Operazione ‘Lazarus’ della Dia, eseguiti tre provvedimenti

    Operazione ‘Lazarus’ della Dia, eseguiti tre provvedimenti

    Questa mattina, a conclusione di una complessa ed articolata attività investigativa, gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta da Renato Panvino, hanno eseguito un provvedimento nei confronti di Maurizio Galletta, 41 condannato alla pena dell’ergastolo e ritenuto elemento di primissimo piano del clan mafioso dominante nella città etnea “Santapaola-Ercolano”, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i reati di concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell’Inps, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola.

    Sebbene condannato era dal luglio del 2008 agli arresti domiciliari a Catania dopo che il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha ritenuto le sue “condizioni fisiche non conciliabili con il regime carcerario”. Basti pensare che Galletta nell’arco di circa 12 anni, dal 1996 al 2008, è stato trasferito in 17 strutture carcerarie ed è stato sottoposto a numerose visite ambulatoriali.

    Ma le sue condizioni fisiche, non sono riusciti a convicencere gli investigatori della Dia, che nel corso dell’attività d’indagine hanno messo in evidenza come Galletta, al fine di usufruire di un regime detentivo meno rigido, secondo la ricostruzione, abbia accentuato le sue patologie, con l’appoggio, secondo l’accusa, “di alcuni medici compiacenti”, i quali ripetutamente avrebbero certificato le sue condizioni di salute, ritenute gravi.

    Agli atti dell’inchiesta ci sono anche intercettazioni audio e video. Tra quelle rese pubbliche, un intercettazione di un cardiologo, dove secondo il professionista, esiste un “assurdita’ del sistema”, “Un sistema nel quale la giustizia non ha previsto queste cose”…”ma prevede soltanto ..in qualche modo di scoprire dopo”… “passeranno i guai quelli che hanno scritto che questo è paralizzato”. “..che il professor….che hanno scritto che ha una grave insufficenza respiratoria”……”perche’ lui effettivamente ha una insufficenza respiratoria ma cosi grave con tutte queste spese, farmaci e cose varie”…”se decidono di sistemare”….”se decidono di fargli fare degli esami in un ospedale…in un ospedale militare”….”secondo me questa insufficenza respiratoria verrà a cadere”…. Anche se il ‘paziente’ “ha imparato a respirare a modo suo, imita i broncospasmi”.

    Le telecamere e le cimici della Dia, registrano anche Galletta mentre sembra armeggiare con degli attrezzi a casa e chiama: “Francesco, sono sopra il ponte, dov’è…”, chiede.

    Renato Panvino

    Il dirigente della Dia Renato Panvino, ha evidenziato come lo stesso ha ottenuto piu’ benifici. Per esempio i domiciliari, ma anche l’ottenimento della pensione civile e una indennità di accompagnamento. Ma non e’ tutto. Secondo l’accusa, Galletta, avrebbe avuto anche la possibilità, pur essendo ai domiciliari, di gestire affari illeciti ostentando, secondo la ricostruzione degli investigatori, “il proprio carisma mafioso”.

    Le indagini coordinate dal capo della Procura Carmelo Zuccaro e dal sostituto procuratore Antonio Fanara proseguono senza sosta. Gli investigatori, dovranno  accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto a visite, perizie Galletta. Questa mattina, sono state eseguite anche delle perquisizioni. Il dirigente della Dia Panvino, ha sottolineato che le indagini saranno scrupolose, al fine di non “crocifiggere professionisti, che nell’esercizio delle proprie funzioni hanno svolto la loro attivita’” ignari da quello che poi si e’ scoperto. Da quello trapelato, i medici che saranno sentiti sono circa dieci.

    Gli investigatori della Dia hanno eseguito un provvedimento nei confronti di Rosario Testa 42 anni, cognato cognato di Galletta, detenuto, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per il reato di detenzione e porto di arma da fuoco in luogo pubblico; e per il rumeno M.D.A., per il quale è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, per il reato di porto illegale di arma da fuoco.

    L’operazione è stata denominata ‘Lazarus’.