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martedì 21 novembre 2017

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Migranti: sindaco Padova, riavviare subito il dialogo

Padova, 21 nov. (AdnKronos) - "Per il bene di tutti e per non generare emergenze umanitarie è bene che si riattivi subito il dialogo e che si seguano le indicazioni della Prefettura di Venezia che porti a soluzioni in territorio veneziano. La responsabilità esclusiva di queste persone che alloggiavano a Cona è della Prefettura di Venezia, dubito che esistano anche gli strumenti normativi che consentono scelte dentro il territorio della Provincia di Padova". Così il sindaco Sergio Giordani sui richiedenti Asilo che hanno lasciato il centro di accoglienza di Cona. "La mia amministrazione si è sempre spesa per non strumentalizzare un tema così delicato, dicendosi sempre favorevole alla micro accoglienza diffusa e a politiche di concreta gestione del fenomeno dentro criteri umanitari - sottolinea Giordani - Tuttavia questa azione deve essere fatta nel solco della legalità e delle procedure previste, in accordo con le Prefetture e assieme a tutti gli attori coinvolti. Forzare la mano non è producente e obbliga l'istituzione a un comportamento rigoroso".

Migranti: sindaco Padova, riavviare subito il dialogo (2)

(AdnKronos) - (Adnkronos) - "Concordo con le valutazioni della Diocesi: solo se si ritorna nei binari corretti e con la necessaria gradualità si possono trovare soluzioni corrette, in primis nell'interesse di questi ragazzi. Queste forme di protesta non mettono in nessun modo i Sindaci nella condizione di assecondare forzature e irrigidiscono un contesto già difficile", spiega il sindaco. "Padova fa già la sua parte e non si è mia sottratta, ma sempre e  solo in accordo con le altre Istituzioni ed entro modalità corrette, diversamente non posso essere d'accordo e non voglio legittimare azioni che ritengo sbagliate e destinate ad aumentare le criticità", conclude.

Sicurezza: no al pizzo, imprenditore palermitano testimonial ‘Legalità mi piace’

Palermo, 21 nov. (AdnKronos) - "Mettiti a posto e cercati un amico, sai come funzionano queste cose". E' così che, più di due anni fa, l'imprenditore palermitano Antonio Cottone, titolare con i suoi fratelli Marcello e Roberto della pizzeria La Braciera e presidente di Ape Confcommercio Palermo, si è sentito chiedere il 'pizzo'. Una richiesta arrivata durante una sera come le altre in pizzeria, da parte di quelli che sembravano due normali clienti. Cottone ha raccontato la sua storia oggi, a Roma, alla presenza del ministro dell'Interno Marco Minniti, durante la giornata nazionale 'Legalità, mi piace!' organizzata da Confcommercio per analizzare e denunciare le conseguenze dei fenomeni criminali sull'economia reale e sulle imprese. "Erano le otto di sera del 13 gennaio 2015 - ha raccontato Cottone, testimonial di 'Legalità, mi piace!' - Sono entrati in due per prendere una pizza da portare via. Hanno chiamato mio fratello e poi si sono avviati verso l'esterno del locale. Venivamo dall'estate a Villa Lampedusa e il riconoscimento del Gambero Rosso ci aveva messo in evidenza, tutto questo ha fatto sì che il nostro locale arrivasse anche all'attenzione dei mafiosi. Hanno detto parole già sentite in tv o lette sui giornali: 'Mettiti a posto e cercati un amico, sai come funzionano queste cose?'. Mio fratello, che aveva intuito, li ha fatti mettere a favore di telecamere e ha risposto loro: 'Nel 2015, tu mi stai dicendo che vieni mensilmente per chiedermi il pizzo?'. 'Bravo, l'hai capito' hanno risposto i due che avevano la macchina parcheggiata a una ventina di metri dal ristorante".

Sicurezza: no al pizzo, imprenditore palermitano testimonial ‘Legalità mi piace’ (2)

(AdnKronos) - I fratelli Cottone hanno bloccato i due uomini e hanno chiamato la polizia "per dire che avevamo gente che ci chiedeva il pizzo. Mio fratello li ha bloccati nella macchina e io con altri clienti ed amici nostri sono sopraggiunto per dargli una mano. Di fatto - continua Cottone - li abbiamo accerchiati e un'altra motocicletta davanti ha bloccato l'automobile con i due a bordo. E' arrivata la polizia e gli agenti e li hanno arrestati, per fortuna, non c'è stata alcuna colluttazione. Oggi siamo qua per dire No al 'pizzo' e a qualsiasi forma di prevaricazione criminale". Un caso, quello dei proprietari della pizzeria La Braciera, che la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio definisce "un esempio di trionfo della normalità. Mi piace definirlo un 'eroe' della normalità, di una storia triste, perché Cottone ha subito una richiesta di pizzo, ma a lieto fine, maturata in un contesto ad alta densità mafiosa come è da sempre la zona di San Lorenzo. Antonio Cottone ha detto 'No' a mafia e racket e i suoi estorsori sono stati processati e condannati. Una storia di quelle che vorremmo leggere ogni giorno. Ed in questa storia - conclude - ciò che ci rende più felici è che Antonio Cottone oggi vive una vita normale, non ha avuto bisogno di scappare da Palermo e con la sua famiglia vive e continua a fare impresa".

Milano: rapinatori di orologi ‘trasfertisti’, cinque arresti

Milano, 21 nov. (AdnKronos) - La squadra mobile di Milano ha arrestato cinque rapinatori di orologi 'trasfertisti'. Provenienti da Napoli, avevano tutti precedenti. Al gruppo criminale sono state contestate una quindicina di rapine: due di loro sono stati arrestati in flagranza durante un servizio di controllo e tre sono destinatari di un'ordinanza di custodia in carcere. Il reato è quello di rapina pluriaggravata.

Migranti: sindacati, per il centro di Cona cambio di passo nella gestione

Venezia, 21 nov. (AdnKronos) - "Avevamo già denunciato la situazione intollerabile del centro accoglienza di Cona e il susseguirsi degli eventi di questi giorni non fanno che aumentare la preoccupazione per una situazione che richiede un cambio di passo nella gestione". Lo sottolineano, in una nota, Cgil, Cisl e Uil di Venezia. "Per questo Cgil, Cisl e Uil di Venezia questa mattina hanno inviato una ?lettera? ai rappresentanti delle Istituzioni del nostro territorio, Prefetto e Sindaco della Città Metropolitana, oltre che al Patriarca, al quale non possiamo non esprimere la nostra solidarietà per l'indecoroso attacco portatogli da Forza Nuova, e ai rappresentanti delle Associazioni economiche e del Terzo settore del nostro territorio, per sollecitare la costituzione di un tavolo operativo su questi temi che individui soluzioni strutturali sia per l'immediato che per il futuro", spiegano. "Ci auguriamo che la nostra richiesta non cada nel vuoto e che chi ha ruoli di responsabilità nel territorio non perda questa ulteriore occasione per favorire un cambiamento nella politica sull'immigrazione del veneziano", auspicano Cgil, Cisl e Uil di Venezia.

Migranti: sindacati, per il centro di Cona cambio di passo nella gestione (2)

(AdnKronos) - (Adnkronos) - ?Le vicende che si stanno consumando in questi ultimi giorni in relazione al centro di accoglienza di Cona, dimostrano in modo inequivocabile la necessità che tutti i soggetti in capo ai quali ricade la responsabilità della gestione di questa situazione, pur nelle difficoltà esistenti, decidano finalmente di affrontarla in maniera strutturale. Non è assolutamente più tollerabile una gestione approssimativa legata alle singole emergenze che di volta in volta si presentano", avvertono i sindacati. "Come sollecitato ancora a febbraio, nel corso dell'iniziativa da noi promossa sul tema di Cona, è diventata ormai non più rinviabile la costituzione di un tavolo permanente che definisca delle soluzioni per risolvere la questione di Cona, oggi e per il futuro, qualora si verificassero eventuali altri sbarchi massicci che dovessero rendere necessario affrontare nuovamente situazioni similari", proseguono. "Rinnoviamo qui l'invito a Prefettura, Città Metropolitana, Patriarcato, soggetti della rappresentanza sociale, a mettersi intorno al tavolo per individuare percorsi strutturati e sostenibili nel tempo per gestire un fenomeno che continuare a considerare solo un'emergenza episodica, non fa che favorire l'improvvisazione e le strumentalizzazioni", concludono.

Mafia: Dolci, Lombardia colonizzata con connivenza imprenditori

Milano, 21 nov. (AdnKronos) - La Lombardia è stata "colonizzata" dalla criminalità organizzata. In particolare la 'ndrangheta "si è infiltrata nel settore delle costruzione, con il movimento terra che è ormai monopolizzato, nella logistica, nella ristorazione e nei videopoker". Una penetrazione che è stata resa possibile "dalla connivenza della nostra classe imprenditoriale". Lo ha detto Alessandra Dolci, sostituto procuratore a Milano della Direzione distrettuale Antimafia, nel suo intervento a un convegno sulle infiltrazioni della criminalità in Lombardia. Secondo un rapporto di Confcommercio Milano e Cross, l'Osservatorio sul criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano, sono 345 le aziende confiscate alla criminalità organizzata in Lombardia dall'inizio dell'anno, l'8,6% del totale italiano. E di queste il 25% sono attive nel settore delle costruzioni e del movimento terra. La 'ndrangheta, ha ricordato Dolci, è arrivata in Lombardia negli anni Settata e Ottanta, fino all'inizio degli anni Novanta. "Poi è sparita e ha cominciato a lavorare sottotraccia, fino a presentarsi con la faccia amica dell'imprenditore". E la sua diffusione nella regione è stata facilitata da molti imprenditori guidati esclusivamente dal "principio della convenienza". Il risultato è che "si è consumato il matrimonio fra il peggio del Sud, che è la mafia, con il peggio del Nord, che è la corruzione e l'evasione fiscale". Ora "dobbiamo guardare avanti e chiederci cosa succederà se ognuno perseguirà solo il proprio interesse particolare". Per la pm "il profilo morale è fondamentale, ma bisogna anche sapere che collaborare con la 'ndrangheta non conviene e ha conseguenze penali draconiane" .

Varese: contrabbando e ricettazione, confiscati beni per sette mln

Milano, 21 nov. (AdnKronos) - La Guardia di finanza di Luino, in provincia di varese, ha confiscato beni per un valore complessivo di 7 milioni di euro a un uomo, accusato dei reati di ricettazione, riciclaggio, contrabbando, sottrazione all'accertamento e al pagamento dell'accisa sull'alcol e sulle bevande alcoliche e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. All'uomo di origine emiliana e da tempo residente a Laveno Ponte Tresa sono stati confiscati 59 chilogrammi di argento in grani, 171 lingotti di argento, 72 monete d'oro, 94 reperti di interesse paleontologico di cui due zanne di elefante e una di mammut, 424 campioni di minerali di varie dimensioni e oltre 20 mila bottiglie di alcool, la maggior parte whisky, cognac, rum, liquori vari e vini.

Messina: bufera su Comune Tusa, avviso conclusione indagini per sindaco

Palermo, 21 nov. (AdnKronos) - Bufera sul Comune di Tusa, nel Messinese. I carabinieri della Compagnia di Mistretta, su disposizione della Procura di Patti, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari al sindaco, Angelo Tudisca, al responsabile dell'area tecnica dello stesso Comune, Giuseppa Levanto, e ai tre titolari e gestori di fatto della ditta Barbera Servizi e Logistica srls, con sede a Tusa, che, fino allo scorso marzo, ha avuto in gestione l'appalto per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni di Tusa e Motta D'Affermo. L'accusa per loro è di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e reati contro l'ambiente. Lo scorso marzo i militari hanno posto sotto sequestro l'area adibita allo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi. Durante le indagini la Polizia giudiziaria ha accertato anche che le acque provenienti dal lavaggio dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti venivano illecitamente scaricate, attraverso una tubatura sotterranea, direttamente nel greto del torrente Tusa, a pochi passi dalla foce nei pressi di Castel di Tusa, le cui spiagge da due anni sono state insignite della bandiera blu. "Durante il controllo - spiegano gli investigatori - furono accertate numerose violazioni urbanistiche, poiché la stessa ditta non aveva mai chiesto nessuna autorizzazione al Comune e agli enti preposti per la costruzione di svariati fabbricati e manufatti, né aveva mai chiesto l'autorizzazione alla Sovrintendenza dei beni culturali, trattandosi di zona soggetta a vincolo paesaggistico, in quanto adiacente al greto del torrente". Verificate le "gravi violazioni ambientali, urbanistiche e paesaggistiche", i carabinieri hanno vagliato la regolarità del sistema di affidamento del servizio di raccolta rifiuti alla ditta accertando anche le fattispecie di abuso d'ufficio e turbativa d'asta che costituiscono oggetto della contestazione.

Smaltiva illegalmente le acque reflue dell’autolavaggio. Denunciata

Ieri mattina i Carabinieri della Stazione di Aci Sant’Antonio, insieme ai colleghi del N.O.E. di Catania, hanno denunciato la titolare  dell’autolavaggio, poiché ritenuta responsabile...