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domenica 22 luglio 2018

Aci Castello: Drago, “Affidare al Comune il bene confiscato Lido dei Ciclopi”

Filippo Drago

Affidare al Comune il bene sottratto alla mafia “Lido dei Ciclopi”, una grande opportunità per lo sviluppo del territorio. E’ questo in sintesi il contenuto della lettera che il sindaco Filippo Drago ha inviato al ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nei giorni scorsi è intervenuto alla Camera durante il question time sulle disposizioni programmatiche del governo in materia di beni confiscati, invitandolo a visitare la struttura.

“Ho apprezzato molto le parole del ministro e l’impronta che vuole dare sull’affidamento alle realtà territoriali delle centinaia di proprietà tolte ai mafiosi e che ancora oggi sono gestite dallo Stato, con il relativo potenziamento dell’agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati, e non ho esitato a scrivergli per rappresentargli ciò che da anni sta accadendo nella nostra comunità – spiega il primo cittadino. Già da tempo, infatti, in virtù di una legge abbiamo manifestato alla stessa agenzia l’interesse all’affidamento del cespite, ma nonostante diversi solleciti non abbiamo ancora oggi ricevuto alcuna risposta.

Una situazione davvero surreale se pensiamo che, invece, per i locali dell’ex hotel “Cristal”, che facevano parte del medesimo compendio, l’interlocuzione con l’Ansbc è stata abbastanza fluida ed oggi in quel palazzo ospitiamo uffici votati alla legalità come la Polizia municipale e l’area Tributi o rivolti alla salvaguardia dell’ambiente come l’Area Marina Protetta.

Auspichiamo dunque l’intervento del vice premier – incalza il sindaco leghista – perchè possa consentire ad un’intera cittadinanza di riappropriarsi di un importante pezzo di territorio, per realizzare un sogno decennale quale è l’agognato collegamento del Lungomare tra Aci Castello ed Aci Trezza.
Sarebbe per tutti noi una conquista storica, che ci consentirebbe ancor di più di salvaguardare l’attività dello stabilimento balneare, tutelare il caratteristico e pregiato orto botanico che si trova al suo interno, ma principalmente creare una delle più suggestive passeggiate sul mare motivo di vanto nel mondo e volano per l’incremento dell’economia turistica e culturale di questo splendido Comune.”

Aci Catena: Spari contro l’abitazione dell’insegnante sospesa

Tre colpi di arma da fuoco sono stati esplosi la notte scorsa contro l’abitazione dell’insegnante di scuola elementare 59enne del Catanese sospesa nei giorni scorsi per un anno per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate nei confronti dei suoi alunni. La donna ha presentato stamane una denuncia ai carabinieri dicendo di aver sentito delle esplosioni. Fori di proiettile sono stati trovati sulla porta di casa. “Ho sentito tre colpi ma mi sembrava che fossero stati gli stranieri che abitano qui vicino. La mia stanza da letto è proprio di fronte alla porta dove hanno sparato. Ero nel letto e stavo guardando la tv ma non mi sono alzata. E’ accaduto tutto in un attimo, non mi sono resa conto di quello che era successo. Poi stamattina una vicina di casa mi ha detto: ‘Hanno sparato alla porta di casa della maestra’ e solo allora ho capito”. E’ il racconto di una vicina di casa della maestra elementare sospesa per maltrattamenti agli alunni.

Maestra sospesa perché maltrattava alunni

Secondo l’accusa, sottoponeva a maltrattamenti fisici e psicologici i suoi alunni, che offendeva chiamandoli “teste di scecco” (teste di asino), colpiva alla nuca, al viso e sulle mani e strattonava con forza e rabbia per le braccia. E’ quanto i carabinieri contestano ad una insegnante di scuola elementare 59enne di Aci Catena (Catania), O.L.R., che il Gip di Catania ha sospeso dall’esercizio del pubblico impiego per 12 mesi.

La donna è indagata per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. La misura interdittiva è stata richiesta dalla Procura della Repubblica di Catania a seguito di indagini delegate ai carabinieri della Compagnia di Acireale. L’indagine ha preso avvio dopo la denuncia presentata ai carabinieri dai genitori di un alunno che avevano notato un improvviso e preoccupante cambiamento di umore del figlio, che mal sopportava l’idea di dover andare a scuola e che aveva rivelato loro di aver ricevuto uno schiaffo dalla maestra.

Picchia per l’ennesima volta la giovane moglie, arrestato

I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato nella flagranza un pregiudicato di 42 anni del posto, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.

La vittima, una 26enne di origini campane, ieri sera ha trovato finalmente il coraggio di chiedere aiuto. Al culmine dell’ennesima lite, finita sempre allo stesso modo, con lei picchiata dal marito violento, si è rinchiusa in una stanza ed ha chiamato al telefono i Carabinieri di Gravina. Sul posto è giunto immediatamente l’equipaggio di una gazzella del Nucleo Radiomobile il quale, accedendo nell’abitazione, ha ammanettato il coniuge  e liberato la donna dall’incubo.

La vittima, medicata all’Ospedale Cannizzaro di Catania, se l’è cavata per fortuna con delle lesioni guaribili in sette giorni L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato posto ai domiciliari nell’abitazione di alcuni familiari.

Confisca da 500mila euro della Dia

Gli investigatori della DIA di Catania guidati da Renato Panvino, hanno eseguito  ad un decreto di confisca irrevocabile di beni, emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti di Salva’ Gagliolo Antonio, cl.1980, ritenuto elemento di spicco della criminalità Brontese. L’Autorità giudiziaria procedente ha disposto la confisca definitiva dei beni, stimati in oltre 500mila euro, già sottoposti a sequestro nel dicembre 2016 in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale etneo, su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., in sinergia con la Procura Distrettuale Antimafia di Catania, diretta dal Procuratore Carmelo Zuccaro.

Scippi tra Belpasso e San Pietro Clarenza, un arresto

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Gravina di Catania  hanno arrestato nella flagranza il 37enne pregiudicato Giovanni Pusillico di Mascalucia e la sua convivente 43enne per aver commesso una serie di scippi tra Belpasso e San Pietro Clarenza.

Le incessanti indagini svolte mediante numerosi servizi di controllo del territorio e l’esame dei sistemi di videosorveglianza della zona erano iniziate a seguito di uno scippo avvenuto lo scorso 15 maggio a Belpasso. Il cerchio si era stretto attorno alla coppia che proprio ieri scippava prima una vecchietta di S. Pietro Clarenza, procurandole la frattura dell’omero a seguito di una brutta caduta e successivamente un’altra vecchietta a Belpasso.

I militari li hanno beccati proprio mentre facevano rientro nella loro abitazione recuperando anche il danaro che è stato restituito alle vittime. Gli arrestati, in attesa  della direttissima, sono stati posti agli arresti domiciliari.

E’ morto Salvatore Ligresti

E’ morto Salvatore Ligresti. Aveva 86 anni, il decesso al San Raffaele di Milano. Fondatore e punto di riferimento del gruppo Fonsai, era malato da tempo. Le sue condizioni negli ultimi mesi erano drasticamente peggiorate. Da anni, in seguito alle disavventure giudiziarie, non aveva più alcun ruolo operativo.

Commerciante bengalese accoltella il nipote, arrestato

Un commerciante bengalese di 46 anni è stato arrestato per lesioni personali aggravate dai carabinieri ad Acireale dopo che ha accoltellato il nipote, un disoccupato di 35 per questioni riguardanti il mensile da dare al proprietario dell’abitazione dove vivevano. La vittima. con un trauma cranico, ferite da taglio alla testa e all’emitorace sinistro, è ora ricoverata nell’ospedale di Acireale per ulteriori approfondimenti clinici. Il ferimento è avvenuto ieri sera in un appartamento di Via San Martino. L’uomo ha iniziato a discutere animatamente con il nipote e al rifiuto di quest’ultimo a mettere la propria parte di denaro ha afferrato un coltellaccio dalla cucina e sferrato alcuni fendenti alla vittima, ferendola alla testa ed al torace. I carabinieri, giunti sul posto dopo una telefonata dei vicini di casa, hanno trovato la vittima in strada, disarmato ed ammanettato lo zio e chiamato il 118. L’arrestato è stato rinchiuso in camera di sicurezza in attesa del processo per direttissima.

Grammichele: 77enne uccide figlio a coltellate

Un 77enne, Saverio Ansaldi, avrebbe ucciso a coltellate il figlio 46enne Graziano e ha ferito gravemente con la stessa arma un altro figlio, Aurelio, di 43 anni, al culmine di una lite nella loro abitazione di Grammichele, nel Catanese. Sul posto per le indagini i carabinieri che hanno arrestato l’uomo. Secondo una prima ricostruzione la lite sarebbe scoppiata nella casa della famiglia Ansaldi, che, come sottolineano i carabinieri che indagano, è ‘nota’ agli investigatori. Nello scontro violento ha avuto la peggio Graziano Ansaldi, che è morto in casa per le ferite causate dalle coltellate con cui l’ha colpito il padre. Il fratello della vittima, Aurelio, è stato soccorso e condotto nell’ospedale di Caltagirone. Saverio Ansaldi è stato bloccato dai carabinieri su uno scooter: ai militari avrebbe detto che stava andando in caserma a costituirsi, ammettendo di essere l’autore dell’omicidio e del ferimento dei suoi figli, parlando di una lite. Confessione che gli è valso l’arresto eseguito dai carabinieri.

Contrasti per controllo dei pascoli nel Calatino, tre arresti

Sarebbero stati contrasti tra pastori per il controllo del pascolo nel Calatino: sarebbe questo il movente dell’uccisione di Giuseppe Destro, di 67 anni, e del tentativo di omicidio di suo fratello Carmelo, di 49, avvenuto il 26 febbraio scorso nelle campagne di contrada Giurfo, in territorio di Licodia Eubea, nel Catanese. A sparare contro i due fratelli, secondo quanto emerso dalla indagini dei carabinieri della compagnia di Caltagirone coordinate dalla locale Procura, sarebbero stati Sebastiano Montagno, di 71 anni, Salvatore Montagno, di 72, e Nuccio Nunzio Montagno di 40. I tre pastori sono stati arrestati in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip che ipotizza i reati di omicidio e tentativo di omicidio aggravati dalla premeditazione e dall’aver agito per futili motivi e possesso abusivo di armi e munizioni. Dopo l’arresto i tre sono stati condotti nel carcere di Caltagirone.

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