17.6 C
catania
venerdì 22 settembre 2017

In Provincia

Home Cronaca In Provincia

Violenza: 26enne arrestato, “non ero io, non ero in me”

Violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona, questi sono i reati contestati dalla Procura di Catania al 26enne Alfio Cardillo arrestato dai carabinieri della compagnia di Acireale dentro la guardia medica di Trecastagni, dove poco prima aveva sequestrato e violentato per circa tre ore il medico di turno. L’uomo, davanti al gip di Catania Pietro Currò avrebbe ammesso:  “Non ero io, non ero in me, non so perché l’ho fatto e sono profondamente pentito”. A riferirlo il suo legale nominato d’ufficio, Luca Sagneri. Il 26enne, “ha ammesso gli addebiti che gli sono contestati – ha aggiunto -. Ma ha agito in un forte stato di incoscienza”.

Secondo una ricostruzione, uno stato causato dall’avere ingerito alcol e antidolorifici. Cardillo ha riferito di avere avuto un violento mal di denti e di aver tentato di sedare il dolore bevendo alcolici e per questa sarebbe andato alla Guardia medica dove la dottoressa gli avrebbe somministrato un antidolorifico. “Quello che è successo dopo – ha sottolineato il penalista – lui non lo sa spiegare. L’unica cosa che ha ripetuto più volte è stato ‘non ero io, sono veramente pentito'”.  La difesa, ha anche annunciato, che chiederà al gip la concessione degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Questo perché il 26enne sarebbe un incensurato.

Intanto l’Asp di Catania ha già annunciato che aver dato  mandato al proprio legale per la costituzione di parte civile a tutela dell’Azienda e, soprattutto, dei lavoratori. Mentre il medico aggredito,  tramite i suoi legali, ha presentato denuncia contro il 26enne, aggiungendo che si costituirà anche come parte civile.

 

Dottoressa violentata durante il turno di lavoro, arrestato 26enne

Grazie alla segnalazione di un residente, i carabinieri della compagnia di Acireale sono riusciti ad arrestare un 26enne che poco prima aveva sequestrato, aggredito e violentato il medico di turno della guardia medica di Trecastagni. Secondo una prima ricostruzione, il giovane, con una scusa sarebbe entrato dentro la struttura sanitaria per farsi curare. Ma poco dopo, sarebbe andato in escandescenza, dove ha distrutto anche una parte degli arredi. Da qui il sequestro, e la violenza al professionista.

In particolare, la persona finita in manette, vista altre volte in quella zona. Per impedire che il medico potesse lanciare l’allarme, avrebbe danneggiato il telefono dell’ufficio, e disattivato il pulsante che fa scattare l’emergenza alla sala operativa del 112. A lanciare l’allarme però, ci ha pensato un disoccupato di 53 anni che abita proprio di fronte alla struttura sanitaria.  “Verso le 2.30 del mattino –  ha raccontato – abbiamo sentito delle urla di donna, “aiuto, aiuto”, poi abbiamo capito che si trattava della dottoressa. “Ho visto un uomo con i pantaloni abbassati, ma poi è rientrato dentro la struttura”. “Per questo ho chiamato i carabinieri che sono arrivati in due minuti, che hanno soccorso la donna e arrestato l’uomo”.

Il sindaco di Trecastagni, intanto esprime “piena vicinanza alla vittima di questo episodio”, annunciando che “l’amministrazione comunale farà tutto il possibile per darle pieno sostegno”. Il primo cittadino, ha detto anche, che il 26enne finito in manette, in passato era stato “seguito dai servizi sociali del comune”,  era “stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso)”.

Intanto il direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Giammanco, ha espresso solidarietà al medico. Un “atto ignobile, offensivo della dignità della persona, perpetrato ai danni di un medico, una collega, nell’atto di compiere il proprio dovere di aiutare i cittadini”. “Esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alla collega e alla famiglia – continua Giammanco -.  “assicuriamo, da ora e in tutte le sedi, il nostro sostegno e la nostra attenzione”. “Abbiamo già dato mandato al nostro legale per la costituzione di parte civile a tutela dell’Azienda e, soprattutto, dei lavoratori”.

La vicenda di questa mattina, ripropone ancora una volta il tema della sicurezza del personale medico troppo spesso aggredito nei pronto soccorso, nelle guardie mediche e durante il lavoro sul campo.  “E’ ormai diventato un bollettino di guerra”, dichiara Calogero Coniglio, segretario territoriale della provincia di Catania e coordinatore nazionale Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei. “Non ho parole per commentare l’efferatezza di quanto successo – continua Coniglio – Dico solo che è inconcepibile che, ancora oggi, dopo appelli, denunce, richieste di incontri con i prefetti e comunicati stampa, succedano queste cose. Abbiamo sempre chiesto che le guardie mediche non venissero collocate in periferia ma in centro, in luoghi illuminati e frequentati. Bisogna rafforzare i controlli in tutti i luoghi dove vengono erogati servizi pubblici senza aspettare che prima ci scappi il morto. L’Asp deve fare qualcosa altrimenti deve ritenersi responsabile di quanto sta succedendo”.

Sull’accaduto, e’ intervenuta anche il ministro Lorenzin, che ha detto: “Il fenomeno che è accaduto a Catania è orrendo” e ancora “il tema della sicurezza degli ospedali che poi in Sicilia ha riguardato una serie di casi mi preoccupa molto” per questo “ho convocato oggi una riunione per cercare di capire se dietro questo caso c’è qualcosa di più profondo e come possiamo intervenire”. “È avvenuto in un luogo che dovrebbe essere sicuro, dentro la guardia medica dove lavorano per la maggior parte dei casi donne”. “Non possiamo permettere che il luogo che dovrebbe essere sicuro per eccellenza, divenga un luogo dove può accadere tutto” conclude.

 

Scossa di magnitudo di 3.3 nel Catanese

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 09.21 alle pendici ovest dell’Etna. L’ipocentro è stato localizzato dall’Ingv a una decina di chilometri di distanza a Bronte, a una profondità di sei chilometri. L’evento è stato nettamente avvertito dalla popolazione, con persone che si sono riservate in strada. A titolo precauzionale a Bronte sono state evacuate le scuole. Un altro sisma, di magnitudo 2.0, era stato registrato alle 06.14 nello stesso punto. Una scossa di magnitudo maggiore, 2.5, è stata rilevata, invece, alle 08.05, nella stessa area, con ipocentro a una decina di chilometri da Biancavilla, a una profondità di circa sei chilometri. Non sono stati segnalati danni a cose o persone. 

Rapina e colpi di pistola a Giarre, arresti della Polizia

Agenti della Squadra Mobile, durante un normale servizio antirapina a Giarre, sono riusciti ad arrestare una parte di un commando di presunti rapinatori entrati in azione ieri sera in via Don Tommaso Leonardi, dove i complici almeno cinque, per il momento sfuggiti alla cattura, sono riusciti a rapinare 60mila euro in contanti a tre commercianti cinesi. Durante l’inseguimento, uno dei componenti della banda, e’ rimasto ferito dalle schegge provocate da un proiettile.

Le persone fermate dalla polizia sono Salvatore Bonaccorsi, 28 anni, nipote di Ignazio Bonaccorsi capo della cosca dei “Carrateddi”, Salvatore Calvagna, 34 anni, Salvatore Giuffrida, 33, Giovanni Trovato, 28, e Moustapha Diop Serigne, 49 anni, secondo gli investigatori, basista del commando.

Secondo una prima ricostruzione, il commando composto di almento dieci persone, con il volto coperto da passamontagna e armati di pistola, sono entrati in azione aggredendo i tre cinesi, che hanno reagito e sono stati picchiati. I contanti rapinati, erano destinati al pagamento di merci. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la banda aveva organizzato il colpo gia’ da tempo. Prova, il rinvenimento di un segnalatore gps istallato nell’auto utilizzata dai tre cinesi rapinati. Intanto le indagini continuano. La Procura di Catania ha aperto un fascicolo.

Riposto: persona dispersa in mare

Una persona risulta dispersa in mare al largo di Riposto nel naufragio avvenuto nelle prime ore di stamane, per cause ancora da accertare, di una imbarcazione di tre metri con a bordo due diportisti, uno dei quali è stato tratto in salvo dalla Guardia Costiera. Ricerche sono in corso per ritrovare il secondo diportista, una persona anziana. Il naufragio è avvenuto ad un miglio e mezzo circa dalla costa intorno alle 4 del mattino. L’allarme è stato dato da alcuni diportisti che si trovavano su una barca nelle vicinanze, che hanno udito le grida di aiuto e chiamato i soccorsi. L’imbarcazione, in semigalleggiamento, è stata recuperata dalla Guardia Costiera di Riposto.

Incontro sull’Archeologia subacquea nella terra dei ciclopi

Organizzata dalla Soprintendenza del Mare, dal Comune di Aci castello, dall’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”, si terrà sabato 16 settembre 2017 alle ore 17,30 la tavola rotonda sul tema:

“L’Archeologia subacquea nella terra dei ciclopi”. Previsti gli interventi di Filippo Drago, Sindaco di Aci Castello, Sebastiano Romeo, Assessore al turismo di Aci Castello, Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare, Edoardo Tortorici, Professore di topografia antica, Giuseppe Simeone, 3° Nucleo sommozzatori Guardia Costiera di Messina, Francesco Carrera, Direttore tecnico del Magna Graecia Outdoor. L’incontro, che si terrà presso le sale del castello di Aci Castello, è stato organizzato per presentare i risultati della prima campagna di ricerca archeologica subacquea effettuata nello specchio d’acqua antistante l’area marina protetta. L’indagine sottomarina è stata realizzata in sinergia tra la Soprintendenza del Mare, il 3° nucleo subacqueo della Guardia Costiera, il Comune di Acicastello, l’A.M.P. Isole Ciclopi, la Magna Graecia Outdoor e la collaborazione dei Diving locali.

Nel corso dell’incontro verranno ricordate le figure, recentemente scomparse, di Marcello Gurnaccia, giornalista e fotoreporter, che ha pubblicato una biografia dell’archeologa subacquea Honor Frost e un volume sulla scoperta della Nave punica di Marsala, ed Emanuele Mollica, biologo e dottore di ricerca in Biologia evoluzionistica, direttore per diversi anni dell’Area marina protetta Isole Ciclopi di Aci Castello.

A Gravina di Catania arrivare a la carta d’identità elettronica (CIE)

A partire da giovedì 14 settembre il comune di Gravina di Catania non rilascia più la vecchia carta d’identità cartacea ma la nuova carta d’identità elettronica (CIE). “Siamo nella fase di avvio di un nuovo servizio – spiega il sindaco della cittadina etnea Domenico Rapisarda – che si inserisce nel percorso di digitalizzazione dell’attività dell’Ente nel quale siamo impegnati da tempo. Per questo ringrazio i responsabili comunali dei Servizi Demografia, Giovanni Rapisarda, e Informativi Giuseppe Disma, e i loro collaboratori, che  hanno permesso l’avvio di questo nuovo servizio”.

Per informazioni sulla documentazione e le modalità di rilascio della CIE consultare il sito del Ministero dell’Interno http://www.cartaidentita.interno.gov.it.  Per evitare lunghe attese allo sportello è vivamente consigliato prenotarsi tramite sito https://agendacie.interno.gov.it o recandosi presso l’ufficio URP del Comune di Gravina in Via Marconi 6. Al momento dell’avvio della pratica di rilascio della CIE bisogna presentare allo sportello, oltre alla documentazione richiesta, l’eventuale ricevuta di prenotazione e la ricevuta di avvenuto pagamento, per l’importo (stabilito dal ministero) di € 22,21, sul c.c.p. n.11094950 intestato al Comune di Gravina di Catania (con la causale “Rilascio CIE”) o alla Tesoreria comunale presso il Banco Popolare Siciliano in viale G. Marconi n.12 (senza commissioni). Tra i primi a chiedere il rilascio della CIE, anche per verificare l’efficienza del servizio, lo stesso primo cittadino Rapisardae l’assessore ai Servizi Demografici, Alfio Nicosia, che dopo avere effettuato la prenot

Mascali, sequestrata area di circa 20.000 mq

I Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Catania –, collaborati dai militari della locale Stazione, al termine di un approfondito controllo eseguito in località “Vallonazzo” nella frazione di Nunziata di Mascali, hanno posto sotto sequestro un’imponente area di circa 20.000 mq. che una nota società del luogo operante nel settore, stava utilizzando come cava di estrazione di materiale basaltico lavico.

L’intervento dei Carabinieri è avvenuto mentre erano in piena attività di sbancamento e di estrazione del materiale tre  escavatori ed una grossa pala gommata. Altri due grossi autocarri, che erano impiegati nelle operazioni di trasporto dei materiali estratti, sono stati contemporaneamente bloccati presso la sede della Società, dove il materiale veniva quotidianamente portato per essere successivamente convogliato presso l’impianto di frantumazione della medesima ditta, posto qualche chilometro più a valle.

Le prime verifiche avviate presso la sede dell’Ufficio Tecnico del Comune di Mascali hanno fatto emergere che le particelle di terreno interessate dalle operazioni illegali di cava ricadono addirittura su zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Per tali motivi tutto l’imponente sito e tutti i mezzi trovati sul posto (tre escavatori, una pala gommata e due grossi autocarri) sono stati posti sotto sequestro.

Il Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Catania, al quale sono stati inviati i primi atti ha richiesto ed ottenuto dal GIP presso il Tribunale la convalida del sequestro operato d’iniziativa dai Carabinieri. A seguito di quanto verificato sono stati fatti intervenire sul posto i funzionari del Distretto Minerario di Catania che hanno preso contezza dell’enorme ampiezza del sito oggetto di estrazione abusiva, che presenta un fronte di circa 150 metri con un altezza, in alcuni punti, pari a 20 -30 metri, al fine di quantificare il materiale illecitamente estratto che ammonterebbe a diverse migliaia di metri cubi.

Il titolare della Società è stato denunciato perché ritenuto responsabile di numerosi reati ambientali e del settore minerario. Le indagini sulla vicenda proseguiranno per l’approfondimento su alcuni aspetti al momento poco chiari. L’attività di controllo, svolta nell’ambito dell’efficace e consolidato affiancamento tra lo speciale Reparto di Tutela Ambientale ed i Comandi territoriali dell’Arma ha consentito, anche in questa occasione, di interrompere in maniera efficace una situazione di gravissimo attacco al patrimonio naturalistico del territorio.

Palagonia, accoltella pensionato e si costituisce

La Procura di Caltagirone ha aperto un fascicolo sulla morte di un pensionato accoltellato stamattina a Palagonia. L’omicida, un 60enne che avrebbe inferto almeno tre coltellate al pensionato, e poi si è costituito dai carabinieri dicendo loro: ‘non lo so perché l’ho fatto…”. Secondo una prima ricostruzione, l’omicida, un 60enne, stamattina è uscito di casa, in uno stato mentale confuso. Mentre passeggiava, avrebbe aggredito il pensionato uccidendolo, apparentemente senza un motivo: i due si conoscevano di vista, ma non avevano contrasti tra di loro. Inutile l’arrivo dei soccorsi.

Sfiorata tragedia in Piazza Castello, salvato

Nel primo pomeriggio di ieri, un pensionato catanese di 67 anni, a seguito di una lite familiare scaturita per futili motivi, si è allontanato da casa a bordo della propria autovettura in preda ad una forte crisi depressiva. L’uomo si è avviato verso Aci Castello, dove è giunto intorno alle 19,00 e, parcheggiata l’auto vicino al porticciolo, si è diretto in Piazza Castello dove ha individuato un punto adatto alla sua infausta decisione nella balconata di recinzione della timpa e stava per buttarsi quando è stato raggiunto sul telefonino dal cognato. Il pensionato ha risposto al parente preannunciandogli che era deciso a farla finita e piangendo si scusava per ciò che stava per compiere.
Il familiare, capita la gravità della situazione, ha trattenuto l’uomo al telefono cercando di dissuaderlo e contemporaneamente ha allertato un altro familiare che ha telefonato al 112 chiedendo aiuto.
Una Gazzella, allertata dalla Centrale Operativa, è immediatamente intervenuta sul posto e grazie alla meticolosa descrizione fisica e dell’abbigliamento dell’uomo fornita dai parenti i militari hanno individuato il 67enne già piegato sulla ringhiera e tempestivamente lo hanno bloccato e tirato a se.
I Carabinieri hanno poi condotto l’uomo nell’autoradio facendolo sedere e tranquillizzandolo per più di un ora giusto il tempo di fare arrivare i familiari che lo hanno abbracciato e preso in custodia.

Varato dalla Giunta il nuovo regolamento Cimiteriale e di Polizia Mortuaria.

Il nuovo Regolamento cimiteriale e funebre di Polizia mortuaria” è stato approvato nell'ultima seduta  della Giunta Comunale e presentato dall'assessore ai Servizi Cimiteriali, Michele...