Capo dello Stato - a poco più di un anno dalla scomparsa del suo illustre ideatore e fondatore, il professor Umberto Veronesi, che ricordo in questa particolare occasione quale alto esempio di generosa e umana dedizione ed eccellente professionalità, al servizio della scienza". "La circolazione della conoscenza - scrive ancora Mattarella - è fonte di innovazione, crescita, integrazione. Garantire un'accessibilità diffusa ai contenuti generati ed elaborati rappresenta una priorità per i governi, fattore cruciale di inclusione sociale e culturale all'interno del Paese e tra Paesi diversi. Spetta a noi tutti, individui e cittadini, valorizzare questo immenso patrimonio di conoscenze sviluppando, con ponderatezza e misura, spirito critico e autonoma capacità di valutazione".

Sanità: Iss, in Italia riemergono nuovi batteri resistenti

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Allarme super batteri. In Italia, per la maggior parte dei microrganismi sotto sorveglianza la situazione appare stabile, con un alto numero di infezioni causate da patogeni multiresistenti ai farmaci, ma riemergono nuove resistenze. E' quanto emerge dai dati della sorveglianza Ar-Iss coordinata dall'Istituto superiore di sanità, che fa il punto alla vigilia della Giornata europea degli antibiotici. La percentuale di Mrsa (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) oscilla dalla fine degli anni '90 (quando è iniziata la sorveglianza) intorno al 33-34%, pur con ampie variazioni da laboratorio a laboratorio. Ma nel corso del tempo sono comparsi altri microrganismi multiresistenti - evidenziano gli esperti - quali i ceppi di enterobatteri resistenti ai carbapenemi (Cpe). Tra questi, nel nostro Paese è diffusa soprattutto la Klebsiella pneumoniae, che è resistente a quasi tutti gli antibiotici disponibili, e che, secondo il recente Report della sorveglianza nazionale delle batteriemie da Cpe, provoca almeno 2.000 casi di batteriemia l'anno. Anche l'Escherichia coli ha raggiunto da alcuni anni e mantiene le stesse alte percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione (30%) e ai fluorochinoloni (43%). Una buona notizia - riporta l'Iss - è il dimezzamento della resistenza alla penicillina nello Streptococcus pneumoniae, un microrganismo causa di polmoniti e sepsi che insorgono in pazienti non ospedalizzati. Questo successo non è da ascriversi a un migliore utilizzo di antibiotici sul territorio, ma all'implementazione della vaccinazione antipneumococcica, soprattutto a livello pediatrico, che ha portato alla riduzione o eliminazione di sierotipi di pneumococco resistenti alla penicillina. Per gli esperti dell'Iss, "rimangono sempre problematici altri microrganismi multiresistenti, quali Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter Spp, che provocano infezioni soprattutto in pazienti critici come quelli ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Questi microrganismi, già intrinsecamente resistenti a molti antibiotici, sono spesso resistenti anche ad antibiotici essenziali per la terapia". A questi microrganismi multiresistenti si sono aggiunti negli ultimi 2-3 anni gli enterococchi resistenti alla vancomicina o Vre. Hanno rappresentato un grosso problema clinico negli anni '90 e all'inizio del 2000, poi messo sotto controllo. Oggi i Vre, rappresentati in Italia soprattutto dall'Enterococcus faecium, tornano a essere una minaccia. Basti pensare che fino al 2013 la percentuale di E. faecium resistente alla vancomicina nelle batteriemie era il 5%. Nel 2016 è schizzata al 13%. Sul fronte europeo la resistenza non dà segni di declino, come evidenziato dal recente Report Ears-Net 2016, malgrado le iniziative politiche e istituzionali si moltiplichino, conclude l'Iss.

E’ morto Totò Riina l’ex padrino della mafia siciliana

E' morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma il boss Totò Riina. Ieri aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse...