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venerdì 22 settembre 2017

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Epilessia, ascoltare Mozart previene le crisi

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Ascoltare Mozart può aiutare chi soffre di epilessia a prevenire nuove crisi. A svelarlo è uno studio dell'Istituto Serafico di Assisi, centro specializzato nella riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitivo comportamentale, presentato oggi alla '6th Cambridge International Conference on Mental Health 2017', a Cambridge in Gb. Secondo la ricerca, illustrata dal direttore sanitario Sandro Elisei, l'ascolto quotidiano indotto della Sonata K448 di Mozart riduce di quasi il 21% la frequenza delle crisi nella metà dei pazienti. Il team italiano ha osservato che, nei pazienti con epilessia farmacoresistente in aggiunta a una severa disabilità intellettiva, ascoltare la sonata di Mozart diminuisce il rischio di ricaduta. In un paziente su 2 la melodia del compositore austriaco riduce di circa un quinto le crisi, mentre nel 10% dei casi si è assistito alla loro scomparsa. La musica contribuisce inoltre a un miglioramento delle abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali. Ecco perché si parla di 'Effetto Mozart'. "La partecipazione allo studio clinico - spiega Elisei - ha interessato persone affette da una particolare forma di epilessia resistente ai farmaci, che hanno avuto almeno 2 crisi al mese nel semestre precedente l'inizio dell'indagine e con una grave disabilità cognitiva". I pazienti sono stati divisi in maniera casuale in 2 gruppi: al primo è stata fatta ascoltare per 30 minuti la sonata di Mozart, una volta al giorno per 6 mesi, mentre l'altro gruppo fungeva da controllo; al termine del semestre, il procedimento è stato ripetuto invertendo i ruoli. Oltre alla riduzione o alla scomparsa delle crisi, l'ascolto della musica ha migliorato la qualità della vita dei malati che si sono dimostrati meno nervosi e agitati. Un altro aspetto emerso dalla ricerca è che gli effetti benefici rilevati sui soggetti a seguito dell'ascolto della sonata sono temporanei. Infatti, a distanza di qualche mese la frequenza delle crisi epilettiche è tornata ai numeri iniziali. Per avere effetti positivi a lunga durata è consigliabile dunque 'prescrivere' l'ascolto della sonata a vita. "Lo studio che abbiamo realizzato è un importante contributo a sostegno dell'indicazione di far ascoltare la musica come terapia aggiuntiva nella gestione clinica dell'epilessia in soggetti con una disabilità profonda, soprattutto quando i trattamenti farmacologici standard non si dimostrano particolarmente efficaci", commenta Elisei. Da tempo riconosciuta come 'malattia sociale', l'epilessia è una patologia neurologica causata da un'alterata funzionalità dei neuroni, che si manifesta sotto forma di crisi, disturbi improvvisi e transitori. E' una delle malattie più diffuse al mondo, al punto che anche l'Organizzazione mondiale della sanità l'ha inserita tra gli obiettivi prioritari contenuti nel 'Piano d'azione 2013-2020', sollecitando gli Stati membri a un maggiore impegno nel campo della ricerca scientifica. Nel mondo ci sono circa 65 milioni di persone, bambini, giovani adulti e over 65 che soffrono di crisi epilettiche. In Italia il dato si attesta a mezzo milione di persone, con più di 30mila nuovi casi accertati ogni anno.

Addio a Liliane Bettencourt, lady L’Oréal

Parigi, 21 set. (AdnKronos Salute/Dpa) - Addio a Liliane Bettencourt, lady L'Oréal. E' morta oggi all'età di 94 anni, a un mese dal traguardo dei 95, l'erede dell'impero dei cosmetici, incoronata come la donna più ricca del mondo dalla rivista Forbes, con un patrimonio valutato in 33 miliardi di euro. Figlia unica del fondatore di L'Oréal, Eugene Schueller, aveva iniziato a lavorare a 14 anni come stagista per la società cui avrebbe dedicato la vita. Alla morte del padre, nel 1957, eredita il gruppo, ma non ne diventa presidente, lasciando la posizione di vertice al marito André Bettencourt. Nel 1974 è tuttavia lei a spingere per l'acquisizione di Nestlé e in seguito per quella del marchio Maybelline. Sempre secondo Forbes a Bettencourt fa capo il 14esimo patrimonio più importante al mondo, il secondo in Francia, grazie al successo del gruppo, che ha un giro di affari di 25,84 miliardi di euro.

Innovazione per la salute, premiate 6 eccellenze italiane

Roma, 21 sett. (AdnKronos Salute) - Idee per dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini, con progetti sostenibili in grado di ottimizzare le risorse. Le sei migliori proposte, su 112 in competizione, si sono aggiudicate il Premio Innova S@lute 2017, assegnato oggi nella cerimonia che conclude la terza edizione del Forum dell'innovazione per la Salute, in corso a Roma. A scegliere i vincitori una giuria di esperti del mondo della salute e del mondo accademico. Tra le Regioni più attive e propositive Lazio, Puglia e Piemonte. "Il premio Innova Salute 2017 - commenta all'Adnkronos Salute Carlo Mochi Sismondi, presidente di Fpa- tende a far emergere le eccellenze che ci sono e spesso non conosciamo nella sanità italiana. Tante cose sicuramente non funzionano, ma tante, invece, funzionano. L'obiettivo del premio è fare emergere le iniziative positive, dargli voce. Sono molti gli ambiti di intervento, dalla comunicazione alla clinica, al contatto con i pazienti e al funzionamento gestionale delle strutture sanitarie. Sono tanti progetti, oltre 100. Trenta hanno ottenuto una menzione e 6 sono stati premiati. Tre sono del Nord-Centro Italia, due della Puglia e uno della Campania. E ciò dimostra che ci sono eccellenze anche dove meno ce le aspettiamo". Insomma, aggiunge il presidente di Fpa, "il Premio Innova S@lute ha mostrato come l'innovazione ci sia, ma sia spesso nascosta: per portarla allo scoperto basta dare voce ai soggetti pubblici e privati impegnati sui territori e offrire uno spazio di visibilità a chi si confronta ogni giorno con problemi e relative soluzioni. Il numero maggiore di progetti è stato presentato dalle strutture della sanità pubblica e privata, ma grande è stata anche la partecipazione di startup e piccole e medie imprese innovative". "Questa terza edizione di S@lute - afferma Alessandro Beulcke, presidente Allea - ha voluto dar voce ai molteplici aspetti dell'innovazione, favorendo la condivisione delle informazioni e l'incontro di visioni diverse. Perché l'Italia non è seconda a nessuno su idee e progettualità, anche nel campo della salute. L'elevato numero di richieste di partecipazione al contest Innova Salute (con un incremento del 10% rispetto all'anno scorso) dimostra quanta sete di cambiamento ci sia. Noi di S@lute 2017 stiamo facendo la nostra parte, ma è necessario il lavoro di tutti, e soprattutto una direzione condivisa". Questi i progetti vincitori. Per la comunicazione con cittadini ed utenti: Club degli Innovatori Sanità a km Zero ? Regione del Veneto Arsenàl.It. Per l'integrazione socio-sanitaria, medicina di prossimità e presa in carico degli anziani, dei cronici e delle fasce deboli: Integrazione socio-sanitaria al servizio dei cittadini - Azienda sanitaria locale della Provincia di Taranto. Per l'educazione alla salute e al wellbeing (educazione alimentare, fitness, monitoraggio, wearable): "MyCyFAPP" Imaginary Srl. Per l'nnovazione nel campo clinico-sanitario: Bambini liberi - Fondazione Santobono Pausilipon onlus; per l'ambito amministrativo/gestionale: LogOs* Logistica ospedaliera integrata - Zanardo Servizi logistici; per infrastruttura di comunicazione e collaborazione tra strutture, professionisti e amministrazioni: ADIGest ? Thcs - Telemedicine for Health Care Solutions.

Sanità, Burgio (Teva): “Il nostro impegno per un’innovazione sostenibile)

Roma, 21 sett. (AdnKronos Salute) - "Promuovere l'innovazione sostenibile, fatta delle piccole cose che oggi sono a nostra disposizione, in grado di garantire una migliore assistenza ai cittadini e ottimizzare le attuali risorse". Questo, spiega Luigi Burgio, direttore del Market Access Business Intelligence di Teva, lo spirito con cui l'azienda sostiene il premio 'Innova Salute' che oggi ha ''promosso' 6 progetti e 30 menzioni nella giornata conclusiva del Forum per l'innovazione per la salute, in corso a Roma (VIDEO). "Teva - ha spiegato Burgio - è un'azienda che tradizionalmente reinveste in innovazione. Sostenendo questo premio abbiamo voluto dare un forte segnale incoraggiando l'innovazione, anche e soprattutto quella dei piccoli passi, che sfrutta la tecnologia, dati e organizzazione già esistenti per ottimizzare le risorse e migliorare l'assistenza".

Sanità: tra italiani poveri e malati 1 su 2 soffre di disagio psichico

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Salute psichica a rischio per chi vive in condizioni economiche svantaggiate. La povertà sembra creare le condizioni per lo sviluppo di determinate malattie in misura superiore all'appartenenza etnica e alla migrazione. Su un campione estremamente ampio di pazienti (oltre 13.000) che si sono rivolti alle strutture assistenziali caritative per essere curati, il 49,8% degli italiani poveri necessitava di farmaci psicoattivi, seguiti dagli europei dell'Est (15,2%), dagli africani del Nord (10,8%), dagli africani sub-sahariani (9,8%), dai latino-americani (9,9%) e dagli asiatici (7,2%). Globalmente, inoltre, le malattie psichiatriche (disturbi di ansia, di personalità e del tono dell'umore) esibivano una prevalenza più elevata fra le donne (58,1%) rispetto agli uomini (44,6%). E' il quadro tracciato durante il convegno 'Povertà sanitaria e accesso ai farmaci in una società multietnica', che si è svolto all'università degli Studi di Milano anche grazie al contributo incondizionato di Ibsa, nato da una collaborazione tra l'Osservatorio donazione farmaci di Banco Farmaceutico e il Dipartimento di Scienze cliniche e di comunità dell'ateneo. Lo studio presentato oggi proseguirà in futuro con un campione ampliato per rafforzarne la rappresentatività. I dati, per ora, riguardano i pazienti che tra il 2013 e il 2016 sono stati assistiti da 2 enti caritativi di eccellenza di Milano (Fondazione Fratelli di San Francesco Onlus e Opera San Francesco per i poveri). Gli enti, negli anni pressi in considerazione, hanno dispensato quotidianamente ben 771 giornate di terapia ogni 1.000 pazienti per la cura di malattie croniche, mentre nello stesso periodo sono state offerte 256 giornate di terapia ogni 1.000 pazienti per la cura di malattie acute. Per quanto riguarda il disagio psichico, benché non sia possibile fare paragoni diretti con la popolazione generale (non esistendo dati ufficiali esaustivi in materia, ed essendo il campione di 13.000 utenti composto da persone indigenti e ammalate), solamente per avere un'idea delle dimensioni del fenomeno i relatori invitano a tener presente che, secondo il ministero della Salute, la percentuale di italiani che si sono rivolti ai servizi specialistici nel corso del 2015 in cerca di aiuto per disagio mentale varia tra l'1,07% della Basilicata e il 2,06% dell'Emilia Romagna. Nel corso del convegno, inoltre, è emerso che all'interno del campione di pazienti studiato soffre di diabete mellito il 5,5% dei maschi e il 6,9% delle donne; tra gli europei dell'Est la percentuale ammonta al 3,8% tra i maschi e al 5,5% tra le donne; tra i nord-africani al 2,6% tra i maschi e al 5,1% tra le donne; tra gli asiatici al 5,9% tra i maschi e al 7,1% tra le donne. Le uniche eccezioni sono rappresentate dagli africani sub-sahariani in cui è più frequente il riscontro nei maschi rispetto alle femmine (7,9% rispetto al 4,7%) e dai latino-americani in cui non è evidenziabile alcuna differenza di genere (5,8% contro il 5,1%). E' emerso, infine, che tra gli ammalati poveri, soffrono di malattie croniche (specialmente di tipo cardiovascolare come l'ipertensione e di tipo endocrino-metabolico come il diabete mellito) soprattutto gli europei dell'Est (30,1%), seguiti da asiatici (25,4%), latino-americani (18,2%), africani sub-sahariani (13,4%) e dai maghrebini (13.3%). Secondo i dati forniti dalla Società italiana ipertensione, relativi al 2016, nella popolazione italiana generale soffre di ipertensione il 33% dei maschi e il 31% delle femmine. "Complessivamente - dichiara l'organizzatore del convegno Silvano Cella, responsabile Analisi farmaco-epidemiologiche dell'Osservatorio donazione farmaci - i dati confermano che il panorama epidemiologico internazionale sta rapidamente mutando: fino al secolo scorso le malattie croniche sembravano colpire soprattutto i Paesi più sviluppati, mentre in quelli a basso e medio reddito prevalevano le malattie infettive". "Nella comunità scientifica internazionale - prosegue - è in atto una vivace discussione circa la necessità di definire queste patologie 'malattie socialmente trasmesse', poiché spesso derivano da comportamenti malsani diffusi attraverso i media e i social network, dal degrado ambientale e, soprattutto, da un basso livello culturale ed economico". "Diventa pertanto sempre più urgente - conclude Cella - mettere in atto misure di contrasto della povertà e dell'emarginazione sociale come mezzo per prevenire il diffondersi di queste malattie, riducendone l'impatto sociale ed economico. I dati presentati nel convegno sembrano indicare che la strada maestra sia rappresentata dal sostegno agli enti caritativi che devono ormai essere considerati a pieno titolo una componente essenziale del Servizio sanitario pubblico".

Alimenti: Fao, guerre e shock climatici minano sicurezza

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Raccolti robusti in America Latina e la ripresa delle condizioni agricole in Africa meridionale stanno facendo migliorare la situazione globale dell'approvvigionamento alimentare, ma i conflitti civili in corso e gli shock legati al clima stanno minando i progressi verso la riduzione della fame. E' quanto si legge nella nuova edizione del rapporto Fao Crop Prospects and Food Situation. Gli uragani nei Caraibi e le inondazioni in Africa Occidentale - rileva la Fao - potrebbero ostacolare la produzione agricola locale, ma le tendenze generali della produzione alimentare sono positive, incoraggiate dalle aspettative di produzioni cerealicole record in diversi Paesi. Nel 2017 la produzione cerealicola mondiale dovrebbe raggiungere il livello record di 2.611 milioni di tonnellate. Anche se questo è dovuto ai maggiori guadagni in Argentina e in Brasile, da segnalare anche l'aumento previsto quest'anno di oltre il 10% della produzione aggregata in Africa, dovuto ai maggiori raccolti di mais nell'Africa australe, dove lo scorso anno gli agricoltori erano stati colpiti duramente da El Niño, e alla produzione di grano nei Paesi dell'Africa settentrionale. Secondo le nuove stime della Fao, anche la produzione aggregata di cereali nei Paesi a basso reddito con deficit alimentare (Lifdc, l'acronimo inglese) quest'anno dovrebbe aumentare del 2,2%, limitando le esigenze d'importazione. Secondo il rapporto trimestrale, circa 37 Paesi, di cui 28 in Africa, richiedono assistenza alimentare esterna: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo, Repubblica democratica popolare di Corea, Repubblica democratica del Congo, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Guinea, Haiti, Iraq, Kenya, Lesotho, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Myanmar, Niger, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Swaziland, Siria, Uganda, Yemen e Zimbabwe. I conflitti - rileva la Fao - continuano ad avere un forte impatto sull'agricoltura e la sicurezza alimentare nella Repubblica Centrafricana, nella Repubblica Democratica del Congo, in Iraq, nella Nigeria settentrionale, in Somalia, in Sud Sudan, in Siria e nello Yemen e spesso hanno effetti negativi anche altrove a causa del grande numero di sfollati e dell'aumento dell'insicurezza civile. Gli shock atmosferici nel 2017, inclusa la siccità, ne hanno aggravato l'impatto in alcuni Paesi, in particolare in Somalia e in Etiopia meridionale.

Alimenti: Fao, guerre e shock climatici minano sicurezza

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Raccolti robusti in America Latina e la ripresa delle condizioni agricole in Africa meridionale stanno facendo migliorare la situazione globale dell'approvvigionamento alimentare, ma i conflitti civili in corso e gli shock legati al clima stanno minando i progressi verso la riduzione della fame. E' quanto si legge nella nuova edizione del rapporto Fao Crop Prospects and Food Situation. Gli uragani nei Caraibi e le inondazioni in Africa Occidentale - rileva la Fao - potrebbero ostacolare la produzione agricola locale, ma le tendenze generali della produzione alimentare sono positive, incoraggiate dalle aspettative di produzioni cerealicole record in diversi Paesi. Nel 2017 la produzione cerealicola mondiale dovrebbe raggiungere il livello record di 2.611 milioni di tonnellate. Anche se questo è dovuto ai maggiori guadagni in Argentina e in Brasile, da segnalare anche l'aumento previsto quest'anno di oltre il 10% della produzione aggregata in Africa, dovuto ai maggiori raccolti di mais nell'Africa australe, dove lo scorso anno gli agricoltori erano stati colpiti duramente da El Niño, e alla produzione di grano nei Paesi dell'Africa settentrionale. Secondo le nuove stime della Fao, anche la produzione aggregata di cereali nei Paesi a basso reddito con deficit alimentare (Lifdc, l'acronimo inglese) quest'anno dovrebbe aumentare del 2,2%, limitando le esigenze d'importazione. Secondo il rapporto trimestrale, circa 37 Paesi, di cui 28 in Africa, richiedono assistenza alimentare esterna: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo, Repubblica democratica popolare di Corea, Repubblica democratica del Congo, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Guinea, Haiti, Iraq, Kenya, Lesotho, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Myanmar, Niger, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Swaziland, Siria, Uganda, Yemen e Zimbabwe. I conflitti - rileva la Fao - continuano ad avere un forte impatto sull'agricoltura e la sicurezza alimentare nella Repubblica Centrafricana, nella Repubblica Democratica del Congo, in Iraq, nella Nigeria settentrionale, in Somalia, in Sud Sudan, in Siria e nello Yemen e spesso hanno effetti negativi anche altrove a causa del grande numero di sfollati e dell'aumento dell'insicurezza civile. Gli shock atmosferici nel 2017, inclusa la siccità, ne hanno aggravato l'impatto in alcuni Paesi, in particolare in Somalia e in Etiopia meridionale.

Salute: Iss, bassa istruzione, stress e povertà danneggiano il cuore

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Basso livello di scolarità e disagio sociale peggiorano la salute del cuore, anche dopo la correzione dei fattori di rischio. Lo confermano i dati dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare Iss e Amco-Hcf, presentati alla V Conferenza di prevenzione cardiovascolare che si tiene oggi e domani all'Istituto superiore di sanità. Il Report rileva, infatti, che anche in Italia queste differenze socio-economiche si ripercuotono sulla salute: gli ipertesi, i dislipidemici, gli obesi, i diabetici sono maggiormente concentrati fra le persone che presentano livello di scolarità più basso, così come certi stili di vita, quali l'inattività fisica e l'abitudine al fumo. Una tendenza iniziata 10 anni fa e che oggi si conferma in aumento. "Questi dati ci confermano la necessità di costruire un'azione tempestiva in termini di prevenzione primaria a partire dall'educazione a corretti stili di vita sin dalla scuola primaria - dice Walter Ricciardi, presidente dell'Iss - se questa tendenza si stabilizza o si conferma è infatti a rischio la sostenibilità del Ssn". L'ipertensione arteriosa, per esempio, è ancora un fattore di rischio preoccupante perché colpisce più del 50% degli uomini e quasi il 40% delle donne, con una certa differenza nei due livelli socio-economici, più elevata nelle donne (+8%), meno negli uomini (+4%). Strettamente legato ai valori pressori il consumo di sale nella alimentazione che risulta più elevato nelle classi sociali più basse: circa il 6% in più fra quanti hanno un livello di scolarità elementare rispetto al livello universitario e più elevato al Sud che al Nord. L'ipercolesterolemia riguarda oggi circa il 30% della popolazione adulta (35-74 anni), sono di più le persone che si trovano nel livello socio-economico più disagiato: 38% degli uomini e 39% delle donne rispetto a coloro che hanno scolarità più elevata, che si attestano rispettivamente al 35% e al 36%. Inoltre, nelle donne con scolarità più bassa solo il 18% di quelle con dislipidemia è ben controllata con la terapia rispetto al 27% di coloro con scolarità più elevata. Stessa situazione anche per il diabete che è più frequente negli uomini con scolarità più bassa (14% contro il 10%). Nelle donne il fenomeno è ancora più evidente: 10% nelle donne con bassa scolarità e 5% (quindi la metà) in quelle con livello di istruzione più elevato; il 27% degli uomini con scolarità più bassa è obeso, mentre lo è il 22% con scolarità più elevata; nelle donne il 32% con scolarità più bassa è obesito rispetto al 18%. "Come Fondazione Banca del cuore riteniamo fondamentale l'organizzazione di azioni specifiche per una corretta strategia di prevenzione delle malattie cardiovascolari per la cittadinanza e ciò si esplica anche con una efficace comunicazione capillare - ha sottolineato Michele Gulizia, presidente Fondazione per il tuo cuore - In particolare, quest'anno abbiamo privilegiato la sensibilizzazione dell'opinione pubblica con l'operazione 'Truck Tour Banca del Cuore', portando le nostre Cardiologie e i laboratori analisi direttamente a casa dei cittadini grazie a un jumbo truck attrezzato che abbiamo posizionato nelle piazze di 36 città d'Italia, svolgendo migliaia di screening cardiologici gratuiti?. Analizzando i dati di diversi Paesi, infatti, è stato dimostrato che i fattori socio-economici e psicosociali influenzano il rischio di malattia cardiovascolare in modo indipendente e oltre a determinare un aumento del rischio di primo evento e peggiorare la prognosi, possono ostacolare l'aderenza alla terapia e vanificare gli sforzi per migliorare lo stile di vita e promuovere la salute e il benessere della popolazione e dei pazienti. Fra questi si possono elencare il livello socio-economico, l'isolamento sociale e la mancanza di supporto sociale, lo stress lavorativo e familiare, la depressione e l'ostilità. "E' dimostrato anche che questi fattori non si presentano singolarmente - spiega Simona Giampaoli, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari dismetaboliche e dell'invecchiamento dell'Iss - ma tendono a riunirsi: abitudine al fumo, alimentazione inappropriata, inattività fisica si accompagnano spesso a depressione, povertà e basso livello di scolarità". E' frutto dell'attività del Dipartimento dell'Iss diretto da Giampaoli anche la nuova piattaforma CuoreData, presentata oggi durante l'incontro: è il sistema di interrogazione dati del Progetto cuore, dedicata agli operatori, che mette a disposizione le statistiche relative allo stato di salute della popolazione italiana adulta e che permette di effettuare interrogazioni personalizzate per periodo, territorio, sesso, fasce di età e titolo di studio.

Vaccini: Lorenzin, il 10 marzo non ci saranno rinvii per i certificati

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - "Il 10 marzo non ci saranno rimandi. La legge è legge, fatta per la salute pubblica e l'igiene pubblica". Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine della conferenza di presentazione dei fondi sull'edilizia sanitaria e la ricerca oggi a Roma, ha risposto ai cronisti sul termine ultimo entro il quale i genitori dovranno presentare i certificati sull'adempienza vaccinale dei figli nel caso avessero prodotto alle scuole solo un'autocertificazione. "Le Regioni e le Asl con le loro differenti organizzazioni hanno tutto il tempo di fare le chiamate e il coinvolgimento", precisa il ministro che si dice soddisfatto degli ultimi dati pubblicati riguardo al consenso delle persone a vaccinarsi. "Il Governo è stato compatto su una legge di grande civiltà che sta consentendo, in breve tempo, di permettere l'immunizzazione di massa da un lato e quindi mettere in sicurezza la collettività, ma dall'altra parte anche di ricostruire una fiducia nelle Istituzioni sanitarie e nella scienza che negli ultimi decenni è venuta un po' meno". "Le famiglie hanno capito l'importanza delle 'iniezioni scudo' - sottolinea Lorenzin - La maggior parte delle persone che non si vaccinava non lo faceva per motivi ideologici, ma perché era venuta meno una consapevolezza diffusa. Questo coinvolgimento trasversale e compatto di tutte le Istituzioni e del mondo della salute è arrivato alle famiglie. Le Istituzioni - tiene a puntualizzare il ministro - lavorano sui fatti con metodi scientifici, non c'è farmaco che non viene comprovato e questo deve essere un elemento di fiducia".

Dallapiccola, 2017 anno storico per queste patologie

Roma, 21 set. (AdnKronos Salute) - Sono ormai una realtà le nuove esenzioni per oltre 200 malattie rare . Il 15 settembre sono infatti entrati in vigore i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), che hanno aggiornato l'elenco delle patologie rare esentabili, elenco riorganizzato dal punto di vista dei codici, della nomenclatura delle malattie e che ha introdotto la logica dei gruppi di patologie. Sono 134 i nuovi codici di esenzione, che fanno riferimento a un totale di 201 malattie. E da oggi - informa una nota dell'Osservatorio malattie rare (Omar) - è scaricabile gratuitamente su www.osservatoriomalattierare.it la Guida alle nuove malattie rare esenti, realizzata dall'Osservatorio in collaborazione con Orphanet-Italia. La guida si propone come uno strumento destinato ai pazienti, alle Asl e, più in generale, a quanti operano nel mondo sanitario, per facilitare l'accesso all'esenzione dalla quota di partecipazione ai costi per le prestazioni sanitarie (il cosiddetto ticket), una delle numerose novità apportate dal ministero della Salute nel campo delle malattie rare. Il nuovo strumento fornisce un elenco completo in ordine alfabetico di tutte le patologie oggi esentabili e un elenco ragionato dei nuovi codici e delle modifiche di codifica; descrive brevemente le nuove malattie rare esenti, e dà indicazioni per ottenere l'esenzione. Inoltre offre alcune indicazioni per l'ottenimento degli altri benefici, di natura economica e non economica, ai quali i malati rari possono accedere in base alla normativa vigente. I dati forniti dalla guida sono il risultato di un meticoloso lavoro di confronto tra il vecchio e il nuovo elenco ministeriale e aiutano a fare chiarezza su tutte le variazioni introdotte dal ministero. Il progetto editoriale, a cura dell'Omar in collaborazione con Orphanet Italia, è stato reso possibile grazie al contributo incondizionato di Alexion Pharma Italy, Alnylam Italia, Pfizer, Sanofi Genzyme e Shire. "Questo aggiornamento e ampliamento della lista delle malattie rare esenti era atteso da tempo dai pazienti - dichiara Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell'Osservatorio malattie rare - e rappresenta un passo veramente importante soprattutto per il metodo dei 'gruppi aperti' adottato, che ha consentito di andare ben oltre le 109 nuove malattie aggiuntive che inizialmente ci si attendeva. Questo non vuol dire che ogni malattia rara avrà l'esenzione: se una persona è affetta da una patologia che non compare in elenco come singola malattia, né può essere fatta afferire a un gruppo di patologie presenti nello stesso elenco, allora questa persona non avrà diritto all'esenzione ticket, ma il passo avanti rispetto al passato è enorme". "L'iniziativa è nata dalla recente 'rivoluzione' introdotta in Italia nel campo delle malattie rare - spiega il genetista Bruno Dallapiccola, coordinatore di Orphanet Italia - e si è concretizzata nella realizzazione di una guida sintetica, di facile lettura, in grado di aiutare tutti i portatori di interesse a muoversi all'interno del decreto appena entrato in vigore e del nuovo elenco delle malattie esenti dal ticket, che arriva a 16 anni di distanza dal primo elenco". "La logica dei gruppi aperti - conclude Dallapiccola - consente a tutte le malattie afferenti a un determinato gruppo, anche quando non specificate nell'elenco, di essere ricomprese ed esentate. Si tratta di un provvedimento che allinea l'Italia con quanto già avviene in alcuni altri Paesi europei. Questo evento, che coincide con l'avvio delle Reti di riferimento europee, nelle quali l'Italia è il Paese più autorevolmente rappresentato, dà motivo di considerare il 2017 come un anno storico per le malattie rare".

Varato dalla Giunta il nuovo regolamento Cimiteriale e di Polizia Mortuaria.

Il nuovo Regolamento cimiteriale e funebre di Polizia mortuaria” è stato approvato nell'ultima seduta  della Giunta Comunale e presentato dall'assessore ai Servizi Cimiteriali, Michele...