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venerdì 17 novembre 2017

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Rapina a Riposto, altri 5 fermi della polizia

La squadra mobile di Catania ha fermato, su delega della Procura, altre cinque persone ritenute coinvolte nella rapina a tre cinesi a Riposto, il 17 settembre scorso, per rubargli un trolley con dentro 60mila euro in contanti. Sono Ivan Bertino, 32 anni, Giuseppe Di Silvestro, 37, Paolo Di Silvestro, 23, Cristian Gallo, 31, e Gabriele Vassallo, 31. Gli contestano la rapina aggravata, il porto illegale di armi da fuoco e ricettazione.

I reati sarebbero stati commessi in concorso con altre cinque persone arrestate in flagranza dalla squadra mobile subito dopo la rapina: Salvatore Bonaccorsi, di 28 anni, Salvatore Calvagna, di 34, Salvatore Giuffrida, di 31, Giovanni Trovato, di 28, e il senegalese, Moustapha Diop Serigne, di 39. Le vittime hanno dichiarato che i 60.000 euro sarebbero serviti per pagare merce già ricevuta. Durante le perquisizioni a uno degli indagati, Gallo, è stato sequestrato mezzo chilo circa di cocaina. Il Gip ha convalidato i fermi ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Volotea, 7 le destinazioni raggiungibili da Fontanarossa

– Volotea, la compagnia aerea che collega medie e piccole destinazioni in Europa, rilancia il proprio bouquet di destinazioni e annuncia già da oggi l’avvio di una nuova rotta internazionale in partenza da Catania per l’estate 2018. Con Volotea, per i passeggeri catanesi la Francia sarà ancora più vicina: dal 13 aprile 2018 (con frequenza fino a 2 volte a settimana e un totale di circa 12.200 biglietti in vendita), prenderà infatti il via il nuovo collegamento dal Fontanarossa alla volta di Tolosa. Salgono così a 7 (6 domestiche e 1 all’estero) le destinazioni raggiungibili dallo scalo siciliano a bordo degli aeromobili del vettore. Un trend di crescita più che positivo, in linea con gli ottimi risultati registrati da Volotea durante il periodo estivo appena concluso: sono stati più di 218.400 i passeggeri trasportati, pari ad un incremento del 6% rispetto all’estate 2016.

“Siamo davvero entusiasti di annunciare un nuovo collegamento internazionale dallo scalo catanese – commenta Valeria Rebasti, Commercial Country Manager Volotea in Italia. – Puntiamo a sviluppare l’asse turistico Sicilia-Francia, offrendo ai nostri passeggeri voli diretti, comodi e veloci alla volta della splendida Tolosa, che per la sua atmosfera unica e l’importante patrimonio artistico e culturale riserva magnifiche sorprese. Ma non solo, ci auspichiamo di sentire parlare sempre più francese tra le vie di Catania, incrementando il flusso turistico incoming dall’estero verso la Sicilia.”

L’anno prossimo, quindi, dal Fontanarossa sarà possibile decollare a bordo della flotta Volotea alla volta di 7 destinazioni, 6 in Italia – Ancona, Bari, Genova, Napoli, Venezia e Verona – e 1 internazionale Tolosa. E una speciale promozione è stata ideata per il lancio della nuova rotta in partenza da Catania: sarà infatti possibile acquistare biglietti con tariffe a partire da 9 Euro verso Tolosa.

 

Sin dall’inizio della sua attività, nel 2012, Volotea ha creduto nelle potenzialità dello scalo e ha continuato ad investire a livello locale. Lo scorso 3 luglio Volotea e l’aeroporto hanno celebrato insieme i 2 milioni di passeggeri trasportati dall’avvio delle attività della compagnia presso lo scalo. I numeri testimoniano l’importante impegno del vettore nel proporre costantemente nuove destinazioni di elevato appeal: per il 2018, infatti, la compagnia scenderà in pista con più di 5.800 voli pari ad un’offerta di 790.560 biglietti in vendita.

E proprio a Catania, Volotea ha festeggiato un altro importante risultato. Nel periodo estivo (1 giugno – 31 agosto 2017) sono stati infatti oltre 218.400 i passeggeri che hanno scelto Volotea per atterrare o decollare dal Fontanarossa. Un numero importante, che conferma il percorso di crescita forte e costante del vettore a Catania: basti pensare che rispetto allo stesso periodo del 2016 i passeggeri transitati dal Fontanarossa con Volotea hanno fatto registrare un incremento del +6% (giugno-agosto 2017 vs giugno-agosto 2016).

“Questa nuova rotta Volotea che collega Catania alla città di Tolosa per la summer 2018 – commentano Daniela Baglieri e Nico Torrisi, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania – arricchisce il range di destinazioni servite da Fontanarossa, sia nazionali che internazionali. Tolosa è poi di particolare pregio oltre che per l’outgoing anche per l’incoming turistico: siamo certi che, nella prossima estate, porterà migliaia di francesi dall’Occitania ai piedi dell’Etna, alla scoperta della Sicilia orientale. A Catania sono già più di 2 milioni i passeggeri che hanno scelto Volotea: l’augurio è di migliorare questa performance anche grazie a nuove e sempre più appetibili destinazioni internazionali”.

“Siamo molto soddisfatti della partnership con il Fontanarossa con cui collaboriamo ormai da diversi anni. – commenta Valeria Rebasti, Commercial Country Manager Volotea in Italia. – L’aeroporto di Catania è per noi uno scalo importante e speriamo in futuro di annunciare altre novità al fine di offrire ai passeggeri siciliani collegamenti diretti e veloci per raggiungere un numero sempre più ampio di destinazioni, in Italia e all’estero.”

A Catania Volotea ha continuato a conquistare passeggeri grazie a collegamenti diretti e veloci, raggiungendo un tasso di raccomandazione pari all’86,8% e un tasso di riempimento del 91%.

Operazione antidroga a Catania, colpito il clan Cappello-Bonaccorsi

Gli agenti ella Squadra mobile di Catania, su delega della Procura di Catania, hanno eseguito un’ordinanza nei confronti di 25 persone accusate a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio delle medesime, con l’aggravante di avere commesso il fatto agendo con il metodo mafioso e al fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa riferibile al clan Cappello – Bonaccorsi.

Le meticolose indagini degli investigatori della Squadra mobile guidati da Antonio Salvago, avrebbero permesso di individuare l’esistenza di distinte organizzazioni criminali, presenti nei quartieri della città etnea e provincia, dedite all’attività di narcotraffico, con collegamenti con le ‘ndrine calabresi e gruppi palermitani e siracusani.

Tra le persone raggiunte dal provvedimento ci sono Simone Guglielmino 24 anni, Ivano Antonino Santangelo 28, Cristian Domenico Santonicito 29, Davide Nunzio Scrivano 31 anni, Giuseppe Treccarichi Scauzzo 52 anni, Salvatore Consolato Coppola 49 anni, Pietro Privitera, Francesco Troina 46 anni, Giuseppe Cacciola 31 anni, Gregorio Cacciola 59 anni,Giuseppe Giosaffatte Elia 43 anni, Pasquale Francavilla 42 anni, Marco Perna 43 anni, Filippo Beninato 27 anni, Mirco Daniele Pucci 33 anni, Mattea Barbera 44 anni, Santa Ramona Boncaldo26 anni, Gabriele Lo Pinto 34 anni, Rocco Tutone 39 anni, Manuel D’Antoni 29 anni, Fabio Comito 38 anni, Onofrio Lo Nigro 44 anni.

L’operazione di oggi, – ha detto il capo della Squadra Mobile Antonio Salvago, – è un operazione contro il narcotraffico, un attività che viene avviata nel 2014 con una durata di un paio di anni, dove siamo riusciti a ricostruire su come la droga arriva a Catania”. Un attività che permette di individuare più organizzazioni che hanno sede operativa non solo a Catania ma anche nella provincia. Gli investigatori, sono riusciti ad individuare un gruppo criminale capeggiato da  Sebastiano Sardo, meglio conosciuto come “Iano occhiolino”, oggi collaboratore di giustizia, affiliato all’organizzazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi.

Nel corso delle indagini si scopre anche un significativo contributo fornito al gruppo criminale da parte di due donne, Ramona Santa Boncaldo e la madre  Matte Baerbera, secondo la ricostruzione, addette non solo a ricevere e custodire lo stupefacente, ma anche a confezionarlo per la successiva commercializzazione.

In evidenza, anche le modalità operative del gruppo capeggiato da  Sardo, per la particolare efferatezza, consistita anche nel “sequestrare” gli acquirenti che non pagavano immediatamente le partite di droga. Gli investigatori, riescono a ricostruire anche un sequestro avvenuto nel 2015, dove Manuel D’Antoni, viene prelevato a Palermo e costretto a seguire il gruppo a Catania, dove è stato trattenuto fin quando non sono stati versati 16mila euro, a titolo di parziale pagamento della vendita di una partita di cocaina. La prova nelle mani degli investigatori, è un sms inviato da Nunzio Davide Scrivano ad un palermitano: “Ciao Piero sono Davide porta 16 mila euro a Ct e in più il cognato di Gabriele e ti vieni a prendere a Manuele”. Gli investigatori, sono riusciti a ricostruire l’approvvigionamento di stupefacenti sull’asse Calabria – Catania, proveniente anche dall’estero.

 

 

Omicidio di Palagonia, si cerca l’assassino

Francesco Calcagno, 58 anni, scappa all’interno di un fondo di Palagonia, inseguito da un uomo armato che dopo averlo raggiunto lo uccide a colpi di pistola e lascia il posto con passo veloce, mentre il cane di casa si scansa per farlo passare. Sono le immagini dell’omicidio del bracciante agricolo avvenuto il 23 agosto scorso diffuse dai carabinieri, su disposizione della Procura di Caltagirone, per “concorrere all’identificazione del killer”.

Notizie sull’assassino potranno essere comunicate ai militari dell’Arma a due numeri telefonici: 0952509227 e 3313767225. Calcagno 10 mesi fa, secondo l’accusa per legittima difesa, uccise in un bar Marco Leonardo, un consigliere comunale eletto in una lista civica, che avrebbero avuto contatti con esponenti della criminalità locale. In quel caso i carabinieri ricostruirono la dinamica della sparatoria grazie a un video, adesso cercano l’assassino di Calcagno con un altro filmato.

Mafia: Colpito il “Gruppo di San Giovanni Galermo” , 54 arresti

Continuano senza sosta le operazioni antimafia a Catania. Stamattina, circa 200 carabinieri del comando provinciale di Catania, hanno eseguito 54 provvedimenti. I militari hanno passato al setaccio un intero quartiere. Nel mirino dei militari, persone accusate dei reati di associazione mafiosa, armi, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina, ritenute appartenenti alla famiglia Santapaola ed in particolare, al “Gruppo di San Giovanni Galermo” l’ala ritenuta tra le più affidabili e tenuta maggiormente in considerazione da “Nitto” Santapaola. Nel corso delle indagini, condotte dai miliari della Compagnia di Gravina di Catania, sono stati sequestrati notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti ed accertate le dinamiche del gruppo mafioso, soprattutto in relazione alla gestione delle attività di spaccio della droga, con introiti che si aggiravano intorno alle 50mila euro a settimana nonché riscontrate numerose estorsioni commesse in danno di imprenditori e commercianti.

Tra i destinatari del provvedimento, ci sono, Giosuè Michele Aiello, di 24 anni, Domenico Buttafuoco, di 29, MArio Maurizio Calabretta, di 29, Andrea Nicolò Corallo, di 35, Mario Dilosà, di 42, Salvatore Fiore, di 50, Andrea Florio, di 23, Giorgio Freni, di 52, Francesco Furnò, di 29, Vincenzo Gigantini, di 50, Armando Giuffrida, di 37, Francesco Iuculano, di 31, Silvana Leotta, di 41, Salvatore Lo Re, di 30, Salvatore Mantarro, di 52, i fratelli angelo ed Artur Miranda, rispettivamente di 53 e 56 anni, Francesco Lucio Motta, di 31, Corin Musumeci, di 22. Sono stati inoltre arrestati Desiree Musumeci, di 18 anni, Domenico Musumeci, di 48, Carmelo Palermo, di 60, salvatore Fabio Valentino Palermo, di 37, Salvatore Ponzo, di 31, Saverio Rampulla, di 31, Mario Russo, di 54, Antonino Savoca, di 27, Corrado Spataro, di 34, Damiano Salvatore Squillaci, di 24 e Nicola Strano, di 53. Ai domiciliari sono stati posti Diego Aiello, di 22 anni, Alfreo Bulla, di 33, Alessio La manna, di 29, Antonino Giuffrda, di 54, Antonino Cosentino, di 38, Vincenzo Florio, di 40, Vincenzo Mirenda, di 44, Alessandro Palermo, di 42, Salvatore Caltabiano, di 41 e Antonino Russo, di 28. In carcere il provvedimento restrittivo è stato notificato a Claudio Pietro Antonio Aiello, di 31 anni, Daniele Buttafuoco, di 29, Claudio Calabretta, di 53, Nunzio Caltabiano, di 48, Vittorio Benito Fiorenza, di 36, Vincenzo Di Mauro, di 38, Massimo Vizzini, di 44, Mario Guglielmino, di 50, Salvatore Gurrieri, di 44, Francesco Privitera, di 34 e Angelo Varoncelli, di 47. L’affidamento in prova ai servizi sociali e l’obbligo di dimora è stato disposto per Andrea Mazzarino, di 30 anni, ed Antonio Mangano, di 40.

L’indagine, come ha sottolineato il capo della procura Carmelo Zuccaro, e’ scattata nel 2014 per concludersi nel 2016, dove sono stati effettuati anche 17 arresti con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

Le indagini sono state effettuate mediante attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avviata sulla base di intercettazioni emerse da un procedimento in corso per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. Le indagini hanno permesso anche di documentare nel 2013, alcune fibrillazioni del gruppo, che per cause legate a conflittualità interne conseguenti all’acquisizione della leadership al “gruppo” mafioso di San Giovanni Galermo. Le intercettazioni ambientali hanno anche consentito di appurare come l’alternanza delle figure apicali, inevitabile a seguito degli arresti che si susseguivano, portava gli affiliati a porsi immediatamente alle dipendenze al nuovo responsabile.

Gli investigatori, avrebbero ricostruito la struttura del gruppo, le posizioni di vertice ed i ruoli degli affiliati nell’ambito del sodalizio malavitoso, e veniva anche ricostruito l’ingente volume di affari illegali del clan nei settori delle estorsioni e rapine ai danni di imprenditori e commercianti, e del traffico di sostanze stupefacenti. Gli investigatori hanno accertato che uno degli arrestati non esitava a svolgere la sua attività di spaccio e confezionamento della droga in presenza dei figli minori. I bambini, secondo la ricostruzione dei magistrati, venivano utilizzati come schermo per eludere controllo delle forze dell’ordine. Il tutto, documentato dalle cimici istallate dai carabinieri, dove si conferma che i minorenni erano pienamente coinvolti e consapevoli dell’attività illecita ed hanno sviluppato modi di fare talmente aggressivi da incutere timore ad atre persone legate allo spaccio. Il capo della Procura carmelo Zuccaro, ha sottolineato anche che per quanto riguarda le estorsioni, “non abbiamo potuto contare sulla collaborazione delle vittime nonostante già avessimo manifestato loro il fatto che eravamo a conoscenza dell’estorsione in corso”.

Il comandate dei carabinieri della compagnia di Gravina di Catania Martino Della Corte, ha sottolineato come nel corso delle indagini, si e’ scoperto come gli indagati, si ponevano alle dipendente di un nuovo capo, subito dopo gli arresti. Un alternanza che ha visto almeno tre capi. Altro aspetto, anche io ruolo delle donne, tre in tutto. A casa di una delle indagate, e’ stata rinvenuta della cocaina, ma anche materiale per il confezionamento.

Il capitano, ha sottolineato come una delle donne finite in manette, non ha mostrato un atteggiamento collaborativo anche durante le fasi dell’arresto. Il sostituto procuratore Andrea Bonomo, nel ringraziare i carabinieri, ha sottolineato come attivita’ investigativa, conferma come nel quartiere di San Giovanni Galermo, la larga parte dell’economia e’ dominata dallo spaccio di stupefacente, molte famiglie vivono sul traffico di droga. Non sempre collegata alla criminalità organizzata di tipo mafioso, ma anche di gruppi organizzati senza legami con i clan. Il magistrato ha sottolineato come alcuni imprenditori sarebbero indagati per favoreggiamento. Un’altro aspettato importante, è quello che ha sottolineato il coordinatore del gruppo al contrasto a cosa nostra Francesco Puleio che nel ringraziare i magistrati e carabinieri, ha detto che operazioni del genere sono importanti anche perché in relazione alle persone raggiunte dal provvedimento, costitutiscono un colpo per l’operativa dei sodalizi, ma soprattutto impongono loro di fare fronte  a quelle che sono poi le spese legali dei detenuti. E’ stato riscontrato, ha detto il magistrato, che un soggetto, quando viene arrestato, e non riceve un attenzione adeguata, sono sempre più propensi ha cercare la via della collaborazione, ma anche allontanarsi da ambienti criminali.

Villaggio S. Agata: spedizione punitiva, emessi tre provvedimenti

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, gli agenti della squadra mobile hanno eseguito tre provvedimenti, nei confronti dei pregiudicati Giuseppe Munzone 42 anni Antonino Privitera 35 anni, e Carmelo Ragonese. 36 anni in quanto accusati in concorso tra loro, dei reati di rissa aggravata e lesioni personali. Il provvedimento arriva dopo un’attività investigativa, che ha consentito di identificare alcuni dei presunti autori di un violentissimo raid punitivo avvenuto il 22 marzo scorso all’interno di un parcheggio per auto, nel quartiere Villaggio S. Agata, nel corso del quale sono stati picchiati alcuni soggetti e danneggiata la struttura.

G7: le Frecce Tricolori

G7 l’arrivo dei Leaders

Raid alle colonnine “Sostare”, preso un minorenne

L’episodio clou è avvenuto nella notte del 7 gennaio scorso in Via Cimarosa, a pochi passi dalla Villa Bellini,  quando veniva registrato l’ennesimo attacco ad un parcometro della Società “Sostare”. Il criminale, utilizzando del materiale esplodente, aveva scardinato la colonnina per poi rubarne i circa 200 euro contenuti all’interno.

Sul posto erano intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante, che con estrema professionalità scandagliarono tutta la zona circostante acquisendo ogni minimo elemento utile alle indagini  – riprese video, testimonianze e rilievi tecnici – riuscendo a seguire delle tracce che pian piano hanno condotto alla identificazione del malvivente – un catanese di  17 anni –   che proprio quella notte piazzò l’esplosivo per poi razziare il denaro.

Il quadro probatorio raffigurato dagli investigatori dell’Arma nei confronti del minore, condiviso appieno dal magistrato titolare del fascicolo, è stato oggetto di una richiesta di misura restrittiva avanzata al G.I.P. del Tribunale dei Minorenni di Catania che, pronunciandosi favorevolmente, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di danneggiamento e furto aggravato.

Misura eseguita ieri sera dagli uomini del Nucleo Operativo di Piazza Dante in una comunità per minorenni di Campobello di Licata (AG), luogo in cui il 17enne era relegato per pregressi reati contro il patrimonio. L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato accompagnato all’Istituto Penale per Minorenni di Catania Bicocca.

 

Invito omaggio per l’anteprima del film “Qualcosa di troppo”

In arrivo nelle sale italiane, distribuita da Adler, “QUALCOSA DI TROPPO”, l’esilarante  commedia francese diretta e interpretata da Audrey Dana (11 Donne a Parigi).

QUALCOSA DI TROPPO è un film irriverente e denso di humour che affronta con leggerezza il tema dell’ambivalenza di genere, giocando con gli stereotipi ed i codici comportamentali, rompendo ogni schema…..e su tutto spira un vento che profuma di  libertà!

Nel cast, insieme alla protagonista interpretata da Audrey Dana, Christian Clavier (Non sposate le mie figlie!), Eric Elmosnino (La famiglia Bélier), Alice Belaidi (11 Donne a Parigi), Antoine Gouy e Joséphine Drai.

L’anteprima è al THE SPACE BELPASSO il 3 maggio alle ore 20.30.

Clicca qui per scaricare i due inviti omaggio

E’ morto Totò Riina l’ex padrino della mafia siciliana

E' morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma il boss Totò Riina. Ieri aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse...