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sabato 20 gennaio 2018

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Pediatria: nuova adolescenza, oggi dura dai 10 ai 24 anni

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Mamme e papà se ne sono già accorti: l'adolescenza oggi arriva in anticipo, e dura ben più a lungo rispetto a qualche tempo fa. Ora a sostenerlo sono alcuni esperti su 'Lancet Child & Adolescent Health': l'adolescenza va dai 10 ai 24, i ragazzi continuano a studiare a lungo, si sposano tardi e rinviano la scelta di diventare genitori. Dunque, sostengono gli autori, occorre modificare la definizione per assicurare ai ragazzi una maggior appropriatezza, anche dal punto di vista legale. "Benché molti privilegi legali dell'età adulta inizino a 18 anni - afferma Susan Sawyer, direttore del Centro per la salute degli adolescenti del Royal Childern's Hospital di Melbourne - l'adozione di ruoli e responsabilità adulte generalmente inizia dopo". Rinviare l'indipendenza economica, la scelta di un compagno o di avere figli significa che la "semi-dipendenza" che caratterizza l'adolescenza si è espansa, dice l'esperta. Una tesi contestata da un collega, preoccupato del rischio di un'ulteriore infantilizzazione dei giovani. Ma quando inizia la pubertà? In genere si considera che prenda il via quando l'ipotalamo nel cervello inizia a rilasciare un ormone che attiva la ghiandola pituitaria e le gonadi. Ciò accade intorno ai 14 anni, ma nel corso del tempo, e con il miglioramento di salute e alimentazione, nella maggior parte dei Paesi sviluppati l'età è scesa intorno a 10 anni. Di conseguenza l'età media della prima mestruazione in molti Paesi è scesa di 4 anni negli ultimi 150 anni. La metà delle ragazzine, ricorda la Bbc online, ora ha il ciclo entro i 12-13 anni. Non solo: ci sono anche degli argomenti biologici a sostegno dell'estensione dell'adolescenza, incluso il fatto che il corpo continua a crescere. Il cervello, ad esempio, matura fino a oltre 20 anni, mentre i denti del giudizio in molti casi non appaiono fino ai 25 anni. Ma Sawyer sottolinea soprattutto l'effetto dei cambiamenti a livello sociale. Cambiamenti di cui occorre tener conto, ad esempio estendendo i sostegni ai giovani fino all'età di 25 anni. "Le definizioni sull'età sono sempre arbitrarie - scrive - ma la nostra attuale definizione di adolescenza è davvero troppo ristretta. La fascia d'età 10-24 anni è più adatta allo sviluppo degli adolescenti moderni". Un parere che trova in disaccordo Jan Macvarish, sociologo dell'University of Kent: il rischio è quello di infantilizzare ancora di più i giovanissimi, e non dobbiamo correre il rischio di "patologizzare il loro desiderio di indipendenza", sostiene. Insomma, considerare i ragazzini teeneger troppo a lungo potrebbe tradursi in un pericoloso 'adolescenti per sempre'.

Animali: Fnovi, abusi ‘spia’ di quelli domestici

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Potrebbe esistere una relazione tra la violenza sugli animali e abusi in ambito domestico. A sostenerlo è la veterinaria scozzese Freda Scott Park, ospite del Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli ordini veterinari italiani (Fnovi) che si è tenuto a Roma. "Può certamente accadere, infatti, che a violenze sugli animali corrispondano problemi di maltrattamenti anche sulle persone e viceversa", ha osservato l'esperta, confermando le connessioni tra le violenze sugli animali e su altri soggetti fragili, note e riconosciute dalla stessa comunità scientifica internazionale. Gli abusi sugli animali da affezione sono ritenuti importanti sentinelle dei maltrattamenti su altri soggetti fragili, e in occasione del Consiglio nazionale Fnovi sono stati presentati dati particolarmente significativi: nel Regno Unito più dell'80% degli abusi viene perpetuato su donne, più del 16% sugli uomini e una donna viene uccisa ogni 2 giorni. Il 20% dei bambini è sottoposto ad abuso domestico. "Questa tematica - sottolinea Fnovi - deve diventare oggetto di formazione specifica e continua, in coerenza con il ruolo del medico veterinario. Richiede non solo un approccio multidisciplinare e coordinato che coinvolga tutte le professioni sanitarie e non, ma anche una valida rete di sostegno per tutti i soggetti più deboli". "Il medico veterinario deve essere formato e sostenuto in tutti gli aspetti del suo lavoro quotidiano, deve essere consapevole e attivo ma anche tutelato - dichiara il presidente Fnovi, Gaetano Penocchio - Un equilibrio delicato che Fnovi vuole far raggiungere e mantenere, sempre in scienza, coscienza e professionalità. In Italia nell'ultimo anno sono state uccise 150 donne, quasi una ogni due giorni. Animali, donne e bambini hanno un fattore in comune: è più facile fare loro del male", conclude Penocchio.

Smog: ultimatum Ue a Italia, Francia, Spagna, Germania e GB

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Una sorta di ultimatum dell'Ue all'Italia (ma non solo) affinché si adegui presto ai parametri normativi dell'Ue in materia di qualità dell'aria, che metterebbe il nostro Paese a un passo dalla Corte di Giustizia. Sarebbe il contenuto di una lettera inviata dal commissario europeo per l'Ambiente Karmenu Vella al ministro tedesco dell'Ambiente Barbara Hendricks e ai ministri dell'Ambiente di Italia, Francia, Spagna e Regno Unito, secondo un articolo pubblicato da 'Politico' che rivela i dettagli della comunicazione. I ministri sarebbero stati convocati per un incontro, il 30 gennaio prossimo, dal quale il commissario si attende di conoscere "come e in che tempi si vuole raggiungere il rispetto" delle principali direttive europee in materia di qualità dell'aria. Il nostro Paese, secondo l'articolo di Politico, sarebbe sotto accusa insieme alla Francia per i livelli di concentrazione di due distinti inquinanti atmosferici: il biossido di azoto (NO2), tipico delle emissioni dei motori diesel, e il particolato atmosferico. I toni della lettera che avrebbe raggiunto i vari ministri suonano particolarmente severi. Vi si legge che, se i governi nazionali non risponderanno per tempo, "la Commissione procederà al passaggio successivo della procedura di infrazione, ovvero al deferimento alla Corte" dell'Unione europea; e che l'appuntamento del 30 gennaio sarebbe da considerarsi come "l'ultima opportunità (per i Paesi coinvolti, prima della Corte) per informare delle misure adottate per porre rimedio alla situazione".

Influenza: Cns, a gennaio picco carenze sangue, vaccinare donatori

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Anche quest'anno l'influenza ha messo in difficoltà gli approvvigionamenti di sangue in diverse regioni, con punte di oltre 1.300 sacche mancanti che hanno portato ad esempio a rinviare gli interventi non urgenti in molti ospedali. Lo rivelano i dati diffusi in una nota dal Centro nazionale sangue-Istituto superiore di sanità che insieme al Civis, il Coordinamento delle associazioni nazionali dei donatori di sangue, lancia la proposta di estendere l'offerta del vaccino anche a chi dona. La settimana di maggiore sofferenza per il sistema, che comunque ha retto grazie alla compensazione interregionale e alle iniziative straordinarie messe in campo dalle associazioni - riporta la nota - è stata quella tra l'8 e il 14 gennaio. Sulla bacheca del Sistema informativo dei servizi trasfusionali (Sistra), su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1.315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1.197. "Le carenze all'inizio dell'anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità - afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns - Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell'epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema". Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. "Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni - sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss - l'entità dell'epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l'unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione". L'ipotesi di offrire il vaccino ai donatori convince il presidente dell'Iss, Walter Ricciardi. "I dati raccolti quest'anno parlano di una diffusione dell'influenza superiore a quanto atteso - sottolinea Ricciardi - e l'ipotesi da una parte permetterebbe di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall'altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che fa parte dei Livelli essenziali di assistenza e che è impossibile erogare senza l'apporto fondamentale dei donatori".

Tumori: verso test universale del sangue, per ora scova 8 forme

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Passi avanti degli scienziati americani verso uno degli obiettivi più ambiziosi della medicina moderna, quasi il 'sacro Graal' della ricerca contro il cancro: mettere a punto un test universale in grado di captare tutti i tipi di tumore attraverso un semplice esame del sangue. Il team della Johns Hopkins University di Baltimora sta infatti testando un metodo in grado di scoprire la presenza, per ora, di otto forme della malattia, che potrebbe essere eseguito, una volta messo a punto definitivamente, una volta l'anno come screening di massa. E salvare veramente tante vite, riporta 'Science'. I tumori rilasciano piccolissime tracce del loro Dna mutato nel flusso sanguigno, oltre ad alcune proteine. L'innovativo esame, chiamato 'The CancerSeek', va a verificare la presenza di mutazioni in 16 geni su cui normalmente i tumori vanno a influire e su 8 proteine che la malattia stimola. Il test è stato applicato su 1.005 pazienti affetti da cancro all'ovaio, al fegato, allo stomaco, al pancreas, all'esofago, al colon, al polmone e al seno, non diffusi ad altri organi. Ebbene, l'analisi ha scovato il 70% delle neoplasie, e fra l'altro con un costo molto limitato, circa 500 dollari a paziente, equivalente al prezzo di una colonscopia. Cristian Tomasetti, uno dei ricercatori, ha spiegato alla Bbc che questo test potrebbe avere davvero "un enorme impatto sulla riduzione della mortalità per cancro. Fra queste neoplasie, infatti, ve ne sono alcune che non dispongono di programmi di screening precoce. Si pensi al cancro del pancreas, che dà luogo a pochi sintomi e per questo viene scoperto sempre in fase avanzata". CancerSeek sarà ora testato su persone sane.

Influenza: boom di ricerche online per farmaci e integratori

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - Gli italiani cercano di affrontare al meglio i malanni invernali anche consultando il web per informarsi, acquistare e risparmiare su prodotti per la salute, integratori e coadiuvanti, ma anche apparecchi per fare l'aerosol e prodotti di erboristeria. Lo riferisce Trovaprezzi.it, il sito leader in Italia nel confronto di diversi operatori dell'e-commerce e nella ricerca del prezzo più conveniente per svariate categorie di prodotto, anche quest'anno ha elaborato l'Osservatorio Pharma. Ebbene, tra novembre 2017 e gennaio 2018 sono state oltre 4 milioni 142 mila le ricerche effettuate nella categoria 'Salute e Bellezza'. Un trend in crescita già registrato negli ultimi due anni: dal 2014 al 2015 la categoria ha visto, infatti, un aumento pari al 21%, salito al + 30% dal 2015 al 2016. Il 49% (poco più di 2milioni di ricerche) ha riguardato in particolare il 'comparto influenzale' - ovvero le sottocategorie che contengono le offerte dei farmaci da banco o similari - come: integratori, coadiuvanti, prodotti salute, elettromedicali e di erboristeria che hanno registrato una crescita del 29% con oltre 16 milioni di ricerche nel 2017 rispetto a circa 12 milioni e 500 mila ricerche del 2016. Con l'arrivo dell'inverno - solitamente tra novembre e gennaio - si registra infatti il picco di influenza stagionale che costringe a letto migliaia di italiani. Nelle rilevazioni emerge che a distinguersi sul web tra i medicinali e i prodotti salute, con oltre 530 mila ricerche, sono stati farmaci come paracetamolo, analgesici e mucolitici (240 mila ricerche, il 20% sul campione), antidolorifici e antinfiammatori (oltre 130 mila ricerche, 11% sul campione). Ma anche rimedi per disturbi intestinali (oltre 66 mila ricerche, 5% sul campione), e contro problemi legati al reflusso gastroesofageo (oltre 22 mila ricerche). Altrettanto rilevante è stato il comparto degli integratori e dei coadiuvanti, che aumentano l'efficacia di un farmaco 'base' o che ne completano la terapia: vitamine (oltre 122 mila ricerche, pari al 24%) e fermenti lattici (oltre 88 mila ricerche, pari al 17%), ma anche cure per nevralgie e sintomi del sistema nervoso (oltre 65 mila ricerche, 13%), spray per la gola e propoli (12 mila ricerche). Nella sottocategoria elettromedicali, invece, gli italiani hanno maggiormente ricercato strumenti come aerosol (oltre 35 mila, circa 15% sul comparto), misuratori di pressione (27 mila, pari al 11%), e termometri (oltre 14mila, pari al 6%). Con più di 57 mila ricerche si differenziano, infine, i prodotti di erboristeria per svariati fini, inclusi i calmanti e i prodotti di ausilio al sonno (3 mila ricerche), ma anche dedicati all'igiene, al benessere e alla cura del corpo quali possono essere le creme estetiche, per la cute e i capelli o antinvecchiamento (circa 16 mila ricerche, 29% sul comparto). Da un punto di vista geografico, Roma (21% delle ricerche) e Milano (18%) guidano la classifica delle città più attente al risparmio nel comparto, seguite a distanza da Napoli (6%).

Influenza: alcune mutazioni rendono il virus più aggressivo

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - I virus dell'influenza stagionale sono favoriti da mutazioni inaspettate: piccole alterazioni che li aiutano a mantenersi in forma e a schivare il sistema immunitario. Ma la buona notizia è che alcune di queste mutazioni possono ridurre la potenza del virus. E' quanto emerge da una ricerca americana pubblicata su 'Plos Pathogens', secondo la quale queste particolari mutazioni nel genoma dell'influenza A possono contrastare gli effetti indebolenti di altre mutazioni, e rendere il virus più aggressivo. L'influenza A causa decine di migliaia di morti ogni anno, nonostante le vaccinazioni. L'arma segreta dei virus per sfuggire alle difese immunitarie è costituita dai continui cambiamenti nei blocchi di aminoacidi che costituiscono la proteina virale dell'emoagglutinina, consentendole di evitare l'attacco degli anticorpi del sistema immunitario. Molte di queste mutazioni possono anche ridurre la fitness di un virus, la sua capacità di replicarsi. Il team di Ivan Kosik del National Institute of Allergy and Infectious Disease nel Maryland ha studiato le mutazioni dell'emoagglutinina per capire meglio i meccanismi con cui i virus dell'influenza A si mantengono 'in forma' nonostante la mutazione continua. Grazie ad una serie di sofisticatissime analisi, i ricercatori hanno così identificato diverse mutazioni cruciali, che aggiungono una nuova molecola di zucchero all'emoagglutinina. Il nuovo zucchero consente al virus di sfuggire al sistema immunitario. Questi risultati, concludono i ricercatori, migliorano la comprensione dei meccanismi che rendono così difficile prevenire le epidemie di influenza e favoriscono lo sforzo per progettare vaccini antinfluenzali più efficaci.

Ricerca: vita spericolata, scoperto ‘interruttore Vasco’ nel cervello

Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) - L'attrazione per una 'vita spericolata' è scritta nel cervello. Un team di neuroscienziati italiani e svizzeri (bioingegneri, neurochirurghi e neurologi) ha scoperto infatti che una struttura cerebrale può controllare la 'spericolatezza' nelle scelte, cantata da Vasco Rossi. Lo studio che ha individuato una sorta di 'interruttore di Vasco' è pubblicato sulla rivista 'eNeuro', ed è dedicato in particolare all'osservazione dei meccanismi neuronali dello sviluppo - in pazienti con malattia di Parkinson - di disturbi del controllo degli impulsi, come lo shopping compulsivo o l'ipersessualità, o dipendenze comportamentali, come il gioco d'azzardo. A indagare sul fenomeno gli scienziati dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, della Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, del Centro di Ricerca Aldo Ravelli dell'Università di Milano presso l'Asst Santi Paolo e Carlo di Milano e dell'École Polytechnique Fédérale de Lausanne. I ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale di pazienti affetti da malattia di Parkinson, con o senza dipendenza da gioco d'azzardo, posti davanti a una scelta tra decisioni caratterizzate da alto e basso rischio. In particolare, è stata analizzata l'attività di una struttura cerebrale, il nucleo subtalamico, utilizzata nel trattamento neurochirurgico con stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation) del Parkinson. I pazienti dipendenti dal gioco d'azzardo scelgono, la maggior parte delle volte, opzioni ad alto rischio, anche se queste conducono nel lungo termine a una perdita economica. Il team ha scoperto che, nei momenti che precedono la scelta, il nucleo subtalamico si comporta in modo diverso in pazienti dipendenti dal gioco d'azzardo. In questo gruppo è stata infatti riscontrata una attività specifica che precede sempre le decisioni a basso rischio. Il nucleo subtalamico è quindi coinvolto nel modulare la tendenza al rischio, ed è possibile che la sua funzione non si limiti alle decisioni economiche ma riguardi, più in generale, l'equilibrio fra gli impulsi istintivi e le scelte razionali, spiegano i ricercatori. Questa struttura potrebbe pertanto essere lìobiettivo di future applicazioni terapeutiche in pazienti con disturbi del controllo degli impulsi, dipendenza o gravi disturbi del comportamento. La ricerca getta dunque nuova luce sulle dinamiche di questi circuiti cerebrali, il cui funzionamento è disturbato in numerose malattie neurologiche o psichiatriche. "Abbiamo scoperto che, osservando l'attività cerebrale dei pazienti dipendenti da gioco d'azzardo - spiega Alberto Mazzoni dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna - siamo in grado di prevedere se riusciranno a resistere all'attrazione per il rischio nelle loro scelte future. I nostri studi adesso si dedicheranno a investigare l'origine di questo fenomeno, ma anche e soprattutto a capire come sviluppare terapie per 'aiutare' la struttura che abbiamo studiato a svolgere la propria funzione di freno nel limitare i comportamenti patologici". "Questo studio preliminare - aggiunge Luigi Romito, neurologo dell'Unità Operativa Neurologia 1, malattia di Parkinson e Disturbi del Movimento dell'Istituto Carlo Besta di Milano - fornisce un paradigma di ricerca per esplorare i meccanismi cerebrali cruciali nella scelta delle corrette strategie comportamentali ai fini della sicurezza personale e sociale". Si tratta di dati "che non riguardano soltanto la scienza - aggiunge Alberto Priori, direttore del Centro di Ricerca Aldo Ravelli per le terapie Neurologiche Sperimentali dell'Università di Milano - L'uomo si trova da sempre a decidere tra scelte rischiose che ne mettono in pericolo la sopravvivenza e comportamenti di tipo più prudente che tendono a salvaguardare la vita. Per questo motivo la nostra ricerca assume un significato fortemente antropologico". "Questo studio dimostra le potenzialità delle collaborazioni multi-disciplinari fra neuro-ingegneri e neurologi. Secondo me è questa la strada da seguire per offrire ai pazienti con problemi neurologici soluzioni cliniche efficaci", conclude Silvestro Micera, responsabile dell'Area di Neuroingegneria dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e Bertarelli Foundation Chair in Neuroingegneria dell'École Polytechnique Fédérale de Lausanne.

Salute: è rosa il ‘consulto’ sul web, nel 2017 menopausa più cliccata

Roma, 18 gen. (AdnKronos Salute) - E' rosa il 'consulto' sul web. Il maggior numero di ricerche riguarda, infatti, la menopausa, seguita da un altro problema femminile, l'endometriosi, secondo l'analisi dei dati di 'navigazione' sulla piattaforma specializzata 'MioDottore'. Otre i due terzi delle ricerche (67%) effettuate lo scorso anno sono state fatte da donne. E sono quelle tra i 35 e i 44 anni (26%) le più attive. Non stupisce quindi che tre delle dieci patologie più cliccate in rete siano legate a problematiche ginecologiche: cisti ovariche e cistite sono rispettivamente al quarto e sesto posto di questa particolare classifica e, sommate ai disturbi della menopausa, vanno a coprire il 13% delle ricerche totali effettuate lo scorso anno. Anche l'ortopedia è particolarmente 'cliccata'. Tra le prime dieci problematiche più cercate ci sono protesi e scoliosi, rispettivamente al settimo e nono gradino della top 10. E se si analizzano i primi 30 posti della classifica - in cui figurano osteoporosi, ernia del disco, frattura meccanica e alluce valgo - si arriva al 14% di tutte le ricerche nazionali, con un interesse addirittura superiore a quello delle questioni ginecologiche. Tra le altre aree più gettonate - sempre considerando la top 30 - ci sono la dermatologia (6,3%) - in particolare acne e verruche - e la psicologia (4,4%) con la depressione (in 13.esima posizione), l'ansia (22) e lo stress (29). Altre aree di forte interesse per gli italiani sono l'oculistica (3,3%) - con cataratta e retinopatia tra le parole chiave più popolari lo scorso anno - e la salute dentale (2,6%), con carie e gengivite. L'obesità si conferma un tema sensibile per gli italiani, posizionandosi a chiusura della top 10 dei termini più cercati a livello nazionale. Un problema particolarmente sentito anche a livello locale. Rientra infatti all'interno delle ricerche effettuale in ben quindici regioni, e con volumi rilevanti sulle città di Roma e Torino, dove rientra addirittura tra le prime tre. Da Nord a Sud dello Stivale, invece, l'acne è un pensiero comune che coinvolge tutte le regioni italiane, posizionandosi infatti al terzo gradino del podio delle patologie più cercate a livello nazionale (4%), sul podio di ben undici regioni. Restringendo l'analisi alle tre patologie più cercate per ciascuna regione, si osserva che alcuni disturbi vengono cercati esclusivamente in alcune aree geografiche. Ne sono un esempio le ricerche relative alle verruche, al terzo posto per le Marche. Analogamente, la tematica dell'alluce valgo compare unicamente in Umbria - al secondo posto - e la problematica dell'impotenza è al terzo posto soltanto in Calabria, mentre assente dalla top tre di tutte le altre regioni del Bel Paese. "Una nostra recente ricerca - dichiara Luca Puccioni, Country Manager di MioDottore - conferma che gli italiani sempre più si affidano alla rete per informarsi sulla propria salute (85%), sebbene poi oltre la metà di loro (57%) non si fidi delle informazioni reperite. Anche le ricerche in aumento registrate sulla nostra piattaforma ci confermano il ruolo chiave della tecnologia in questo contesto".

Meningite: bimbo morto a La Spezia, confermato meningococco

Genova, 18 gen. (AdnKronos Salute) - E' stata un'infezione da meningite meningococcica a causare la morte del bambino di 5 anni deceduto questa mattina all'alba all'ospedale Sant'Andrea di La Spezia. Lo confermano i risultati delle analisi effettuate nelle ultime ore, come reso noto dalla Regione Liguri. Il piccolo, residente alla Spezia, era arrivato all'alba di oggi in ospedale già in condizioni gravissime. Si erano aggravate nella notte e i genitori avevano allertato la guardia medica. Il bimbo presentava febbre molto alta e difficoltà respiratorie ed è stato quindi ricoverato in Rianimazione per sospetta sepsi batterica. Nel frattempo è stato contattato il centro di riferimento dell'Istituto Gaslini per un eventuale trasporto in elisoccorso, ma le condizioni del bambino sono precipitate fino al decesso, avvenuto a seguito di un arresto cardio-circolatorio: le manovre rianimatorie, praticate per oltre un'ora, non hanno avuto esito. Intanto per avviare la profilassi del caso la struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica e la struttura di Malattie infettive della Asl5 spezzina hanno già predisposto le procedure standard come da protocollo regionale per la gestione dei casi di sepsi meningococcica. Nel primo pomeriggio, i direttori delle due strutture si recheranno presso il plesso scolastico comprensivo della scuola materna frequentata dal piccolo per fornire tutte le informazioni ai genitori dei bambini e procedere con la profilassi antibiotica ai soggetti individuati come contatti stretti. Le procedure previste dal protocollo regionale sono regolarmente in corso di applicazione. 

“Catania è cultura dei diritti”, incontro preparatorio in Municipio

Si è svolto a Palazzo degli Elefanti un incontro di Amnesty International con l'Accademia di Belle Arti di Catania, alla presenza del Sindaco Enzo...