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mercoledì 17 gennaio 2018

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Il Noe sequestra area di 30.000 mq.

I Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Catania –proseguendo nei controlli avviati già da diversi mesi nel territorio della Provincia di Catania nello specifico settore delle cave di estrazione di materiali inerti, al termine di un approfondito controllo eseguito in Contrada Nocille di Mascali, hanno posto sotto sequestro l’intera area, di circa 30.000 mq., di proprietà della “Soc. Inerti e Calcestruzzi Eteni S.C.” operante nel settore di estrazione e frantumazione di materiale basaltico lavico Si tratta, nel giro di pochi mesi, del terzo sequestro eseguito dallo speciale Reparto di Tutela Ambientale dell’Arma dei Carabinieri nel territorio del Comune di Mascali nei confronti di società che operano nel settore degli inerti risultati operare in assoluta mancanza di qualunque tipo di autorizzazione.

Anche in questo caso, come nei precedenti, l’intervento dei Carabinieri secondo la ricostruzione, sarebbe avvenuto, “nella piena flagranza di reato mentre era in azione sul posto, nelle attività di sbancamento e di estrazione del materiale, un escavatore e mentre era in piena funzione l’impianto di frantumazione dell’azienda”. Secondo la ricostruzione, l’operaio addetto alla conduzione dell’escavatore è stato immediatamente bloccato come è stato immediatamente bloccato anche il funzionamento dell’impianto di frantumazione dove è risultato essere convogliato il materiale abusivamente estratto.

L’ impianto di frantumazione sarebbe risultato non in regola in quanto sprovvisto delle necessarie autorizzazione per le emissioni in atmosfera. Analoga mancanza della prevista autorizzazione per le emissioni in atmosfera è risultata anche per un collegato impianto di produzione ed insacchettamento di “azolo” e per il limitrofo impianto di produzione di calcestruzzi.

Le verifiche già effettuate, come nei precedenti casi, presso la sede dell’Ufficio Tecnico del Comune di Mascali hanno fatto emergere che l’intera area dove si svolgeva l’attività di estrazione abusiva,  pari a circa 10.000 mq, ricadono sulla  zona sottoposta a vincolo paesaggistico,  denominata “Parco dell’Etna” esistente sin dall’anno 1991 su tutta il comprensorio interessato dalla colata lavica del 1928 che ha colpito l’intera zona distruggendo, secondo le cronache dell’epoca, buona parte del centro abitato di Mascali, successivamente riscostruito.

Il sopralluogo eseguito sul posto ha consentito di censire la presenza di ben 26 mezzi tra escavatori, pale meccaniche, una autobetoniera, nonché di camion di grandi e medie dimensioni, carelli elevatori ed altro (una parte dei quali dismessi) utilizzati a vario titolo nelle attività abusivamente svolte  Per tali motivi l’area adibita abusivamente a cava, gli impianti di frantumazione e di produzione di calcestruzzi, tutti i mezzi movimento terra e veicoli trovati sul posto, tutte le attrezzature e tutta la rimanente area di pertinenza della ditta, dove sono presenti numerosi accatastamenti di materiali frantumati già lavorati, sono stati posti sotto sequestro.

Il valore dell’intera azienda, degli impianti e dei mezzi presenti è ritenuto certamente superiore al milione di euro  Il Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Catania, al quale sono stati inviati i primi atti ha richiesto ed ottenuto dal GIP presso il Tribunale la convalida del sequestro operato d’iniziativa dai Carabinieri. La titolare della Società M.C, è stata denunciata alla Procura della Repubblica perché ritenuta responsabile di numerosi “reati ambientali e del settore minerario ed anche per aver operato in maniera del tutto abusiva su  zona sottoposta a speciale vincolo paesaggistico”. Sono in corso ulteriori accertamenti .

Recuperate le carte d’identità rubate al Comune di Mirabella Imbaccari.

Il 20 novembre scorso, forzando una porta posta sul retro del Palazzo comunale si erano introdotti direttamente nell’ufficio anagrafe e da una delle casseforti i ladri avevano rubato ben 23 carte di identità in bianco. I Carabinieri della locale Stazione sono riusciti ieri pomeriggio a recuperarle in un sacchetto di plastica occultato dietro una siepe del giardino comunale “Cavour”. I documenti sono stati restituiti nelle mani del Sindaco che ne aveva denunciato il furto

Cara di Mineo: uccisa giovane nigeriana di 26 anni

Una giovane nigeriana di 26 anni e’ stata uccisa ieri sera a quanto pare con un coltello all’interno del Cara di Mineo. La donna era arrivata nella struttura di accoglienza nel dicembre del 2016. Secondo quanto si e’ appreso, le indagini si concentrano su una ipotesi di omicidio al culmine di una lite. Gli investigatori stanno interrogato due bambini, di sei e sette anni, che, secondo quanto si e’ appreso, sono i figli della vittima. la giovane donna era in attesa del riconoscimento di rifugiato politico.

Sequestro preventivo a due ex soci di un istituto di vigilanza

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania nei giorni scorsi hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, su richiesta di questa Procura, sui beni mobili e immobili nella disponibilità a due ex soci dell’Istituto di Vigilanza “La Sicurezza Srl”. Due gli indagati, di 56 e 52 anni a cui sono stati contestati i reati tributari di omesso versamento di ritenute certificate e omesso versamento di IVA per un importo, tra imposte e sanzioni, di oltre 2 milioni e 800 mila euro.

Sorelle uccise a Ramacca, l’omicida resta in carcere

Carcere per Gianluca Modica, il 30enne, che il 13 dicembre ha sgozzato le due sorelle di Ramacca, Lucia e Filippa Mogavero, di 70 e 79 anni, per rapina. Il Gip di Caltagirone ha convalidato il fermo ed ha emesso emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per duplice omicidio aggravato e rapina. Per i carabinieri che hanno ottenuto dall’indagato la ricostruzione fatti, Modica era alla ricerca di 200 euro per saldare un debito contratto nel mondo dello spaccio. Il duplice delitto e’ stato scoperto da una terza sorella, una maestra al suo rientro a casa dalla scuola primaria in un cui insegna.

Le indagini si sono subito orientate su lui perche’ in un video di un sistema di sorveglianza lo si vede vicino la porta di casa della famiglia Mogavero. L’arma del delitto non e’ stata trovata. L’uomo nel pomeriggio era tornato sul luogo del delitto: era in piazza Margherita davanti la casa delle due donne, mischiato tra i curiosi. Lo hanno ripreso alcuni sistemi di videosorveglianza mentre fumava. Probabilmente, spiegano i carabinieri, essendo un frequentatore abituale della piazza, in passato oggetto di un’operazione antidroga, ha preferito che non si notasse la sua assenza. Nella sua casa i carabinieri hanno trovato alcuni indumenti con tracce del duplice omicidio: una felpa con cappuccio, un paio di calzini e un paio di jeans dell’uomo che erano stati lavati anche con dei reagenti ma che avevano ancora tracce di sangue. Davanti ai gravi indizi il 30enne in caserma ha ammesso l’omicidio.

Misterbianco si veste di Solidarietà e Musica

Giorno 16 Dicembre dalle ore 16.00 in poi Misterbianco si veste di Solidarietà e Musica, un idea partita e subito sposata da molti consiglieri comunali  tra i quali Vittoria Consoli (Delegata all’associazionismo), Cristian Vitrano, Natale Falà, Federico Lupo e diversi altri e dalla giunta (assessori, sindaco e vice sindaco) e dell’esperto del Comune delegato all’Associazionismo (Marco Mazza) che si sono fatti promotori e organizzatori dell’iniziativa chiamata “1 Giornata della Solidarietà e del Volontariato” prevista a Misterbianco in via Gramsci (per l’occasione chiusa al traffico). La manifestazione avrà come hastag #diamociunamano, oltre 20 associazioni scenderanno in “piazza” per raccogliere fondi da destinare a famiglie particolarmente bisognose del territorio che verranno segnalate dai servizi sociali del Comune.

Sono state convolte anche le quarte classi elementari delle scuole del comune, i volontari si sono recati in tutte le scuole per spiegare in cosa consiste la manifestazione e informare i giovani studenti dell’importanza della solidarietà e del volontariato. Ai bambini sono state inoltre distribuite delle manine adesive colorate che il 16 verranno affisse in un ideale albero della solidarietà.

La manifestazione del 16 Dicembre sarà inoltre utile per fare conoscere alla cittadinanza le numerose associazioni attive e presenti sul territorio, che giornalmente impiegano tempo e risorse in favore della collettività. Durante lo svolgimento dell’evento verranno inoltre messe all’asta una Maglia della Società di Calcio Juventus F.C. autografata dal calciatore Claudio Marchisio e la maglietta del Calcio Catania autografata dagli atleti.

Verranno anche estratti premi messi in palio dalla Confcommercio di Misterbianco e 5 Voli con ultraleggero messi in palio dalle Aquile di Misterbianco. Nell’ambito della giornata si terrà una Kermesse Rock  che vedrà partecipare gruppi emergenti del Territorio descritti nel cartellone dell’evento che si alterneranno fino alle 23. Da segnalare nell’adiacente piazza Mazzini i mercatini di Natale organizzati sempre dall’amministrazione Comunale che stanno riscuotendo un ottimo successo attirando anche visitatori che provengono anche da altre Comuni limitrofi.

Ramacca: anziane donne uccise, fermato trentenne

Sono durate pochissime ore le indagini dei carabinieri di Catania e Palagonia per chiudere il cerchio sul duplice omicidio a scopo di rapina avvenuto ieri sera a Ramacca. I carabinieri hanno fermato un trentenne con precedenti. Ad incastrare l’uomo, a quanto pare, il video di alcune telecamere a circuito chiuso presenti nella zona.

Lucia e Filippa Mogavero di 70 e 79 anni, sono state massacrate nella loro abitazione di Ramacca. Secondo una prima ricostruzione sarebbero state picchiate e accoltellate durante un tentativo di rapina. A quanto pare, il  corpo di una delle vittime, sarebbe stato rinvenuto in un ripostiglio, l’altro riverso nella camera di letto. L’appartamento dove è avvenuto il massacro è una palazzina a tre elevazioni.

A dare l’allarme, la sorella  delle vittime che al momento del duplice delitto a quanto pare si trovava a scuola. Ieri sera, presente sul posto, anche il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera: “E’ l’ennesimo massacro che si registra nel Calatino. Sono gia’ sette gli omicidi registrati, alcuni dei quali molto efferati. Lavoriamo in condizioni molto difficili”.

“La scena del delitto – ha aggiunto – e’ raccapricciante. Donne picchiate e colpite con arma da taglio. Bisogna fermare questo massacro. Noi e le forze dell’ordine siamo impegnati al massimo con i problemi di organico e anche legati al territorio e alla criminalita’ presente”. Il fratello delle vittime, Giovanni Mogavero ex carabiniere ha detto:  “Non ho alcuna ipotesi. Sono entrati e hanno fatto quello che volevano”. “La mia esperienza la tengo per me”. Sono dei mostri? “Certo chi fa una cosa del genere non e’ una persona sensibile”.

Le immagini che incastrerebbero il trentenne

“Una tragedia immane che ha gettato nello sconforto tutta la nostra comunità. Nessuno di noi ha idea di chi possa aver commesso un gesto così atroce ed efferato. Siamo 10 mila persone e ci conosciamo tutti, il nostro non è un paese che ha la violenza nel suo Dna. Le vittime erano due anime pie, due persone veramente per bene, tutte casa e chiesa”. Così Pippo Limoli, sindaco di Ramacca commenta la tragedia.

 

Rinvenuto cadavere decapitato e senza braccia

Il cadavere di un uomo, dall’apparente età di circa 50 anni, senza la testa e le braccia è stato trovato da carabinieri in una pineta comunale alla periferia di Caltagirone. Una prima ipotesi formulata dagli investigatori è che la mutilazione sia stata compiuta per impedire l’identificazione della vittima dal volto o dalle impronte digitali. Non è ritenuta attendibile la pista della criminalità organizzata, ma più probabile quella di un delitto maturato nell’ambito della sfera personale.

La nostra priorità, in questo momento, è identificare la vittima. Finché non sappiamo chi sia è difficile dare un indirizzo preciso alle indagini”. Così il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, sul cadavere decapitato e senza braccia. Si cerca nella comunità di persone provenienti dall’Est Europa, perché i carabinieri sospettano che sia un romeno.

“Le modalità del delitto sono da stampo mafioso – aggiunge il procuratore Verzera – ma riteniamo che possa essere maturato in ambienti esterni alla criminalità organizzata, qualche vendetta o uno sgarro magari tra stranieri”. Resta il ‘giallo’ della modalità del ritrovamento del cadavere mutilato: perché lasciarlo in un posto isolato, ma frequentato, visto che il delitto è stato compiuto in un posto diverso da quello del ritrovamento del corpo. Probabilmente perché costretti a muoversi in fretta o per dare ‘un avvertimento’ a qualcuno che frequentava lo stesso ‘giro’ della vittima e dell’assassino, o degli assassini.

Biancavilla: Sportello Antiracket, un anno di risultati

E’ stato tracciato, questa mattina, un primo bilancio delle attività dello sportello antiracket e antiusura di Biancavilla, curato dall’associazione “Libera Impresa”, in sinergia con l’Amministrazione comunale, nei locali di Villa delle Favare. Si tratta di iniziative sui temi della legalità, soprattutto tra gli studenti, e risultati concreti al fianco di imprenditori locali, sul fronte della denuncia di azioni criminali. C’è di più: durante l’incontro di questa mattina, promosso dalla presidenza del Consiglio comunale, il sindaco Pippo Glorioso ha suggerito una nuova campagna di sensibilizzazione per i più giovani, con la distribuzione di copie della Costituzione nelle scuole e la realizzazione di un concorso di cortometraggio da realizzare entro l’anno scolastico, per premiare la creatività degli studenti. Saranno previste tre borse di studio, per un importo complessivo di 1500 euro, mediante il bilancio partecipato.

“Dall’incontro emerge l’esigenza di puntare ancora tra i più giovani – spiega il sindaco Glorioso – per questo, ho proposto alcune attività che, in sinergia con i dirigenti scolastici, andremo a realizzare già dalle prossime settimane”.

Il presidente dell’associazione “Libera Impresa” Rosario Cunsolo, insieme all’avvocato Frisenna, ha snocciolato gli ultimi importanti risultati conseguiti nel territorio in seguito alla denuncia di alcuni giovani imprenditori di Biancavilla che si sono opposti al racket, chiedendo aiuto, oltre che alle Forze dell’Ordine, allo Sportello di legalità di Biancavilla. Poi, l’Amministrazione comunale e l’associazione “Libera Impresa” hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile nel processo, accolta dal giudice.

All’incontro di stamattina hanno preso parte i rappresentanti istituzionali della Giunta, del Consiglio comunale e delle Forze dell’Ordine, con il maresciallo dei Carabinieri Di Giovanni e l’ispettore Marchese del commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano. Con loro anche i dirigenti scolastici e alcuni docenti, insieme ad una rappresentanza di studenti, guidata dal sindaco dei ragazzi, Viola Cantarella.

“E’ un’iniziativa che pone al centro dell’attenzione la cultura della legalità – ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Pappalardo – siamo impegnati a divulgare sempre più gli aspetti positivi che si riescono a cogliere dall’azione quotidiana di “Libera Impresa” sostenuta dalle Istituzioni e dalle Forze dell’Ordine a cui va il ringraziamento di tutti per il lavoro diligente che svolgono nel nostro territorio”.

Distrugge vetrine di un negozio in centro a Misterbianco, arrestato

I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato nella flagranza un 40enne di Adrano, già gravato da precedenti di polizia specifici,  poiché ritenuto responsabile di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la ricosrtruzione, l’uomo, in chiaro stato di agitazione psicofisica, dovuta all’abuso di sostanze alcoliche, è entrato in un esercizio commerciale di Via Matteotti inveendo contro il proprietario. Nel momento in cui l’esercente è stato costretto a chiamare i Carabinieri, l’energumeno ha iniziato a danneggiargli le vetrine prendendosela anche con alcuni passanti che cercavano di ricondurlo alla ragione. L’arrivo della pattuglia ha evitato spiacevoli conseguenze anche se, prima di poterlo ammanettare, i militari hanno dovuto respingere una resistenza attiva da parte dell’uomo che si rifiutava di fornire le proprie generalità e nel tentativo di sottrarsi all’arresto spintonava violentemente gli operanti.  L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato accompagnato al carcere di Catania Piazza Lanza.

Congresso provinciale sindacato Snalv – primo rappresentante dei lavoratori a Catania

Alberto Santonocito è il nuovo Segretario Provinciale dello Snalv Confsal - Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori aderente alla confederazione di sindacati autonomi Confsal. Insieme a...