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lunedì 25 settembre 2017

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Il delegato per il Sud Europa di Unhcr a Palazzo degli Elefanti

Il vicesindaco di Catania, Marco Consoli, ha ricevuto a Palazzo degli Elefanti, ha ricevuto a Palazzo degli Elefanti il delegato per il Sud Europa di Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), Stephane Jaquemet, accompagnato da Selma Alrasheed, delegata per Catania. Nel corso del cordiale colloquio Jaquemet ha ringraziato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Bianco “per la generosità mostrata nei confronti dei migranti, per la mobilitazione effettuata in occasione degli sbarchi ma anche per la buona politica di accoglienza attuata”. Il rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha auspicato che “il dialogo sull’integrazione continui: importanti è accoglierli ma lo è altrettanto dar loro un futuro”.

La scultura di Ogata nella fontana ristrutturata in piazza Municipio

Un gruppo di circa venti giovani appartenenti alle Coop Alleanza 3.0 e Libera e provenienti da Modena e Reggio Emilia hanno visitato oggi il centro storico di Belpasso, soffermandosi in particolare sulle sculture in pietra lavica del progetto “Belpasso, Città delle 100 Sculture” e sui musei cittadini, quello Etnoantropologico dedicato a Venerando Bruno e l’altro, il Mechané, Museo Multimediale dei Carri di S. Lucia, entrambi ospitato nel Polo Museale Casa Russo Giusti – Casa del Lampionario.  La visita è stata introdotta dai saluti dell’assessore al Turismo, Tony Di Mauro, del presidente della Pro Loco, Tony Carciotto, dell’esperto di Beni Culturali Paolo Magrì.

«Continuano senza sosta – ha commentato il sindaco, Carlo Caputo – le visite dei gruppi interessati alle attrattive culturali che Belpasso ha saputo allestire e proporre in questi anni. Si tratta di un processo continuo che sta riscuotendo un buon successo. Io lo considero un buon inizio, visto che in passato nulla di tutto questo era stato fatto. L’anno scorso abbiamo sfiorato 2000 visitatori in soli tre mesi, quest’anno abbiamo attivato un’organizzazione per invitare scolaresche e vari gruppi organizzati a venire da noi per vedere sculture e musei. Contiamo quindi di moltiplicare, nei prossimi mesi e in particolare nel corso del 2018, le presenze in città, alimentando quel flusso di tipo turistico basato sulle risorse culturali. Crediamo che la città debba esprimere finalmente le sue grandi potenzialità e ci stiamo mettendo il massimo impegno. I primi risultati sono già arrivati ma credo veramente che in futuro potremo fare un bilancio molto soddisfacente».

Il gruppo in visita ha fatto tappa, tra l’altro, in piazza Municipio, dove la vecchia fontana installata nel piazzale a Nord dell’Ufficio Postale è stata interamente ristrutturata dall’Amministrazione comunale ed è in via di completamento. Al centro della fontana artistica, è stata posizionata “Cerchi d’acqua”, la scultura realizzata da Yoshin Ogata nel 2015. A breve l’intera installazione sarà inaugurata dal sindaco Caputo.

Scoperto mini arsenale in un rudere abbandonato a Librino

Armi

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Catania nei giorni scorsi hanno effettuato un servizio straordinario nel popolare quartiere Librino. I miliari hanno setacciato ed ispezionato aree e strutture abbandonate, garage e giardini ove, all’interno di un rudere abbandonato nello Stradale Cardinale, hanno rinvenuto una busta di plastica contenente un fucile semiautomatico, una pistola semiautomatica modificata e cartucce di vario calibro.  Le indagini sono ancora in corso al fine di accertare chi avesse la disponibilità del mini arsenale. Le armi, tenute in ottimo stato d’uso e perfettamente funzionanti, sono state sequestrate ed inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnici del caso e per stabilire se le stesse siano state utilizzate in eventuali azioni criminose.

Scelte e felicità degli individui e politiche pubbliche: da giovedì a Catania la conferenza nazionale della Siep

Per lunga parte del XX secolo l’analisi economica del settore pubblico è stata sviluppata partendo principalmente da ipotesi semplici sul comportamento degli individui: con preferenze stabili, sufficientemente egoisti da concentrare le proprie risorse nel promuovere il proprio interesse, dotati di capacità computazionali generalmente adeguate o comunque in grado di correggere con l’apprendimento e la disciplina di mercato eventuali errori nelle scelte, così come di formulare aspettative, almeno nel lungo periodo, corrette.

Negli ultimi vent’anni, questa visione dell’homo oeconomicus razionale è stata, invece, messa in discussione con crescente vigore dal cosiddetto filone della behavioral economics – economia comportamentale -, con ricerche che hanno individuato, e in alcuni casi riscoperto, molte contraddizioni con la teoria classica.

Ricerche empiriche, sperimentali e sul campo, condotte ai confini tra economia e psicologia, hanno infatti mostrato che spesso gli individui commettono errori che non vengono auto-corretti; che sono mossi da sentimenti ed emozioni non rispondenti a una concezione puramente egoistica dell’agire umano; che nondimeno tali sentimenti contribuiscono a gratificare le preferenze delle persone, se non addirittura a determinarne la vera e propria felicità; che le inconsistenze nei comportamenti violano le ipotesi per l’applicabilità incondizionata della teoria delle preferenze rivelate su cui è stata costruita molta dell’economia del benessere moderna.

Questa varietà e la complessità di comportamenti individuali e sociali hanno aperto nuove sfide, richiedendo un rinnovato sforzo di economisti e scienziati sociali nello studio del ruolo e della giustificazione dell’azione dello Stato nell’economia, dei meccanismi e strumenti di intervento, e delle conseguenze delle politiche.

Questi argomenti saranno al centro dei lavori della 29esima conferenza annuale della Società italiana di economia pubblica (Siep), che si aprirà giovedì 21 settembre, alle 9, nell’aula magna del Palazzo delle Scienze (dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania). Il comitato scientifico della conferenza – incentrata sul tema “Economia pubblica ed economia comportamentale” – è composto da Michele Bernasconi (Università Ca’ Foscari), presidente della Siep, Isidoro Mazza (Università di Catania) e Massimo Paradiso (Università di Bari). I keynote speaker saranno Valentino Dardanoni (Università di Palermo) e Arthur Schram (Amsterdam School of Economics).

Alla tavola rotonda sul tema “Dalla teoria economica alle politiche pubbliche”, in programma per giovedì alle 16,30, interverranno inoltre – moderati dal prof. Giacomo Pignataro – Marco Buti (Direttore generale Affari economici e finanziari della Commissione europea), Silvia Giannini (Università di Bologna e già vicesindaco do Bologna), Fabrizia Lapecorella (Università di Bari e Direttore generale delle Finanze), Claudio De Vincenti (Università di Roma “La Sapienza” e Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno), Nicola Rossi (Università di Roma “Tor Vergata” e già Deputato e Senatore della Repubblica), Alberto Zanardi (Università di Bologna e Consiglio dell’Ufficio parlamentare di bilancio).

Come ogni anno, la Conferenza SIEP 2017 ospiterà inoltre il Premio Siep aperto ad autori di età inferiore ai 35 anni; e il Premio Etta Chiuri, riservato a economisti di età inferiore ai 40 anni, che presentano una pubblicazione su argomenti relativi ai processi decisionali sul consumo delle famiglie, imperfezioni del mercato immobiliare, immigrazione clandestina.

 

Una pistola con matricola abrasa e della marijuana a casa. Arrestato.

I Carabinieri della Stazione di Mascali coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Nicolosi hanno arrestato nella flagranza un 47enne, di Mascali, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti  e detenzione di arma clandestina.

Ieri mattina,  i militari, a conclusione di una veloce attività investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nell’abitazione dell’uomo e grazie al fiuto del cane Indic hanno scovato, abilmente occultati in alcuni scatoloni nel ripostiglio, una busta di plastica contenente10 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio, ed una pistola marca Beretta cal. 7,65, modello 70, con matricola abrasa e relativo caricatore inserito, munito di sette pallottole.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

PTA Giarre. Riattivato da martedì 19 settembre l’ambulatorio di Otorino

Sarà riattivato da martedì 19 settembre l’ambulatorio di Otorino presso il PTA di Giarre.

«Ho dato precise istruzioni per provvedere alla riapertura del servizio garantendo il massimo delle opportunità di cura per i cittadini» afferma il dr. Franco Luca, direttore sanitario dell’Asp di Catania.

Il servizio, così come indicato dalla Direzione del Distretto sanitario di Giarre (direttore dr. Giacomo Benenati), sarà aperto al pubblico ogni martedì e giovedì, dalle ore 7.30 alle ore 13.30.

Aggredisce con un coltello i CC intervenuti per una lite in famiglia. Arrestato

I Carabinieri della Stazione di Caltagirone hanno arrestato nella flagranza un 42enne calatino, per violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nel primo pomeriggio di ieri, una pattuglia, su richiesta della Centrale Operativa, è intervenuta in una via del centro cittadino di Caltagirone dove era stata segnalata una lite in famiglia. Giunti nell’abitazione i militari hanno trovato il 42enne in un evidente stato di agitazione. L’uomo alla vista dei militari ha impugnato un coltello e per ben tre volte ha cercato di colpirli. I Carabinieri, fortunatamente, sono riusciti a bloccare e disarmare l’aggressore scongiurando ulteriori gravi conseguenze. Il coltello a serramanico, della lunghezza di oltre 24 cm, è stato sequestrato.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato nel carcere di Caltagirone, come disposto dall’Autorità Giudiziaria calatina.

Sport: Bianco consegna elefantino a spadista Paolo Pizzo

Appartenente a una nota famiglia di sportivi, è uno dei più prestigiosi schermidori italiani, con uno straordinario palmares che comprende tra l’altro un argento olimpico a squadre Rio e due titoli mondiali di spada, il primo conquistato proprio a Catania nel 2011, l’ultimo ottenuto a Lipsia nel luglio scorso.

 

“Un simbolo di energia positiva per affrontare le future sfide”.

Con queste parole il sindaco di Catania Enzo Bianco ha consegnato l’elefantino d’argento allo spadista Paolo Pizzo nel corso di una breve cerimonia svoltasi nel Salone Bellini del Palazzo degli elefanti e alla quale erano presenti anche il presidente del Cnr Massimo Inguscio, amico della famiglia Pizzo, e il giornalista della Gazzetta dello Sport Maurizio Nicita, autore con Pizzo del volume biografico “Stoccata vincente”.

Paolo Pizzo, catanese, 34 anni, appartenente a una nota famiglia di sportivi, è uno dei più prestigiosi schermidori italiani, con uno straordinario palmares che comprende tra l’altro un argento olimpico a squadre Rio e due titoli mondiali di spada, il primo conquistato proprio a Catania nel 2011, l’ultimo ottenuto a Lipsia nel luglio scorso.

“Catania – ha detto Bianco – ha un’antica, alta, straordinaria tradizione nella scherma. Da decenni atleti catanesi vincono medaglie nelle Olimpiadi e nei Campionati del mondo. Nello stesso Palazzo degli elefanti ci sono alcune medaglie vinte alle Olimpiadi da atleti di Catania. Ne cito uno per tutti: quella straordinaria figura di sportivo e di uomo che fu Angelo Arcidiacono. Paolo Pizzo ha portato avanti questa tradizione: non solo per la seconda volta ha vinto il titolo mondiale di spada ed è in predicato di avere ancor oggi, un futuro da olimpionico, ma è anche un campione dal punto di vista umano. Ecco perché Catania ha voluto consegnargli questo riconoscimento”.

“Questa città – ha detto Pizzo dopo aver ricevuto il riconoscimento dalle mani del Sindaco – mi dà sempre una gran forza e l’elefantino d’argento è il simbolo della mia terra e anche della mia voglia di vincere. Per questo ho voluto portare qui oggi la medaglia d’oro conquistata a Lipsia e l’argento di Rio”.

Tra qualche giorno, il 15 settembre, Paolo Pizzo sarà in pedana ad Acireale, a pochi chilometri da Catania, per la prova individuale dei Campionati del mondo militari, e il 17 per quella a squadre.

“Mi provoca una certa ansia – ha detto parlando con i giornalisti dopo la cerimonia – il fatto di presentarmi davanti a chi mi vuole bene fresco di titolo. Questa sarà la prima uscita stagionale da campione del mondo e avrò tutti gli occhi addosso, anche se non si tratta di una gara di primissimo piano ha per me tanti importanti significati: si disputa nella mia terra, gareggio da militare, quindi difendo i colori dell’Aeronautica che mi ha portato in alto”.

Al termine della cerimonia, alla quale erano presenti anche i genitori, Pizzo ha donato a Bianco una copia di “Stoccata vincente”, che narra anche delle vicissitudini del Campione.

“Paolo Pizzo – ha spiegato il coautore Nicita – è qualcosa di più che un atleta, non tanto per la malattia che ne ha contraddistinto la crescita, quanto per la capacità che ha di rialzarsi sempre, di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà come ha dimostrato una volta di più nel luglio scorso a Lipsia vincendo il suo secondo mondiale”.

Dopo la cerimonia il sindaco Bianco ha condotto Pizzo e i giornalisti a vedere la teca che, in uno dei salottini di Palazzo degli elefanti, sono custodite le medaglie di Arcidiacono.

Due denunciati per truffa telematica

Nei mesi scorsi, un uomo residente in provincia di Napoli, dopo aver visionato su un sito internet e-commerce un’apparecchiatura tipo console per giochi elettronici, ha deciso di acquistarla e, a tal riguardo, ha eseguito il relativo bonifico bancario.  Nonostante il tempo trascorso, non ha ricevuto il prodotto oggetto di negoziazione e per tale motivo ha provato inutilmente a contattare il venditore. Gli agenti del Commissariato Borgo-Ognina, a seguito di attività investigativa, è riuscito a identificare gli autori del reato, nello specifico due amici che, in concorso tra loro, hanno messo in vendita il citato prodotto pur non avendone la disponibilità e traendo, in tal modo, in inganno la vittima; uno dei due malfattori già in passato è stato denunciato per reati di truffa online. Alla luce dei fatti esposti, i due soggetti sono stati indagati in stato di libertà per il reato di truffa telematica.

Lo staff del LUDUM decodifica la Lettera del Diavolo

Una missiva del 1600, scritta da una suora in una lingua sconosciuta e che la leggenda vuole le fosse stata dettata da Satana in persona. È la Lettera del Diavolo, scritta l’ 11 agosto 1676 da Suor Maria Crocifissa della Concezione, al secolo Isabella Tomasi, prozia del celebre scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
A tradurla lo staff del LUDUM – Science Center di Catania: il team di infomatici, fisici e scienziati è riuscito a dissipare il velo di mistero che da secoli ruota intorno alla missiva di Palma di Montechiaro.  “Il metodo che ci ha consentito la decodifica è lo stesso utilizzato dall’intelligence per decifrare i messaggi segreti”, spiega Daniele Abate, responsabile del team e direttore del LUDUM.

Le 14 righe misteriose sono tutto quello che resta della lotta con Belzebù: la donna venne trovata seduta a terra nella sua cella, «mezza faccia sinistra imbrattata di nero inchiostro», il respiro affannoso, il calamaio sulle ginocchia, un foglio incomprensibile tra le mani. “Abbiamo studiato il profilo anche psicologico della religiosa e abbiamo inserito nel sistema di decodifica le lingue che suor Maria Crocifissa probabilmente conosceva, come il greco antico, il latino e l’arabo”.

“Così abbiamo scoperto che la Lettera del Diavolo non è scritta in una lingua nuova e sconosciuta ma con un alfabeto probabilmente inventato dalla religiosa mischiando simboli e lettere di alfabeti esistenti”. Il risultato è sorprendente: “Il messaggio non è del tutto coerente e comprensibile – continua Abate – ma sicuramente legato a Dio e a Satana”- «Forse ormai certo Stige», si legge nella lettera, e Stige è uno dei cinque fiumi degli Inferi secondo la mitologia greca e romana. E poi ancora: «Poiché Dio Cristo Zoroastro seguono le vie antiche e sarte cucite dagli uomini, Ohimé». E infine: «Un Dio che sento liberare i mortali».

La notizia ha già fatto il giro del mondo arrivando tra le pagine del The Times e del The Australian Journal e suscitando l’interesse dei satanisti: “Riteniamo che la suora avesse un’ottima padronanza delle lingue che le ha consentito di inventare il codice. Così come crediamo che la lotta col Diavolo sia stata frutto di una probabile schizofrenia. Ma le nostre deduzioni non hanno fermato le sette sataniche che continuano a contattarci da quando abbiamo reso pubblici i nostri studi” conclude Abate.

Picchiava la moglie incinta, arrestato

Gli agenti della polizia di Stato  hanno tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale R....

Incidente stradale nel catanese, un morto