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venerdì 17 novembre 2017

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Acireale: 5 Stelle, “il palazzetto Palovolcan pronto da un anno ma resta chiuso”

“Il Palazzetto Palavolcan, ristrutturato e pronto ormai da un anno, resta chiuso e abbandonato, nonostante il cospicuo contributo della Regione Siciliana concesso a seguito dalla tromba d’aria che colpì significativamente il comune di Acireale. Dallo studio delle carte, emerge la mancanza della catastazione dell’immobile, avevano anche dimenticato di inserire la revisione e messa a norma di una caldaia a gas, necessaria al rilascio dell’agibilità”. Lo dice la deputata del Movimento 5 Stelle Angela Foti che insieme al gruppo di attivisti locali denuncia l’inconcepibile ritardo di consegna dei lavori. Sotto la lente di ingrandimento dei 5Stelle anche le innumerevoli e inspiegabili varianti presentate al progetto nel corso d’opera.

“Storia breve di un palazzetto ad uso e consumo del politico di turno, – afferma Foti – considerando che già un anno fa, la giunta di Barbagallo presentava alla cittadinanza quella che sarebbe dovuta essere l’inaugurazione del Palavolcan, ma che in realtà, come risulta da quanto scritto nel certificato di esecuzione lavori, era una semplice sospensione (avvenuta precisamente il 3 novembre 2016) dei lavori, giustificata con la dicitura ‘per consentire una manifestazione e/o incontro con la cittadinanza’”. “All’indomani, spenti i riflettori, – continuano dal M5S di Acireale – i cancelli si sono chiusi e addio al parco giochi della 104 Orizzontale, addio allo sport, addio all’aggregazione per i giovani e appassionati delle svariate discipline”.

“Come dicevamo, proprio le corpose perizie di variante – conclude la parlamentare Foti – sono state le vere protagoniste dei lavori al Palavolcan, tra queste quella che ha stravolto in toto il progetto originario. Dal quadro di raffronto risulta che su circa 317 mila euro di lavori, vi sono state variazioni per oltre 274 mila euro, in percentuale l’86 per cento. Insomma, del progetto esecutivo (che fra l’altro ci è costato quasi 23 mila euro) non è rimasto quasi nulla. Sono stati cambiati il tipo di parquet, il tipo di impermeabilizzazione della copertura, le tipologie delle norme di sicurezza, vengono abolite molte categorie di lavori. Un esempio tra questi, i lavori di impermeabilizzazione della copertura, che passano dal costo di una membrana di bitume di circa 39 mila euro, ad un telo TNT in polipropilene per tutta la superficie, dal costo lordo di oltre 69 mila euro”.

Servizio straordinario di controllo del territorio, quattro denunciati

I Carabinieri della Compagnia di Giarre, coadiuvati dai colleghi della Compagnia d’Intervento Operativo del Battaglione “Sicilia”,  hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nell’ambito del piano denominato “Modello Trinacria” dove è stato denunciato  in stato di libertà un 70enne per furto di energia elettrica. Denunciato in stato di libertà un 26enne e due 32enni per violazione degli obblighi connessi alla misura della sorveglianza speciale con obbligo soggiorno. Nell’ambito medesimo servizio venivano, inoltre identificati e segnalati alla Prefettura di Catania 3 giovani trovati in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti. Nel medesimo contesto operativo i militari hanno controllato 33 persone, 17 veicoli, hanno eseguito 3 perquisizioni domiciliari, 2 perquisizioni personali ed elevato contravvenzioni al codice della strada per valore complessivo di euro 1.600,00 circa.

Sorpreso in auto con 5 chilogrammi di marijuana. Arrestato 38enne.

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Giarre, nell’ambito di un mirato servizio antidroga nel territorio della giurisdizione, durante un posto di controllo hanno imposto l’alt ad un 38enne del posto a bordo della sua utilitaria e, nel corso della perquisizione dell’autovettura hanno rinvenuto un sacco di plastica contenente 5 chilogrammi di marijuana occultato all’interno del bagagliaio. La sostanza stupefacente è stata sequestrata mentre l’uomo dopo le formalità di rito, è stato associato al carcere di Piazza Lanza.

Le fiamme gialle eseguono sequestro preventivo da 4.4 mln

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, hanno eseguito un provvedimento di applicazione di misura patrimoniale di beni e delle disponibilità finanziarie riconducibili a due fratelli, Giuseppe e Salvatore Villeggiante, di 49 e 47 anni,  coinvolti, secondo la ricoatruzione, “in numerosi procedimenti penali per reati di associazione a delinquere, usura, estorsione, rapina e riciclaggio”.

I fratelli Villeggiante, quali gestori di diverse società del calatino operanti nel settore del commercio di autoveicoli, da ultimo, risultano sottoposti a procedimento penale connessi all’evasione di ingenti imposte (II.DD. e I.V.A.) ricostruita dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Caltagirone a conclusione di due attività di verifica fiscale compiute nel 2015 e nel 2016.

A fronte di tali presupposti soggettivi, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Caltagirone, hanno avviato, nei loro confronti e dei componenti dei rispettivi nuclei familiari, mirate indagini patrimoniali volte a verificare la coerenza del loro patrimonio e del tenore di vita con i redditi dichiarati.

In particolare, nel corso degli approfondimenti di natura economico finanziaria, che hanno riguardato il periodo dal 2003, anno in cui sono stati segnalati all’A.G. i primi reati a loro ascrivibili, fino all’anno 2016, secondo la ricostruzione, è stata accertata una ingiustificata sproporzione, pari a circa 2 milioni di euro, tra i redditi complessivamente dichiarati dai due fratelli e dai componenti dei rispettivi nuclei familiari e il totale degli investimenti da loro realizzati in tale arco temporale.

All’esito delle indagini eseguite dalle Fiamme Gialle di Caltagirone, in attuazione delle previsioni di cui al Codice Antimafia, la Procura ha quindi proposto e ottenuto dal Tribunale di Catania, il sequestro dei beni direttamente o indirettamente riconducibili ai fratelli Villegiante e ai loro nuclei familiari.

Nel dettaglio, la misura patrimoniale ha riguardato il sequestro di tre società di capitali (due operanti nel settore del commercio al dettaglio di autoveicoli e una  nel settore immobiliare), una società agricola,  52 beni immobili, 190 autoveicoli, e diversi rapporti bancari per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Acireale: controllo del territorio, un arresto per spaccio

Gli agenti della Polizia di Stato, di Acireale hanno condotto una articolata attività preventiva di controllo del territorio e di repressione dei reati in materia di stupefacenti.

In questo contesto, la Sezione Investigativa del Commissariato, hanno tratto in arresto il pluripregiudicato  Francesco Patane’, libero vigilato di anni 37, in flagranza di reato di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente di tipo marijuana. Secondo la ricostruzione, l’uomo, ben noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari, è stato sorpreso in una via centrale del Comune di Aci Catena, in compagnia di un altro noto pregiudicato, tentando invano alla vista della Polizia di disfarsi di un involucro di cellophane trasparente, che prontamente recuperato dagli Agenti ha svelato la presenza di oltre 60 grammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana.

La contestuale perquisizione personale, ha consentito di rinvenire una cospicua somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita di spaccio. L’arrestato, dopo le formalità di rito e previo disposizione dell’A.G., è stato condotto dagli Agenti presso la propria abitazione di Acireale, in regime di arresti domiciliari in attesa di essere sottoposto a giudizio per direttissima innanzi il Tribunale di Catania.

Altresì, gli agenti del Commissariato di P.S. di Acireale hanno effettuato, durante l’arco settimanale, un accurato controllo del territorio identificando circa 70 persone e 40 automezzi.  Infine, sono stati intensificati i controlli ai pregiudicati sottoposti a misure cautelari e di sicurezza, quali arresti domiciliari, sorvegliati speciali ed altri obblighi residenti nel Comune Acese.  A seguito di ciò è stata avanzata al Signor Questore di Catania una proposta per l’applicazione dell’Avviso Orale ed una per la Sorveglianza Speciale di P.S. nei confronti di una persona ritenuta socialmente pericolosa.

Razziano alcolici e generi alimentari al supermercato, arrestate due donne

I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato nella flagranza le catanesi Anna Comisi cl.1984 e Miriana Fazio cl.1996, poiché ritenute responsabili di furto aggravato in concorso. La collaborazione tra gli addetti alla sicurezza dislocati nel centro commerciale di Via Quasimodo  e l’Arma territoriale ieri sera ha dato i frutti sperati.  Il semplice sospetto da parte dei vigilantes sulle due donne che si aggiravano con delle grosse borse tra gli stand del supermercato, all’interno del centro commerciale, si è tradotto nella richiesta di intervento ai Carabinieri che tramite una pattuglia del Nucleo Radiomobile ha rintracciato le donne mentre cercavano di guadagnarsi la fuga con le sacche colme di ben 11 bottiglie di superalcolici nonché  generi alimentari di ogni tipo asportate poco prima dagli espositori del supermercato. La refurtiva, del valore di oltre 400 euro, è stata restituita al direttore dell’esercizio commerciale  mentre le arrestate attenderanno il giudizio per direttissima relegate ognuna nel proprio domicilio.

Il sindaco di Bronte azzera la Giunta

Il sindaco di Bronte Graziano Calanna ha azzerato la sua giunta, revocando le nomine degli assessori “considerato che l’attività politica tenuta nell’ultimo periodo dagli assessori comunali ha fatto venire meno il rapporto fiduciario che aveva ispirato l’atto di nomina”. Il provvedimento è stato emesso nella tarda serata di ieri al termine di una seduta di consiglio comunale durante la quale i consiglieri avevano votato all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno, rinviando soltanto l’approvazione del regolamento comunale per la concessione di contributi per l’adozione di cani randagi. La Giunta municipale del Comune di Bronte fino a ieri era composta dal vice sindaco Vittorio Triscari, da Francesco Bortiglio, Nuccio Biuso ed Antonio Currao.

Sequestrata piantagione di marijuana in serra, un arrestato

La Polizia di Stato ha tratto in arresto Carmelo Licari 53enne pregiudicato, ritenuto responsabile del reato di coltivazione, produzione e detenzione finalizzata allo spaccio di marijuana nonché furto di energia elettrica. Secondo la ricostruzione, nell’ambito di attività info-investigativa, gli agenti della Squadra Mobile di Catania – “Sezione Antidroga” e del Commissariato Sezionale di P.S. Nesima hanno appreso che Carmelo Licari, pregiudicato, aveva realizzato in un appezzamento di terreno in agro di Ragalna una coltivazione di marijuana.

Effettuati preliminari accertamenti, gli agenti hanno eseguito una mirata attività di osservazione finalizzata al controllo dell’ appezzamento di terreno dove ha accertato, la presenza di Licari sul posto in loco, a questo punto gli agenti sono intervenuti. La perquisizione eseguita all’interno dell’appezzamento di terreno ha con sentito di individuare un vano sotterraneo, adibito a serra, ove venivano rinvenute e sequestrate 140 piante del tipo cannabis in fase di crescita, sostanza stupefacente già essiccata del tipo skunk per un peso complessivo di kg.1 nonché materiale per la coltivazione dello stupefacente.

Le piante venivano coltivate grazie ad un impianto di areazione con un sistema di ventole per il ricambio dell’aria, all’utilizzazione di diverse lampade alogene in alluminio, complete di paraluce necessarie per il riscaldamento, fertilizzanti, etc. Veniva, altresì, accertata la presenza di un’apposita area adibita all’essiccazione e stagionatura della marijuana.

Da un controllo eseguito con l’ausilio di tecnici ENEL, si accertava che era stato realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica per l’illuminazione della serra. Contestualmente, ad esito di altra perquisizione eseguita in un altro appezzamento di terreno in agro di Ragalna di proprietà sempre di Licari, sono state rinvenute e sequestrate n.3 piante del tipo cannabis, per un peso complessivo di 3kg.

Uomo di 71 anni ucciso a Pedara, ci sono due fermati

La Procura di Catania ha aperto un fascicolo sul rinvenimento del cadavere di un pensionato di 71 anni, Domenico Citelli, ucciso a quanto pare con un colpo di fucile alla testa. Il corpo senza vita dell’uomo, è stato trovato la notte scorsa all’interno di una villetta a Pedara, in via teocrito, al confine con il comune di Nicolosi.  Il corpo, a quanto pare, era avvolto in un sacco legato con delle corde all’interno di un tombino. Dentro la villetta, i militari hanno sequestrato anche un fucile calibro 12.

Gli investigatori, avrebbero intanto fermato due minori. I Due sono accusati di omicidio aggravato premeditato in concorso e occultamento di cadavere. Uno dei fermati, è il figlio della convivente romena del pensionato ucciso. Messo alle strette, il giovane, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Non è ancora chiaro il movente, ma sarebbe da ricercare a futili motivi legati a quanto pare a richieste di denaro.

Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i Carabinieri del reparto scientifico di Catania. A quanto pare, l’uomo, ex dipendente della Regione Siciliana era una persona molto riservata, viveva da solo. Alcuni vicini di casa, intervistati dai giornalisti, hanno detto di non conoscere l’uomo. Le indagini sono coordinate dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Catania Caterina Ajello e il sostituto Valeria Perri.

Tenta di abusare di 16enne, arrestato operatore sanitario

Lo scorso agosto avrebbe tentato di abusare sessualmente di un 16enne ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Paternò. E’ l’accusa contestata a un operatore sanitario di 41 anni del nosocomio che è stato arrestato da carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip, su richiesta della Procura di Catania. I reati ipotizzati sono violenza sessuale e sostituzione di persona aggravata. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia dei genitori del minorenne.

E’ morto Totò Riina l’ex padrino della mafia siciliana

E' morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma il boss Totò Riina. Ieri aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse...