“C’è posta per Sanremo”: l’Italia “apre la busta” al suo Festival

    “C’è posta per Sanremo”: l’Italia “apre la busta” al suo Festival

    L’Italia ringrazia il suo Festival con un boom di share: è la terza conferma alla conduzione eccellente di Carlo Conti, nonché alla sorpresa gradita di una De Filippi in atmosfere Rai. Il pubblico applaude un festival dai toni eleganti e composti (a tratti piatto), poco incline alle “bellezze impacciate” e senza punte di diamante musicali. Qualcuno lo chiama il Sanremo delle “larghe intese”, ma il connubio del ridente conduttore Rai e della signora Mediaset mostra qualche falla: Carlo Conti, da formidabile intrattenitore, deve sforzarsi maggiormente per colmare la schematica presenza della De Filippi. Lo stile asciutto e fondamentalmente narrativo della signora Mediaset, non è proprio adatto alla struttura festivaliera! Ecco che lo spettatore si ritrova nel deja vu di “C’è posta per te”, ma siamo all’evento musicale Rai per eccellenza: “C’è posta per Sanremo”, sebbene il pubblico abbia apprezzato. Una scelta artistica che ha costruito furbamente l’audience, trainando i canali must della tv. La carrellata che ha introdotto la prima serata del Festival ci ha raccontato di una gara che sa valorizzare anche i “fuori podio”. La musica, protagonista sul palco, non ci sorprende purtroppo con canzoni particolari quest’anno: sebbene siano tutti prodotti di largo uso radiofonico, nessuno sembra avere un’originalità che lascia il segno.

    GIUSY FERRERI, “FA TALMENTE MALE” – Arrangiamenti passionali, sonorità concitate che ricordano un tango. Esibizione che ha penalizzato il pezzo, invece meritevole di ascolto.

    FABRIZIO MORO, “PORTAMI VIA” – Nulla di diverso dagli ultimi prodotti di Moro, sebbene la ballata riesca ad attirare l’attenzione emotiva. Apprezzabile come sempre il suo vigore interpretativo.

    ELODIE, “TUTTA COLPA MIA” – Struggente melodia dai richiami “vintage”. La voce intensa ed energica della giovane interprete riesce a ben valorizzare il pezzo.

    LODOVICA COMELLO, “IL CIELO NON MI BASTA” – Voce pulita, ma pezzo per lo più di gradimento adolescenziale. Presenza scenica poco energica e poco incisiva.

    FIORELLA MANNOIA, “CHE SIA BENEDETTA” – Podio assicurato all’artista, che torna dopo decenni di assenza. L’essenza del testo è talmente profonda che risulta quasi ruffiana, “scritta per vincere”. La scrittura musicale e l’arrangiamento sono una ridondanza degli ultimi pezzi dell’interprete.

    ALESSIO BERNABEI, “NEL MEZZO DI UN APPLAUSO” – In tema di applausi, per questa canzone non potrebbero certo essere scroscianti. Non pervenuto.

    ALBANO, “DI ROSE E DI SPINE” – Il tempo si fa sentire sulla sua voce… ma l’interpretazione rimane intensa. Canzone gradita per lo più dai coetanei di Albano.

    SAMUEL, “VEDRAI” – Freschezza nel sound e nell’arrangiamento. Con questo pezzo, l’artista segna una valida tappa nel suo percorso da solista.

    RON, “L’OTTAVA MERAVIGLIA” – Atmosfere oniriche per una ballata romantica che si è resa giustizia con un testo degno di menzione.

    CLEMENTINO, “RAGAZZI FUORI” – La scrittura melodica ha una tensione interessante, il testo racconta la stessa emotività e la stessa esperienza che il rapper mette nella performance.

    ERMAL META, “VIETATO MORIRE” – Il titolo è d’impatto, la musica anche. Il potere comunicativo delle corde di Ermal Meta fa arrivare il testo di questo pezzo con una forza ancor maggiore.

    BIANCA ATZEI, “ORA ESISTI SOLO TU” – La bella voce della Atzei avrebbe bisogno di cambiare compositore… Checco dei Modà non è riuscito a farla distinguere quest’anno.

    MARCO MASINI, “SPOSTATO DI UN SECONDO” – Questo pezzo è tra i più incisivi di questo festival e Masini ne accresce il valore con una performance emozionante.

    ALICE PABA E NESLI, “DO RETTA A TE” – Composizione che ha il palese intento di vincere (chissà…). Purtroppo la Paba è una presenza debole e Nesli mal funziona in un’interpretazione romantica.

    SERGIO SILVESTRE, “CON TE” – Il brano sembra scritto per mettere in risalto la vocalità di Silvestre, ma forse è proprio il talento del ragazzo a resuscitare un pezzo che non è migliore degli altri in gara.

    GIGI D’ALESSIO, “LA PRIMA STELLA” – Copiare sè stessi non lascia il segno. Questo ne è un esempio.

    MICHELE BRAVI, “IL DIARIO DEGLI ERRORI” – Voce interessante e ritornello orecchiabile contribuiscono alla sufficienza.

    PAOLA TURCI, “FATTI BELLA PER TE” – Finalmente un tocco di energia alla gara… La Turci ha grinta e femminilità ed il pezzo ne è carico.

    FRANCESCO GABBANI, “OCCIDENTALI’S KARMA” – Con la filosofia ci ha preso gusto, ma due volte di fila non funzionano. Apprezzatissima l’allegria e la leggerezza della canzone.

    MICHELE ZARRILLO, “MANI NELLE MANI” – Orecchiabile senza banalità. Graditissimo ritorno sanremese che riesce a farsi apprezzare in musica e parole.

    CHIARA, “NESSUN POSTO E’ CASA MIA” – L’argomento del brano non è scontato e non dispiace, anche se la musica esprime la nostalgia fin troppo bene…

    RAIGE E GIULIA LUZI, “TOGLIAMOCI LA VOGLIA” – Semi sconosciuti, ma non a disagio sul palco. Forse costituiscono l’unica piccola particolarità di quest’anno sanremese. La canzone è grintosa e orecchiabile al punto giusto, il rapper con la voce femminile brillante funziona bene oltreoceano…magari è la volta buona che funziona qua.