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Cartella di riscossione Sicilia notificata dopo 20 anni, il giudice accoglie il ricorso

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La Commissione Tributaria Provinciale di Catania, con la sentenza n. 10819/2017, ha accolto il ricorso di un contribuente assistito dagli avvocati Manfredi Zammataro e Mario Campione, rispettivamente segretario Regionale e Provinciale del Sicilia, che si era visto richiedere il pagamento da parte dell’Ente di riscossione siciliano di oltre cinque mila euro di cartelle esattoriali riguardanti la Tassa della spazzatura di venti anni fa!

La commissione Tributaria di Catania, ha sancito infatti che i crediti richiesti erano prescritti e quindi ne ha ordinato la cancellazione.

Anche in questo caso – come peraltro già accaduto a molti dei cittadini che hanno chiesto assistenza all’associazione per questioni simili –  l’utente si era rivolto agli sportelli del CODICI Sicilia per essere guidato nelle procedure di accesso alla rottamazione delle cartelle esattoriali, ovvero alla possibilità di definizione agevolata della situazione debitoria offerta dalla Riscossione Sicilia ai diversi contribuenti dell’isola.

Grazie alle analisi del quadro debitorio presentato dall’utente agli esperti incaricati della gestione delle pratiche, erano emersi alcuni addebiti irregolari, evidentemente non notificati e quindi già in stato di prescrizione secondo i termini stabiliti per legge. Da cui l’effettivo decadimento dell’avviso di intimazione relativo al pagamento delle tasse relative alla TARSU come deciso in sede legale dalla Commissione Tributaria Provinciale.

“Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte alle richieste totalmente illegittime dell’Ente di riscossione siciliano in danno dei contribuenti siciliani – afferma il Presidente del CODICI Sicilia Avv. Manfredi Zammataro- l’Autorità Giudiziale tributaria si è infatti ancora una volta pronunciata accogliendo il nostro ricorso e dichiarando come effettivamente iniqua la pretesa di pagamento di tasse ormai prescritte e pertanto decadute. È infatti importante che multe e tassazioni vengano notificate in maniera corretta, nonché secondo i giusti tempi stabiliti dalla legge a tutela di chi ha il chiaro diritto di essere edotto sulla propria situazione debitoria. Un ulteriore risultato, dicevamo, perché moltissimi sono stati i contribuenti che si sono rivolti alla nostra associazione per aver improvvisamente scoperto di dover pagare, seppure in mancanza delle corrette procedure di notifica, cifre molto elevate proprio perché accresciute da morosità che si sono accumulate nel corso del tempo. Ed altrettante sono state le sentenze a conferma delle inesattezze da noi rilevate tutelando i diritti dei cittadini che hanno chiesto assistenza ai nostri esperti”.